Giro delle Fiandre: Cancellara cala il tris!

Giro delle Fiandre: Cancellara cala il tris!

Fabian Cancellara terzo FiandreNon c’è corridore professionista che non vorrebbe vincere, almeno una volta nella vita, il Giro delle Fiandre, una delle cinque classiche monumento che scandiscono il calendario dei professionisti da marzo a ottobre. Fabian Cancellara (Trek), con la vittoria di oggi, mette in bacheca il suo terzo, meritatissimo, Giro delle Fiandre, battendo in volata Greg Van Avermaet (Bmc) e Sep Vanmarcke (Belkin). Lo svizzero, con questo terzo sigillo, entra nella storia, raggiungendo nell’albo d’oro i più vincenti di questa corsa: Achiel Buysse, Fiorenzo Magni, Eric Leman, Johan Musseeuw e Tom Boonen.

Come sempre, alcuni temerari tentano l’iniziativa da lontano: Jelle Wallays (Topsport Vlaanderen-Baloise), Stig Broeckx (Lotto Belisol), Romain Zingle (Cofidis), John Vanlandschoot, Wesley Kreder (Wanty-Groupe Gobert), Taylor Phinney (BMC Racing), Daryl Impey (Orica-GreenEDGE), Raymond Kreder (Garmin-Sharp), Alexadar Kuchynski (Katusha), Davide Appollonio (AG2R La Mondiale) e Andrea Palini (Lampre-Merida). Taylor Phinney è l’uomo più in forma tra i fuggitivi, ma il suo obiettivo è quello di testare la gamba in vista della Roubaix di domenica prossima. Le cadute, purtroppo, scandiscono le pedalate in gruppo: la più brutta è quella di Johan Van Summeren, che travolge una signora anziana; entrambi finiscono in ospedale.

La corsa si accende sul Koppenberg, con gli Omega sugli scudi: Tom Boonen spacca il gruppo e riprende quel che è rimasto del drappello dei fuggitivi. Così, davanti si forma un gruppetto, con tutti i migliori della classe, tra cui ben quattro Omega: Stybar, Boonen, Terpstra e Vandenbergh. Van Avermaet (Bmc) prova ad anticipare tutti, con Vandenbergh alla sua ruota, a poco meno di 30 km dal traguardo. I due, a 18 km dall’arrivo, possono gestire 1’ di vantaggio sui big. Fatale, per loro, il forcing di Fabian Cancellara sul Kwaremont. Tutti aspettavano l’attacco de La locomotiva di Berna, e lo svizzero non si fa attendere troppo: turbo inserito e il solo Sep Vanmarcke a tenere la sua ruota. Sul Paterberg, proprio Vanmarcke stupisce tutti, forse anche Cancellara, mettendosi in testa per riprendere Van Avermaet, rimasto solo al comando. Tanti saluti a Sagan, Boonen e tutti gli altri. Lo slovacco, purtroppo, non ha la condizione dello scorso anno.

La corsa diventa un inseguimento, che in realtà dura molto poco, vista la forza degli inseguitori. Così, si crea un gruppetto formato da Cancellara, Van Avermaet, Vanmarcke e Vandenbergh. I quattro arrivano insieme fino all’arrivo: lo svizzero gestisce benissimo le forze nel finale, senza spendere troppe energie per chiudere sui tentativi di attacco dei suoi rivali, e in volata mette tutti in riga, mostrando di essere ancora una volta il più forte di tutti. Lui, in queste corse, c’è sempre e difficilmente sbaglia.

Giacomo Di Valerio 

6 aprile 2014

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