Kreuziger si prende l’Amstel Gold Race: impresa del corridore ceco

Kreuziger si prende l’Amstel Gold Race: impresa del corridore ceco

Kreuziger Amstel 2013Roman Kreuziger vince a sorpresa l’Amstel Gold Race, la classica della birra, con una bellissima azione partita ai 20 km dall’arrivo, al terzo passaggio sul Cauberg. Per il corridore ceco del Team Saxo – Tinkoff è la prima vittoria in carriera conquistata in una classica di primavera. Tutti sapevano che per battere Sagan e Gilbert bisognava provare ad anticiparli e Kreuziger ha interpretato benissimo questo pensiero comune, con coraggio e tanta birra nelle gambe. Per gli italiani – su tutti Gasparotto vincitore della scorsa edizione dell’Amstel la vittoria in una classica è nuovamente rimandata.  

La classica della birra si anima già dopo 19 km, quando parte la fuga composta da Vansummeren, Astarloza, Vanoverberghe, Pliuschin, Vogondy e Sys. I sette battistrada riescono a guadagnare fino a 11’ di vantaggio sul gruppo, tirato dagli uomini Cannondale. Le difficili strade olandesi, caratterizzate da continui restringimenti, mettono a dura prova l’attenzione dei corridori: ai 90 km dall’arrivo, purtroppo, il gruppo si spezza per una caduta che lascia dietro sia Gilbert che Sagan. Davanti, con non troppo far-play, gli uomini della Blanco, tra cui soprattutto Lars Boom, iniziano a menare a testa bassa per tagliare fuori dalla corsa i due favoritissimi, che riescono comunque a rientrare dopo pochi chilometri.

Giunti sul Gulperberg, a circa 50 km dall’arrivo, Astarloza, con una mossa tattica discutibile, stacca Vansummeren e Pliuschin, gli unici rimasti davanti, ritrovandosi a dover pedalare tutto solo. Lo spagnolo dimostra di avere molte energie, ma un passista come Vansummeren avrebbe potuto dargli una grande mano nei tratti in pianura. In gruppo una nuova caduta mette fuori gioco Joaquin Rodriguez e il povero Ruijgh, corridore di casa, rovinato a terra in mezzo alla fanghiglia. La corsa si infiamma ai 20 km dall’arrivo, sul Cauberg, quando Marcato evade dal gruppo insieme a Gianpaolo Caruso e Kreuziger. I tre riescono a riportarsi sulle ruote di Weening (scattato sull’ Eyserbosweg), Nordhaug, Tanner, Grivko (scattati sul Keutenberg) e l’ottimo Pliuschin, che a denti stretti riesce a tenere le ruote del gruppetto all’inseguimento di Astarloza, ancora solo al comando. Lo spagnolo della Euskaltel, però, fatica a mantenere alta l’andatura e deve arrendersi agli immediati inseguitori, più freschi e decisi a giocarsi la corsa.

La svolta si consuma ai 7 km dal traguardo, quando Kreuziger in discesa lascia la compagnia degli altri fuggitivi e inizia la propria personale sfida contro il gruppo, che intanto insegue a tutta a soli 30”. L’atteso crocevia della corsa è ovviamente il quarto e ultimo passaggio sul Cauberg, muro simbolo dell’Amstel, ma Kreuziger, ottimo scalatore, riesce a scollinare con un buon vantaggio su Gilbert, scattato dal gruppo con una trenata devastante. Sagan non pervenuto. Ma la vittoria per il ceco non è ancora al sicuro: in questa edizione della corsa, infatti, le ostilità non si placano in cima al Cauberg, ma come nel Mondiale 2012 (vinto da Gilbert) bisogna percorrere altri 1800 m, fino a Valkenburg. Kreuziger riesce comunque a resistere al tentativo di recupero di Gilbert, a sua volta rimontato dal gruppo, e trionfa a braccia alzate davanti a Valverde e Gerrans. Dopo aver consumato parecchi zuccheri durante i 252 km di corsa, sul podio regna sovrano Kreuziger e il luppolo, con il brindisi a suon di boccali di Amstel Bier, la birra più ambita dai ciclisti.

 di Giacomo Di Valerio

14 aprile 2013

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