Il Teatro Parenti tra Grande Età e Età Sospesa
Il Teatro Franco Parenti ha anticipato due dei filoni principali della prossima stagione.
E poiché di ogni verità anche il suo contrario è vero, non stupisce che siano “anagraficamente” agli antipodi.
Si tratta infatti della Grande Età e dell’Età Sospesa, quella dell’adolescenza.
Proprio per meglio approfondire le problematiche di queste due fasi di vita così vulnerabili, da qualche anno questo importante Teatro milanese ha avviato una collaborazione importante con due Fondazioni distinte che hanno fatto del sostegno alle persone fragili, il loro obiettivo.
Sono due importanti realtà lombarde: la Fondazione Ravasi Garzanti e la Fondazione Guido Venosta.
La Fondazione Ravasi Garzanti è punto di riferimento per l’insieme dei processi di cambiamento sociale legati all’invecchiamento.
Accanto allo studio, alla ricerca e allo sviluppo di servizi mirati, implementa anche l’attività culturale. Lo fa attraverso il coinvolgimento diretto di persone anziane all’interno di dinamiche relazionali comunitarie capaci di migliorare significativamente la qualità della vita degli anziani.
Dal sodalizio con questa fondazione è nata una intera rassegna. Che si apre con un festival (24–30 settembre 2025) al Teatro della Quattordicesima, uno spazio simbolico in Via Oglio restituito alla città dopo anni di chiusura.
In programma spettacoli come La giovinezza è sopravvalutata di e con Paolo Hendel, Age Pride di Lidia Ravera con Alessandra Faiella, Mattia e il nonno e Una vita che sto qui con Ivana Monti. Completano il festival una selezione di film e documentari, tra cui Senectus Open, e un incontro pubblico dal titolo I custodi della memoria.
Da ottobre 2025 a giugno 2026 invece la rassegna continua all’interno delle belle sale del Teatro Parenti. Torna la signora Vukotic che ha compiuto proprio sul palco di questo teatro 90 anni lo scorso aprile con lo spettacolo delicato diretto da Andrée Ruth Shammah: Lezione d’amore. I Gordi portano uno dei loro primi spettacoli, Visite, originale e toccante. Rivedremo anche Francesco Brandi in Confesso che ho vissuto, di Marco Archetti.
La Fondazione Guido Venosta da anni si occupa del disagio giovanile.
Oltre a promuovere la ricerca, la solidarietà, l’ambiente, accompagna con progetti culturali questa età sospesa degli adolescenti, coinvolgendo scuole e realtà territoriali.
L’obiettivo è quello di costruire una comunità più inclusiva e consapevole attraverso la cultura che diventa leva di emancipazione, crescita personale e supporto psicologico.
Il progetto “L’età sospesa”, che mette in scena il potere salvifico del teatro, è sostenuto anche da Banca Ifis.
Si articola attraverso iniziative integrate: la ripresa dello spettacolo “Chi come me“, laboratori di scrittura e comicità nelle scuole a cura del Centro Formazione Supereroi e il laboratorio teatrale per ragazzi dagli 11 ai 18 anni condotto da Laura Pasetti. Completano inoltre, incontri a tema.
Il percorso sui giovani prosegue poi con un cartellone di 18 spettacoli dedicati a tematiche giovanili, o firmati da artisti under 35, che affrontano questioni legate all’identità, all’affettività, al corpo, alle relazioni, al lavoro e al disagio psichico.
Tra i titoli ricordiamo Leggera, leggerissima monologo di e con Francesca Iasi, sui disturbi alimentari, Capinera di Rosy Bonfiglio, una giovane donna tra costrizione e desiderio, in una rilettura di Verga che parla alla libertà delle nuove generazioni. L’eco della falena di Cantiere Artaud con la regia di Ciro Gallorano, sulla memoria e il passaggio all’età adulta.
Il principe dei sogni belli di Tobia Rossi, tra identità e diritto all’affettività nella disabilità. Giacomina di Salvatore Cannova, ritratto di un’amicizia che attraversa le generazioni, tra ricordi e ferite familiari. L’albero di Giulia Lombezzi è sul tempo e sulla cura, che coinvolge lo sguardo empatico delle nuove generazioni.
Fa da ponte tra le due età il progetto Rigener-Azioni – Trame di Comunità, promosso da Fondazione Pier Lombardo con il contributo di Fondazione Monte di Lombardia.
Prevede la nascita della Bottega dell’Arte a Trivolzio (PV): un nuovo polo culturale e formativo che aprirà nella primavera 2026, pensato per i giovani e per gli over 65, con percorsi di formazione, residenza e laboratori aperti al territorio.




