Tour de France: Marcel Kittel cala il poker in faccia a Cavendish e Greipel! Tanti sorrisi per Chris Froome!

Tour de France: Marcel Kittel cala il poker in faccia a Cavendish e Greipel! Tanti sorrisi per Chris Froome!

Christopher FroomeIl vincitore della prima tappa, Marcel Kittel, chiude perfettamente il cerchio intorno alla 100° edizione del Tour de France, andando a conquistare il prestigioso arrivo sugli Champs – Élyseés di Parigi. Tanti festeggiamenti in corsa, con Chris Froome che finalmente si è lasciato andare a più di qualche sorriso. Complimenti al keniano bianco, nettamente il più forte di tutti.  

Passerella serale per il Tour de France, in linea con i migliori gran gala di chiusura dei più importanti eventi del pianeta. Per rendere l’idea, basti pensare che la Grande Boucle è il terzo evento sportivo più seguito al mondo, dopo i mondiali di calcio e le Olimpiadi. Chris Froome è elegantissimo ma anche molto sobrio: il giallo impreziosisce il caschetto, gli occhiali, la maglia, ovviamente, gli scarpini e la bicicletta. I pantaloncini sono quelli classici del Team Sky: neri, colore sempre elegante ma semplice. Il vincitore del Tour pedala per qualche chilometro nel gruppo con un calice di champagne in mano, brindando con i suoi colleghi, così come si addice alla star della serata. A dirla tutta, sembra vivere con un po’ di imbarazzo la sua posizione privilegiata, ma questo non fa che renderlo ancora più umano. Le guardie del corpo del keniano bianco, invece, indossano altrettanto sobriamente degli occhiali gialli per omaggiarlo. Quintana ha l’imbarazzo della scelta, avendo l’armadio pieno: per l’occasione il colombiano opta per il pois invece che per la bianca. Nonostante l’abbigliamento potrebbe sembrare sbarazzino, il colombiano riesce a portarlo con grande charme, grazie al suo sguardo bello e impassibile. Signore, tra l’altro, nel prestare per l’occasione il completino bianco ad Andrew Talansky. Look da guascone, invece, per Peter Sagan, con il pizzetto tinto di verde: stesso colore della maglia conquistata. Scelta discutibile, veramente. Il Team Saxo Tinkoff, squadra di Contador, indossa il caschetto giallo, simbolo del primato nella classifica a squadre. Chissà se sarà stata più una croce o una delizia per il pistolero spagnolo infilarselo in testa. Cavendish, Kittel e Greipel sono invece attesi per animare la serata. Per il gala viene allestita anche la Tribuna dei Giganti, sede d’onore degli ex corridori che almeno una volta hanno finito il Tour de France: per un corridore, dal primo all’ultimo della classifica, concludere la Grande Boucle è l’equivalente di un diploma. Vincerlo è da corona di alloro in testa e fascia sulla spalla con la scritta Mister 110 e lode.

Come da tradizione, quando il gruppo arriva sugli Champs – Élyseés, la maglia gialla si schiera con la sua squadra in testa al gruppo, per la passerella regale, accolta dai bellissimi colori creati dal tramonto del sole. Chris Froome trova il modo di ringraziare da vero fenomeno il suo luogotenente, Richie Porte, lasciandolo passare per primo sotto il traguardo dell’incantevole circuito cittadino da ripetere 10 volte, con il passaggio intorno al bellissimo Arco di Trionfo. Alcuni corridori provano a rovinare il gala ai velocisti, ma gli Omega non concedono spazio, tenendo tutti a un tiro di schioppo. Per la volata c’è anche Daniele Bennati, già vincitore a Parigi nel 2007, e Alberto Contador si mette al servizio del suo gregario per ringraziarlo di quanto fatto in suo aiuto. Lo sprint finale, però, è senza storie, con Marcel Kittel che mette nuovamente in fila sia André Greipel che Mark Cavendish. Il tedesco vincitore di quattro tappe al Tour ha soli 25 anni, e forse quest’anno abbiamo assistito a un passaggio di consegne nel mondo delle ruote veloci.

Il finale è comunque tutto per Chris Froome, che finalmente si mostra con un sorriso incontenibile. Il keniano bianco si lascia sfilare dal gruppo per arrivare sul traguardo accanto ai suoi compagni di squadra, tutti abbracciati. Bella immagine, che rende giustizia all’uomo Chris Froome, il quale sembra essere sempre il primo a dire grazie a ogni componente del suo Team.

di Giacomo Di Valerio

21 luglio 2013

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