Giro d’Italia 2014, 20 tappa: Rogers è il re dello Zoncolan. Quintana è il vincitore del Giro
Seconda vittoria in questo Giro d’Italia per Michael Rogers (Tinkoff-Saxo), chiamato all’ultimo dalla sua squadra per prendere parte alla Corsa Rosa. L’australiano si è tolto la soddisfazione di vincere la tappa regina, quella dello Zoncolan. Seconda posizione per un tenace Franco Pellizotti (Androni-Venezuela), terza per uno sfortunatissimo Manuel Bongiorno (Bardiani Csf). La classifica generale rimane invariata: Nairo Quintana (Movistar) è il vincitore del Giro d’Italia 2014, davanti a Rigoberto Uran (Omega Pharma-QuickStep) e al nostro splendido Fabio Aru (Astana).
Oggi va in scena l’ultima tappa utile per gli uomini di classifica che vogliono provare a insediare la seconda e la terza posizione del podio. Maniago – Monte Zoncolan, 167 km. La corsa si accende nella seconda parte della tappa, con in sequenza: Passo del Pura (1° cat., 11,3 km al 7,7%), Sella Razzo (2° cat., 15,9 km al 5,2%) e l’atteso arrivo sul Monte Zoncolan (1 cat., 10,1 km all’11,9%). Anche oggi la fuga è molto numerosa, con Pellizotti e Rodriguez (Androni-Venezuela), Bongiorno (Bardiani Csf), Monsalve (Neri-Sottoli), Monfort (Lotto-Belisol), Serry (Omega Pharma), Arashiro (Europcar), Geschke e Preidler (Giant-Shimano), Belkov (Katusha), Domont (AG2R), Tjallingii (Belkin), Bookwalter (Bmc), Cattaneo (Lampre-Merida), Cataldo (Sky), Roche e Rogers (Tinkoff-Saxo), Hondo e Zoidl (Trek). Su questi 19, durante l’ascesa di Sella Razzo, rientrano anche Wellens (Lotto Belisol), Chalapud (Colombia) e Zardini (Bardiani Csf).
La corsa, inevitabilmente esplode sull’ascesa finale. Le pendenze sono infernali, con picchi del 22%. Considerata la salita più difficile del continente europeo, lo Zoncolan, oggi, sembra costituita non da erba e massi, ma da un fiume continuo di tifosi e appassionati: per il 99% persone intelligenti che hanno tifato instancabilmente tutti gli atleti, per l’1% da persone meno intelligenti. Davanti rimangono solo Rogers e Bongiorno, almeno fino a quando il genio di turno non ha la splendida idea di spingere l’italiano della Bardiani, costringendolo a mettere i piedi a terra in un tratto al 15%. Bongiorno perde le ruote dell’australiano senza più riuscire a riacciuffarlo. Ripartire e riprendere il ritmo nel pieno di uno sforzo così intenso, su una rampa al 15%, è impossibile. Più indietro, un altro tifoso rischia di far cadere la maglia rosa. Più avanti Rogers dice di tutto a un manipolo di tifosi troppo vicini a lui e alla sua bicicletta.
Tra i big, Fabio Aru non sembra brillantissimo, Uran se ne accorge e mette Poels in testa a tirare, costringendo Majka, Rolland, Pozzovivo e lo stesso Aru a pagare dazio. Quintana, invece, è una sfinge, ha meno espressioni di Dawson di Dawson’s Creek, e con estrema facilità rimane alla ruota di Uran, fino al traguardo. Per Nairo Quintana è la prima vittoria in un grande Giro, la prima di una lunga serie probabilmente, vista la sua giovane età: il colombiano è del 1990, proprio come il nostro magnifico Fabio Aru, capace di prendersi la terza posizione del podio.
Una nota finale la merita Bongiorno che molto amareggiato dopo il traguardo ha risposto con grande eleganza alla spiacevole situazione che lo ha visto protagonista: «La gente è la nostra forza, ma deve rispettarci». Incredibile, invece, quanto successo dopo la linea del traguardo: Quintana ha sorriso, ma per non farci preoccupare ha ricordato che ha vinto il Giro solo al 99%, perché manca ancora la passerella finale di domani.
Classifica generale
| 1 | Nairo Quintana | Movistar | 83h50’25” |
| 2 | Rigoberto Uran | Omega Pharma-QuickStep | + 3’07” |
| 3 | Fabio Aru | Astana | + 4’04” |
| 4 | Pierre Rolland | Europcar | + 5’46” |
| 5 | Domenico Pozzovivo | AG2R La Mondiale | + 6’41” |
| 6 | Rafal Majka | Tinkoff-Saxo | + 7’13” |
| 7 | Wilco Kerlderman | Belkin | + 11’09” |
| 8 | Cadel Evans | Bmc | + 12’00” |
| 9 | Ryder Hesjedal | Garmin-Sharp | + 13’35” |
| 10 | Robert Kiserlovski | Trek | + 15’49” |
Giacomo Di Valerio
31 maggio 2014

