Armstrong: “L’ex presidente dell’Uci mi ha aiutato a barare”

Armstrong: “L’ex presidente dell’Uci mi ha aiutato a barare”

lance armstrongSi sono finalmente incontrati Lance Armstrong e Emma O’Reilly, ai tempi massaggiatrice della US Postal e accusatrice dello statunitense, in un faccia a faccia riportato dal Daily Mail, in cui è emersa la confessione che il mondo del ciclismo aspettava da tempo: Armstrong ha ammesso di essere stato aiutato e coperto dai vertici del ciclismo. La rivelazione, in fondo, non è sorprendente per chi ha seguito l’intera vicenda e ha delle buone capacità di deduzione, ma non per questo può essere considerata meno scioccante. La confessione dello statunitense risale a fatti accaduti ormai nel lontano 1999, e smaschera un sistema intero del ciclismo che fortunatamente non esiste più. Armstrong, collaborando, spera di ottenere una riduzione della squalifica a vita che pesa sul suo nome.

Il vincitore di 7 Tour de France ha pronunciato parole pesantissime nei confronti dell’ex presidente dell’Uci: “Hein Verbruggen è stato fondamentale per eludere i controlli anti-doping”. Verbruggen, in carica dal 1994 al 2005, ha sempre negato il suo coinvolgimento in qualsiasi sistema di copertura volto a proteggere ciclisti dopati. Armstrong, però, ha rivelato anche altri particolari, confermando l’accusa della O’Reilly che nel 1999 lo aveva accusato di essere risultato positivo a un test e rivelando che fu proprio l’ex numero 1 dell’Uci una delle persone a consentirgli di portare a termine quel Tour de France nel ’99. Hein Verbruggen, contattato ovviamente dal Daily Mail, ha preferito non commentare le rivelazioni dello statunitense.

Giacomo Di Valerio

18 novembre 2013

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