Social Media Strategies 2018: intervista a Cosmano Lombardo

Social Media Strategies 2018: intervista a Cosmano Lombardo

Si è tenuto dal 6 al 7 novembre, nel moderno e tecnologico Palacongressi, il Social Media Strategies, l’evento formativo di Search On Education – business unit di Search On Media Group –  dedicato ai professionisti del social media marketing.

Il Social Media Marketing è stato il tema principale di questa intensa due-giorni, il team di Search On Education ha egregiamente preparato per gli oltre 1.500 partecipanti, tra professionisti ed appassionati, un calendario davvero ricco: 60 relatori esperti del settore, 10 sale formative dedicate a tematiche differenti, attività e iniziative come il Digital Job Placement, lo Speed Meeting e il Questionario sulla Professione del Social Media Manager (è ancora possibile dare il proprio contributo al questionario compilandolo a questa pagina)

Tanti i nomi noti: Paolo Iabichino – Ogilvy Italia, Andrea Lamperti, Osservatori Digital Innovation, Marco Quadrella, Valentina Vellucci, Alessandro Mazzù e molti altri.

Non solo Marketing: tematiche come quella della responsabilità civica sui Social Network, il valore educativo del Digital e l’aspetto costruttivo della comunicazione, sono centrali in questa edizione del Social Media Strategies.

Inoltre l’impeccabile organizzazione non ha dimenticato di allestire il magnifico Palacongressi con tanto di aree esposizione, ristoro, ricarica device e networking.

Cosmano Lombardo è il fondatore e conduttore di questo incontro, lo abbiamo incontrato e gli abbiamo fatto qualche domanda:

Cosa è cambiato nel corso degli anni e delle varie edizioni?
È cambiato davvero tanto, siamo partiti con questo evento da Bologna.
Nelle edizioni precedenti, prima di spostarci qui a Rimini tre anni fa, eravamo in 250.

Negli ultimi tre anni è cresciuto molto, infatti questa edizione conta 1.500 partecipanti, in primis è cresciuto in termini di volume, credo che tutto ciò sia proporzionale a quella che è l’attenzione ai Social Network che ormai sono centrali rispetto ad anni fa. È diventato un evento con molte più sale, originariamente siamo partiti con una sola sala, poi tre sale e, alla fine, questa edizione con 10 sale formative, un evento multisala insomma.

Abbiamo iniziato ad ospitare varie attività all’interno, tra cui quelle del Web Marketing Festival: dal Digital Job Placement – il servizio di recruitment per aziende con posizioni lavorative aperte e professionisti del digitale in cerca di occupazione – allo Speed Meeting come concreta occasione per presentarsi e conoscere nuovi professionisti.

Abbiamo potenziato anche l’attenzione sui temi della responsabilità sociale e l’utilizzo responsabile del digitale: credo che questi siano stati i cambiamenti principali.

Solitamente chi partecipa ad un evento del genere cosa cerca?

In primis cerca di aggiornarsi, visto anche che l’evento è dedicato ai professionisti del Social Media Marketing, credo che cerchi contenuti formativi per aggiornamento.

Chi invece aspira a tale professione ha bisogno anche di contenuti più basici e infatti nel programma ci sono interventi entry level e interventi avanzati.

Penso che queste siano le due principali motivazioni per cui un partecipante venga qui, poi magari mi direte voi se sia effettivamente così – dice scherzoso.

Dopodiché, per come si è sviluppando l’evento, è diventato anche un momento di networking e di business. In generale vedo le persone chiacchierare spesso e questo è molto bello, non tanto per l’evento ma esattamente per i Social Network che sono diventati sempre più uno strumento di business e credo che l’evento lo confermi.

Vuoi dirci qualcosa sul Questionario sulla professione del Social Media Manager?

È da anni che noi curiamo il tema della professioni digitali, sulla posizione del Social Media Manager credo che ci sia ancora tantissimo da fare per vari motivi. Uno: si tende a mettere da parte quella parte più business e aziendale, come dicevo ieri in apertura; il ruolo del Social Media Manager è sempre più importante in termini anche educativi, immagino in futuro anche una sala dedicata all’educazione civica, nel senso che si ha a che fare con ambienti sociali, ancor prima della gestione degli account in ottica strategica, si ha a che fare con le persone. Io credo che alcune nozioni riguardo l’educazione civica dovrebbero essere ripassate – dice scherzoso – quindi teniamo anche ad approfondire questi aspetti.

