Bruxismo: il digrignamento dei denti è dannoso (ma puoi risolverlo)

Bruxismo: il digrignamento dei denti è dannoso (ma puoi risolverlo)

Recita un proverbio irlandese “Dio ha fatto il tempo, ma l’uomo ha fatto la fretta”. Siamo tutti risucchiati nel vortice della fretta: a casa, al lavoro, al supermercato, in auto. Si corre, si corre e poi si corre. Ma non sempre ce ne accorgiamo, talmente è diventata normale l’accelerazione odierna. E non ci accorgiamo nemmeno quanto questa fretta scavi dentro di noi malanni più o meno gravi, nel corpo e nella mente.

Se di quelli gravi giocoforza a un tratto si deve prendere coscienza, che siano problemi cardiocircolatori o attacchi di ansia, di quelli minori non sempre ci si occupa come meriterebbero. Ecco quindi sopportare le conseguenze invasive di piccole cose risolvibili, una tra queste è il bruxismo.

Già, che ci si accorga o meno sono moltissime le persone che digrignano i denti, soprattutto durante il sonno notturno (anche se il serrare i denti rimane durante il giorno come reazione allo stress quotidiano).

Stress prolungato = danni. Il bruxismo è in continuo aumento

Il bruxismo non ha una sua funzione se non quella di spingere chi ne soffre a digrignare appunto i denti, contraendo la muscolatura preposta alla masticazione e facendoli stridere.

Qualche dato per inquadrare il problema. In Italia le persone che soffrono di bruxismo sono circa 15-18 milioni, bambini inclusi. Questo disturbo è sempre più frequente anche nei bambini, persino allo spuntare dei primi denti; anche se è ritenuto fisiologico fino ai dodici anni, può rivelare un disagio psicologico (ansia dovuta a scuola o sport).

Ma cosa accade a chi soffre di bruxismo? Accade che i denti, invece di entrare in contatto tra loro solamente durante la masticazione dei cibi e a volte durante la deglutizione, si toccano in modo anomalo sia con lo sfregamento forte che attraverso il serramento che causa la contrazione dei muscoli all’angolo della mandibola.

Oggi gli specialisti ritengono che la causa sia all’interno della nostra testa e non, come si riteneva un tempo, un problema di malocclusione o dell’apparato masticatorio. Gli studi e le ricerche condotte negli ultimi anni hanno infatti evidenziato che si tratta di una patologia collegata al sistema nervoso centrale: tra i fattori predisponenti ecco salire sul podio la tensione nervosa, lo stress e l’ansia, oltre alla competizione nello sport.

Con il bruxismo peggiora la qualità della vita: vediamo un po’ come

Innanzitutto meglio precisare che esiste un bruxismo primario e uno secondario. Il primario è presente in soggetti sani come reazione alle tensioni accumulate, rappresentando a tutti gli effetti un “sistema” per scaricare queste maledette tensioni (poi vediamo come tentare almeno di ridurle se non riesce a eliminare totalmente lo stress); il secondario invece ha la sua origine nell’assunzione di sostanze chimiche o farmaceutiche, come antidepressivi, farmaci anti-psicotici e sostanze stupefacenti (come l’ecstasy).

Ci interessa focalizzarci sul bruxismo primario, quello che coglie durante il sonno e sottopone i denti a una pressione persistente e che se trascurato può portare a conseguenze serie, sia di natura fisica che estetica, e di riflesso anche disturbi psicologici correlati.

Digrigno e non mi curo

Non si scherza come dicevamo, uomo avvisato mezzo salvato. Spesso chi soffre di bruxismo non se ne rende conto fino alla visita dentistica, in cui i danni sono ormai evidenti. Meglio quindi fare una carrellata delle conseguenze di un bruxismo trascurato, che possono evolvere anche in forme gravi:

– dolore e usura dei denti con danno allo smalto;
– tessuti gengivali compromessi;
– minore qualità del sonno e di quindi ricadute sul benessere e sul tono dell’umore;
– apnee notturne;
– cefalee;
– difficoltà al risvelgio ad aprire la bocca al risveglio;
– ipersensibilità dei denti al freddo e al caldo;
– dolori cronici all’articolazione della mandibola;
– dolore alla cervicale, con contratture al collo e alle spalle;
– scatti improvvisi delle gambe;
– caduta e frattura dei denti.

La buona notizia è che pur essendo un atto involontario il bruxismo si può prevenire. Come? Innanzitutto evitando o riducendo fumo, alcol e caffè. Altro passo è rivolgersi a uno studio dentistico per una valutazione odontoiatrica.

Bruxismo, quando la soluzione è in un Bite

Uno dei rimedi suggeriti per il trattamento del bruxismo è l’utilizzo di un semplicissimo Bite. Per chi non ne avesse mai sentito parlare si tratta praticamente di un paradenti fatto su misura. L’odontoiatra non fa altro che prendere le impronte dentali da cui si ricava il Bite in modo da creare una barriera protettiva tra le due arcate dei denti. In alcuni casi non è nemmeno necessaria l’impronta dentale ma bastano alcuni dispositivi auto-modellanti e anatomici (a volte può essere di aiuto associare una terapia farmacologica e/o psicologica per andare a sbloccare alcune concause sottostanti).

Ogni intervento deve comunque essere personalizzato e basato sul grado di severità del disturbo. Le informazioni che troverete in un articolo come questo servono solamente per andare a fondo di un eventuale disturbo come il bruxismo rivolgendosi immediatamente alla valutazione di un professionista. Oggi la tecnologia ci è d’aiuto anche in questo, per esempio Dentista for you vi può aiutare nella ricerca nella vostra zona di un dentista certificato. Di bruxismo non si muore fortunatamente, ma una qualche attenzione in più può preservare la salute dei nostri denti (e non solo come abbiamo visto).

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