La parabola di Santambrogio: da “Addio mondo” a “Grazie a tutti per l’aiuto”

La parabola di Santambrogio: da “Addio mondo” a “Grazie a tutti per l’aiuto”

Santambrogio Mauro

ualche mese fa, raccontando la storia di Riccardo Riccò, avevamo chiuso con una frase molto significativa pronunciata da alcuni cicloamatori: “Riccò non fa male a nessuno, lasciatelo stare – e ancora – se lo trattano così finisce come Pantani.” Dal giorno della morte del Pirata, lo spettro dello scalatore di Cesenatico ha incominciato pericolosamente ad aleggiare su alcuni professionisti squalificati per doping, incapaci di ritrovarsi in un mondo diverso da quello del ciclismo. Nel caso di Riccò si trattava di situazioni spiacevoli in cui era incappato in alcune corse amatoriali. Nella giornata del 10 Ottobre, invece, lo spettro del Pirata si stava per posare sulle spalle di Mauro Santambrogio, il quale, dopo quattro mesi di silenzio sul suo profilo Twitter, è tornato a parlare così: “Addio mondo”.

Il mondo di internet si è mobilitato, pregando Santambrogio di non commettere qualche sciocchezza. Fortunatamente, l’affettuoso abbraccio degli amici ha avuto gli effetti sperati, visto che poco dopo l’ex corridore della Fantini ha twittato messaggi decisamente più incoraggianti: “Ce la devo fare e ce la farò a vincere questa corsa. Grazie a voi.” Passata la notte, ieri, altri messaggi sono apparsi sul suo profilo Twitter: “Non ho chiuso occhio, ho riflettuto e ho rischiato di fare una c*****a più grossa di me, e penso che non avrei risolto nulla di nulla, ma solo portato tanta sofferenza a chi mi sta vicino e mi vuole bene.” Ancora: “vi ringrazio tutti per avermi aiutato e avermi salvato.” Santambrogio ha poi incontrato la Gazzetta.it, a cui ha rilasciato un’intervista, a casa sua: “ho passato un momento davvero bruttissimo, la rete mi è stata utile, i messaggi che ho ricevuto mi hanno fatto capire che non sono solo. Da solo, forse, non posso farcela a uscire da questo tunnel, ma con l’aiuto di chi mi vuole bene sì. Grazie ancora per avermelo fatto capire.”

Solitudine: scrivere “Addio mondo” sul proprio profilo twitter, dopo quattro mesi di silenzio, ha solo un significato: Santambrogio voleva sentire l’appoggio e l’abbraccio caloroso di tutti gli amici e tifosi che lo avevano sostenuto sulla bicicletta. Il ciclista ha sbagliato, ma l’uomo deve ricominciare: questo il commento, assolutamente giusto, che aleggia sul web. Non bisogna però esagerare nel considerare distinti l’uomo e il ciclista, quasi fossero due entità metafisiche separate. Il rischio è proprio quello di considerare l’uomo in grado di ricominciare con le proprie gambe una nuova vita dopo quella forse finita da ciclista (Mauro potrebbe rientrare nel mondo del ciclismo dopo i due anni di squalifica). Bisogna aiutare la fragilità dell’uomo, quella che ha portato il ciclista a sbagliare. Sarebbe bello, ad esempio, non ritrovarsi tra quattro mesi a constatare il silenzio sulla pagina twitter di Santambrogio.

Giacomo Di Valerio
12 ottobre 2013

 

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