Successivamente tutti i lati non prettamente formativi, dal relazionarsi alle altre funzioni aziendali e col cliente, figure che hanno esigenze realmente diverse, i Social Media Manager sono sottoposti a una pressione molto alta e spesso questo viene sottovalutato. Lo vedo anche nella nostra business unit dedicata alle consulenze, i nostri Social Media Manager che curano gli account dei nostri clienti subiscono uno stress importante e su questo credo che sia da tenere alta l’attenzione.

È una professione davvero molto particolare e dovremmo in realtà mettere in piedi…non so dirti esattamente cosa, su questo ancora non mi sono fatto le idee chiare, è da anni che penso che dovremmo fare qualcosa in generale per le professioni digitali e in particolar modo per il Social Media Manager.
Iniziamo a capire un po’ le loro esigenze e poi cerchiamo di mettere in piedi qualcosa; questo è il motivo per cui Web Marketing Festival e Social Media Strategies hanno fatto partire questa iniziativa.

Come immagini cambierà la figura del Social Media Manager nei prossimi anni?

Immagino che si andrà sempre più ad integrare, e spesso anche a sostituire o alternare, alla figura dell’ufficio stampa tradizionale.

Credo che si andrà sempre più nella direzione di cooperare con gli utenti, più che interagire solamente, più che considerarlo come un mero target. È da anni che parliamo di questa cooperazione necessaria.

Il Web Marketing Festival ne è una testimonianza: in ogni edizione va a costruire i singoli eventi al suo interno insieme agli utenti.

Giudichi importanti le soft skills per un Social Media Manager?

Credo che sia il punto da cui partire: un tecnico, uno stratega, un Social Media Manager senza soft skills è praticamente fuori – ride – C’è quella parte di intelligenza emotiva che per un Social Media Manager è importante. Io dico sempre scherzosamente ai ragazzi in ufficio che l’amigdala di un Social Media Manager deve essere senza dubbio diversa nella qualità, superiore rispetto all’amigdala di qualsiasi altra persona – ride di nuovo

Valore educativo e costruttivo dei Social Media contro Hate Speech e Fake News: lotta infinita? Come immagini il panorama futuro?

Sarà una lotta dura perché è da tempo, dalle origini, che è una lotta. Al di là di Internet e al di là dei social e al di là del digitale, le Fake News e gli Hate Speech ci sono sempre stati.

Racconta – Quando ero piccolo mio padre diceva “non andare al bar perché si litiga sempre”, ora è la stessa cosa e Haters e Fake News sono vecchissimi, è da anni e anni che esistono, da quando è nato l’uomo.

Quindi credo che la lotta sia molto dura, sicuramente questi strumenti (ndr. i Social Media) utilizzati in modo corretto potrebbero aiutare a risolvere, c’è una parte di algoritmi e una parte tecnica su cui si può far tanto, e i grossi si stanno muovendo: Google ha fatto qualcosa, Facebook potrebbe iniziare realmente fare qualcosa.

È un ambiente che purtroppo accentua questa problematica.

Dopodiché io richiamo sempre l’attenzione di ognuno di noi sulla responsabilità umana: se individuo una Fake News, oggi ho gli strumenti per approfondire se quella notizia è vera o è falsa, oppure vedendola pubblicata su un altro profilo, potrei anche scrivere in privato per dire “attenzione, forse quella notizia…

Ecco, c’è una parte di responsabilità umana che al di lá del digitale potrebbe sicuramente e deve essere necessariamente chiamata in causa, è una lotta complessa.

Pensi che anche gli strumenti andranno in questa direzione?

Sì. Credo e spero di sì. Devo dire “credo” che vada avanti così perché non si può lasciarla vinta alla parte negativa dell’essere umano – sorride

Un feedback a caldo sul Social Media Strategies 2018? Sei soddisfatto?

Sono soddisfatto perché parlando con i partecipanti li vedo soddisfatti e spero siano sinceri nel dare loro feedback – ride – e poi devo dire anche questo: il nostro team, i ragazzi, che non si vedono mai, ecco, magari questa intervista non dovrei farla io ma loro, che hanno lavorato a costruire questo evento, si sono impegnati tantissimo e quindi sono soddisfatto davvero tanto anche dei loro sforzi.

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