Ant Simulator: i soci non hanno rubato i soldi
Ant Simulator è uno dei tantissimi giochi indie che oramai popolano il mondo dei videogames. In passato molti di loro hanno ottenuto un successo incredibile, sfidando i colossi da tripla A come Assassin’s Creed o Call Of Duty. Basti pensare a Minecraft, Terraria, The Binding Of Isaac, Guacamelee, per renderci conto di quanto tali alternative siano valide. Ant Simulator, è un gioco in cui sarà possibile impersonare una formica, per farci rendere conto di com’è il mondo con gli occhi di un insetto.
Ant Simulator: soldi usati in spogliarelliste
Ant Simulator non vedrà mai luce, perché i suoi sviluppatori hanno sperperato tutto il ricavato in liquori, ristoranti, e addirittura spogliarelliste. A denunciarlo è proprio uno di loro, Eric Tereshinski che, ignaro del comportamento dei suoi colleghi, seguitava a programmare entusiasta. Il progetto era finanziato tramite crowdfunding, una pratica che ha permesso a molte software house indipendenti di creare i loro videogiochi. In pratica gli utenti donano una quota per permettere lo sviluppo, ottenendo in cambio gadget, riconoscimenti, il gioco stesso, in base all’importo donato. Il problema nasce con Tyler Monce e Devon Staley, colleghi di Tereshinski, che alle sue spalle hanno utilizzato tutti i soldi per i propri comodi.
“Mi dissocio nella maniera più netta rispetto al comportamento di queste persone e vorrei che la mia carriera non venisse condizionata dalle loro azioni”
Queste le parole di Tereshinski, rammaricato e arrabbiato perché sarebbe stato il suo primo grande progetto da programmatore, che forse gli avrebbe consentito di ottenere il successo sperato, pubblicando il gioco su Steam e PS4. Il malcapitato si fidava ciecamente dei suoi compagni, avendo lavorato con loro per più di 11 anni, ma da quest’ultimi è stato addirittura minacciato di denuncia qualora avesse deciso di lasciare il progetto.
La risposta dei soci
La risposta dei due soci non esita ad arrivare. Dichiarano di essere innocenti, di non aver sperperato il denaro, e che anzi è stato speso soltanto per le spese dell’azienda, e che tutto è registrato. Non hanno assolutamente agito nell’ombra, a detta loro, e che è stato Tereshinski l’autore di questa farsa.
Non solo ha preso il controllo della sede aziendale ma anche dei nostri conti bancari, degli account social ed i nostri siti web.
Tutto è iniziato la scorsa estate quando il videogioco è diventato popolare. La mia teoria personale è che ha cercato di tenere tutto per sé stesso tagliandoci fuori dai giochi. Ma siamo stati chiari fin dall’inizio e gli abbiamo fatto capire che non glielo avremmo permesso. Avevamo il diritto legale e morale di impedirglielo
Sembra che dal Novembre 2015 Tereshinski sia riuscito a prendere il controllo dell’azienda, a bloccare il conto corrente bancario e ad inaugurare una sorta di dittatura, sotto il ricatto di non far venire mai alla luce il gioco. Di fatto la situazione è paradossale, perché non sappiamo quale delle due parti abbia ragione, ed il gioco non potrà essere lanciato perché si minacciano vicendevolmente.
Il crowdfunding è una pratica che ha dimostrato di saper dare i suoi frutti, ma, basandosi sulla fiducia reciproca e sulla credibilità di un piano di sviluppo, è possibile imbattersi in questi personaggi che, invece di essere entusiasti di poter lanciare un loro videogame, sperperano i soldi altrui in lussi, o cadono in queste controversie.




