Esperto antidoping spiega lo “strano andamento” del passaporto biologico di Horner

Esperto antidoping spiega lo “strano andamento” del passaporto biologico di Horner

Chris_Horner_2672447bDopo la vittoria alla Vuelta a España, Chris Horner aveva pubblicato sul suo sito personale, www.chrishornerracing.com, i dati del suo passaporto biologico dal 2008 al 14 Settembre 2013, data della penultima tappa della corsa spagnola prima della passerella finale. Dati inoppugnabili, giustamente pubblicati, come si legge nel sito, “per consentire ai fan di credere alla sua vittoria.” Il passaporto biologico dello statunitense è in perfetta regola, pulito di tutto punto per mettere a tacere i detrattori e gli scettici. Nessuno può gettare fango su una vittoria ottenuta in modo corretto – stando ai numeri – basandosi solo sull’età del vincitore, per quanto ragguardevole che sia: 42 anni. Niente da ridire, anzi.

Robin Parisotto, esperto dell’antidoping, controllore UCI, ha dichiarato che, a suo modo di vedere, ci sarebbero alcune domande che andrebbero formulate proprio riguardo ai dati resi pubblici da Chris Horner: “nonostante non sia chiaro al 100% se ci sia qualcosa di strano, si può rilevare in essi un andamento indubbiamente strano.” Parisotto, parlando pubblicamente in quanto alle prese con dati pubblici, si riferisce proprio al periodo della Vuelta a España: “l’elemento più sospetto in questo profilo è soprattutto questo: durante un GT è abbastanza normale che l’emoglobina si abbassi durante la corsa per poi rimanere tale. I reticolociti, invece, potrebbero aumentare leggermente e questo dovrebbe stabilizzare l’andamento dell’atleta durante un grande Giro. Nel nostro caso, l’emoglobina ha fatto quanto ci si potrebbe aspettare nella prima parte della Vuelta, mentre negli ultimi due controlli è risalita, anche se non ai livelli dei valori iniziali. Invece, quello che ci si aspetta in una fase così tarda di una corsa è che l’emoglobina scenda, in particolare quando si arriva alla terza settimana. Inoltre, ti aspetti che se l’emoglobina sale, i globuli rossi giovani (i reticolociti) riflettano il cambiamento. In questo caso, l’emoglobina sale, anche se leggermente, ma questi globuli rossi giovani, i reticolociti, non sembrano corrispondere a questo cambiamento.”

È bene sottolineare, una volta di più, che queste dichiarazioni non sono lo scacco matto al passaporto biologico di Chris Horner, ma delle prime sensazioni alla presa visione dei dati pubblicati dallo statunitense: “ciò che può sembrare normale a qualcuno, a qualcun altro può indicare qualcosa che non va, e viceversa.”

di Giacomo Di Valerio

19 ottobre 2013

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