È tornata: l’Italia del computer rialza la testa
Adriano Olivetti non poteva immaginarlo, ma con ogni probabilità ne sarebbe stato orgoglioso. A sessant’anni dalla sua pionieristica visione industriale, quella di portare la tecnologia nelle case e negli uffici degli italiani molto prima che lo facesse il resto del mondo, un altro pezzo della storia dell’informatica tricolore torna a muoversi con ambizione e coraggio.
Il ritorno è quello di Olidata, marchio che negli anni Novanta del secolo scorso dominò il mercato italiano dei personal computer subito dopo la stessa Olivetti, diventando un riferimento per aziende, pubbliche amministrazioni e famiglie. Si tratta di un’azienda che, almeno ai più, sembrava destinata a restare solo un bel ricordo industriale, finché due anni fa non è ricomparsa in Borsa, forte di un piano di rilancio guidato dal nuovo azionista di maggioranza Cristiano Rufini e dalla sua Sferanet. Adesso Olidata senza paura annuncia il passo più ambizioso: tornare a produrre hardware, mettendo in commercio una nuova linea di PC, notebook e laptop.
Il progetto è stato presentato nella sede aziendale della Tiburtina con uno slogan che potrebbe essere simpaticamente definito come “conservatore”, e che al suo interno ben sintetizza la filosofia del rilancio: “dalle origini nasce il futuro”.
Proprio sul valore simbolico di quelle origini Olidata sta ricostruendo la propria narrazione. Durante l’evento, un’immagine virtuale di Adriano Olivetti generata con l’intelligenza artificiale ha ricordato lo spirito avanguardistico del made in Italy tecnologico che stiamo dimenticando con troppa rassegnazione, e con questo, la volontà di creare strumenti moderni, utili e accessibili a tutti.
Cristiano Rufini sta continuando infatti a insistere proprio su questo punto: è ora di riportare sul mercato un prodotto progettato e disegnato in Italia, capace di mettere insieme tradizione industriale e innovazione. Per anni Olidata si è concentrata sul software, trattando cybersecurity, difesa, soluzioni AI per aziende e istituzioni, e diventando così un attore rilevante nella digitalizzazione del Paese che arrancava. Adesso vuole chiudere il cerchio, tornando dove tutto era iniziato.
Dal 19 novembre sono infatti disponibili i nuovi computer Olidata, descritti come una tecnologia “tailor made”, vale a dire macchine altamente personalizzabili fin dal primo avvio in base alle esigenze dell’utente.
La promessa, spiegano dall’azienda, è quella di un dispositivo con un cuore completamente italiano, attraverso un software sviluppato internamente, firmware proprietario, bios realizzato in Italia, design e ingegnerizzazione tricolore, e, per concludere, sicurezza pensata per rispondere alle infrastrutture critiche del Paese.
Un approccio che sicuramente vuole distinguere Olidata dalla concorrenza internazionale e riportare al centro il tema della sovranità digitale, sempre più rilevante in Europa, soprattutto nel settore della sicurezza informatica, come evidenziato anche dai recenti report non bellissimi pubblicati sullo stato dell’Unione Europea.
Rufini intolre ha anticipato anche una curiosità, per cui sarebbe in arrivo una collaborazione con un importante stilista italiano, a testimonianza del legame fra tecnologia e cultura del design, uno dei marchi di fabbrica del made in Italy, che ha sempre unito il bello al genio.
Il progetto, neanche a dirlo, è ambizioso. Olidata punta a ritagliarsi una quota del 5-10% del mercato nazionale, il che costituirebbe un traguardo più che significativo in un settore dominato da colossi globali.
I nuovi prodotti saranno distribuiti attraverso tutti i canali tradizionali, dall’online alla grande distribuzione, con l’obiettivo di fare in modo che, come accadeva negli anni Novanta, i PC Olidata tornino a essere una presenza visibile nella vita quotidiana delle persone.
Il ritorno di Olidata non è dunque solo un episodio aziendale, ma un tassello di una storia più grande: quella del tentativo di ricostruire una filiera tecnologica nazionale degna del tricolore, e capace al contempo di competere e innovare.
Nella visione dell’azienda i nuovi computer rappresentano il punto di incontro tra memoria e futuro, tra una tradizione che sembrava perduta e una nuova ambizione di crescita.
Non resta dunque che attendere, consci del fatto che, se il mercato premierà questa scommessa, allora la frase ripetuta durante la presentazione, “dalle origini nasce il futuro”, potrebbe diventare molto più di uno slogan, guidando la rinascita industriale del Paese.




