La stagione “spettinata”del Teatro Carcano, uno sguardo emancipatore tutto al femminile.
La nuova stagione del Teatro Carcano di Milano, presentata mercoledì 5 giugno 2024, si delinea come un manifesto estetico e politico che si interroga senza tabù sull’egemonia maschile onnipresente nella società e nel mondo intellettuale.
Teatro Carcano: il female gaze, lo sguardo al femminile, per liberarsi dell’inconscio patriarcale
Grazie alla direzione artistica tutta al femminile di Lella Costa e Serena Sinigaglia e alla progettualità di Mariangela Pitturru, il Teatro Carcano si pone infatti come osservatorio dello sguardo femminile per cominciare a liberarsi da un inconscio patriarcale.
Si parla infatti di “female gaze” capace di interrogare, criticare, mettere in discussione quello maschile, il male gaze.
Teorizzato per la prima volta da Laura Mulvey, nel saggio Visual Pleasure and Narrative Cinema, lo sguardo maschile è quello che ha permeato il cinema e non solo. Uno sguardo maggioritario e dominante al punto da non aver bisogno di consapevolezza alcuna. Esso oggettivizza la donna, relegandola ad oggetto del desiderio maschile ed è interiorizzato dalle donne stesse sottomesse alla voglia di far piacere agli altri, soprattutto agli uomini.
Pubblicità, cinema, serie tv, romanzi, spettacoli tutto contribuisce a rappresentare e riprodurre questa costruzione sociale fatta di modelli femminili, docili o tentatori, e maschili.
Non a caso la nuova stagione vuole essere “spettinata” come una donna libera.
Ricordiamo infatti che in alcuni paesi i capelli femminili sono simbolo di sensualità e forza e per questo devono essere nascosti.
Ecco quindi momenti di riflessione importanti e inclusivi. Lo sguardo femminile non vuole essere però una contrapposizione a quello maschile. Non si oggettivizza infatti il corpo maschile per solleticare il piacere femminile. Si tratta piuttosto di riflettere in maniera inclusiva su un nuovo modo di fare arte, di provare piacere nel vedere, sentire, percepire il mondo mettendo in primo piano emozioni e sentimenti e non istinti o modelli.

In occasione del 25 novembre per esempio, vengono coinvolti anche scrittori uomini nel dibattito di sensibilizzazione sulla violenza di genere: Chiamarlo amore non si può.
Ciascuno di loro porterà un monologo per provare a capire quali pulsioni maschili possano spingere un uomo al femminicidio. Verrà poi riproposto lo spettacolo Ferite a morte. Si tratta del toccante, drammatico e perfino ironico Spoon River dei Femminicidi, di Serena Dandini che ha liberato i diritti del suo libro per dare più voce alle donne uccise.
Il maschio inutile invece, attraversa con la banda Osiris e Telmo Piovani, i giorni infernali della mascolinità. Monica Guerritore racconta la tragica vita di Giulia Trigona, zia di Tommasi di Lampedusa, massacrata dal giovane ufficiale che aveva lasciato.
Anche marzo sarà dedicato al femminile con lo spettacolo manifesto: Se non posso ballare non è la mia rivoluzione. Si tratta di 100 ritratti di donne che hanno lasciato tracce importanti, da un minuto ciascuno. Stai Zitta è tratto dall’omonimo romanzo di Michela Murgia, un ritratto surreale della nostra società.
Tra storia e documentario si muove Paola Minaccioni in Elena la matta, sulla vita della matta del ghetto ebraico romano durante la seconda guerra mondiale. Dialogo di una prostituta col suo cliente è il testo di Dacia Maraini messo in scena da Simona Cavallari.
Veronica Pivetti porta L’inferiorità mentale della donna, ispirato al trattato misogino e reazionario di Paul Julius Moebius. Torna poi Svelarsi, di Silvia Gallerano, un happening performativo solo per donne per aiutarle a spogliarsi di sensi di colpa e tabù.
Il Teatro Carcano però è anche tanto altro. Una grande attenzione è riservata infatti al sociale e ai problemi che lo attraversano: inclusione, solidarietà, disagio giovanile, questione climatica, gap intergenerazionale.
Il programma della nuova stagione del Teatro Carcano comprende 27 titoli di cui 5 produzioni.
Sono: El Nost Milan che dopo aver riflettuto sulla povertà e la ricchezza di una metropoli, cerca la sintesi nella rilettura del testo originale del Bertolazzi. Improvvisamente l’estate scorsa, di Tennessee Williams, cooproduzione con il Lac di Lugano; L’Empireo, a firma di Serena Sinigaglia. Ed infine Stai zitta! Cooprodotta da Scarti e LaQ-Prod e Se non posso ballare…non è la mia rivoluzione.
Ci saranno poi incursioni nell’opera, in collaborazione col Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Nella musica, con musicisti come Paolo Fresu, Giorgio Gobbo, Annamaria Moto, Gianluca Segato.
Troverete poi adattamenti teatrali di capolavori letterari, reinterpretazioni di grandi classici, come 1984, Il caso Jekyll, Il sogno di una cosa, La coscienza di Zeno.
Tornerà protagonista sul palcoscenico anche la danza con un’importante novità: il passaggio di testimone tra il Centro Studi Coreografici Teatro Carcano, fondato e diretto dal Maestro Aldo Masella e da Renata Bestetti che ha avuto qui la sua dimora dal 1991 e l’Accademia Ucraina di Balletto, altra importante realtà formativa coreutica.
Continuano i Follow the Monday, appuntamenti serali per pensare e dialogare sul presente , e gli appuntamenti per tutta la famiglia dai 3 anni in su: Raperonzola, La bella e la Bestia, Il Fantasma di Canterville, Il libro della Giungla.
Grande, come sempre, l’attenzione alla programmazione didattica.




