Partita la missione di Artemis II, che segna il ritorno alla Luna dopo 54 anni
In questi giorni è partita la missione Artemis II, che segna il ritorno alla Luna a 54 anni dalla chiusura del programma Apollo. Il razzo Space Launch System è stato lanciato puntualmente e sta portando la navetta Orion verso l’orbita lunare. A bordo ci sono il comandante Reid Wiseman insieme a Victor Glover, a Christina Koch, prima donna a orbitare intorno alla Luna, e Jeremy Hansen dell’Agenzia spaziale canadese Csa, primo non americano a spingersi così lontano nello spazio. Per dieci giorni lavoreranno sulla navetta Orion, alimentata da un modulo costruito dall’Agenzia Spaziale Europea.
Primi test per i quattro astronauti della missione Artemis II diretta all’orbita lunare. Al momento la navetta è ancora in orbita intorno alla Terra proprio per consentire al comandante Reid Wiseman, con il pilota Victor Glover e gli specialisti di missione Christina Koch e Jeremy Hansen, di sperimentare il funzionamento dei sistemi di bordo della navetta Orion, lavorando in collegamento con il centro di controllo a Houston. Poco dopo il lancio, quando la navetta stava raggiungendo un punto più alto dell’orbita, si è accesa una spia che segnalava un guasto alla toilette. “Lavorando a stretto contatto con il centro di controllo, l’equipaggio è riuscito a ripristinare il normale funzionamento della toilette”, scrive la Nasa sul blog dedicato alla missione Artemis II.
La missione non prevede prevede l’atterraggio. I lander che devono portare gli astronauti sulla superficie lunare, affidati a SpaceX di Elon Musk e a Blue Origin di Jeff Bezos, non saranno infatti pronti prima del 2028. Per ora la capsula Orion serve a collaudare i sistemi con esseri umani a bordo, a identificare i problemi prima che diventino pericolosi. A bordo della navetta ce n’è già stato uno: poche ore dopo il decollo, i tecnici della Nasa stavano già lavorando (con successo) a un malfunzionamento del bagno spaziale. Si tratta insomma di un test che preparerà a un successivo sbarco sul satellite terrestre.
Gli Stati Uniti scommettono sul ritorno alla Luna e puntano sulla missione Artemis II, che a 54 anni dalla conclusione del programma Apollo porterà degli astronauti nell’orbita lunare. E’ un test a 360 gradi, nel quale per la prima volta il gigantesco razzo Space Launch System porta nello spazio un equipaggio di astronauti e per la prima volta la navetta Orion, chiamata Integrity, li accompagnerà fino all’orbita lunare. La missione è anche un banco di prova fondamentale per il programma Artemis, che recentemente la Nasa ha rivisto rinviando l’allunaggio al 2028 con la missione Artemis IV, sospendendo il progetto della stazione spaziale Gateway nell’orbita lunare e puntando alla costruzione di una base sulla superficie lunare. Un progetto, quest’ultimo, nel quale i moduli italiani Mph sono diventati parte integrante del programma Artemis.
“Previsioni meteorologiche accurate sono essenziali – scrive la Nasa – per proteggere l’equipaggio e le apparecchiature, poiché anche piccole variazioni possono influenzare le decisioni relative al conto alla rovescia e le dinamiche di volo”. Anche l’Europa si sente protagonista dello storico ritorno alla Luna, come ha dichiarato il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea Josef Aschbacher a poche ore dal lancio. “Ci troviamo sulla soglia di un ritorno storico: l’umanità si dirige nuovamente verso la Luna, più di mezzo secolo dopo Apollo 17. La Nasa scriverà di nuovo la storia, ma questa volta la missione Artemis è un’impresa veramente internazionale e l’Europa ha un ruolo centrale”, ha detto riferendosi al fatto che il modulo della navetta Orion che assicura agli astronauti i sistemi vitali è stato realizzato dall’Esa e da industria europee.




