Tour de France, Quintana conquista l’ultimo arrivo in salita. Froome: il Tour è suo!

Tour de France, Quintana conquista l’ultimo arrivo in salita. Froome: il Tour è suo!

Nairo QUintana biancaLa 20° tappa, ultima prima della passerella finale, ha il suo esito più giusto: Nairo Quintana (Mov), classe 1900, conquista la tappa davanti a Joaquin Rodriguez (Kat) e Chris Froome (Sky), vincitore della 100° edizione della Grande Boucle. Ad affiancare il Padrone del Tour sul podio lo stesso Quintana, 2°, e Rodriguez, 3°. Crisi per Contador, che finisce 4° nella generale. All’arrivo, finalmente, anche il keniano bianco si lascia andare a un bel sorriso.

Ultime fatiche per i corridori in corsa prima della passerella finale di Parigi. Per i velocisti un’altra giornata tremenda a sognare la Torre Eiffel, per gli uomini di classifica c’è un podio da giocarsi e per gli scalatori una maglia a pois ancora in bilico. Rolland (Eur) vuole provare a farla sua e anche oggi si lancia all’attacco con Gautier (Eur), Burghardt (Bmc), Voigt (Rsl), Riblon (Ag2r), Clarke (Oge), Anton (Eus), Astarloza (Eus), Brutt (Kat) e Flecha (Vac). Il francese è pronto a tutto pur di raggiungere il suo obiettivo e sul del Col des Prés quasi manda a cogliere le margherite Anton, reo di aver provato a strappargli il primo posto al Gpm.

Sul Mont Revard i battistrada hanno solo 45” di vantaggio sul gruppo, tirato dai Movistar che vogliono proteggere il podio di Quintana e conquistare un’altra vittoria. Il generoso Voigt, stufo di dosare energie, abbandona la compagnia e si mette a tirare a tutta. Lui di paura non ne ha e le sue dichiarazioni sono significative: “è più facile correre il Tour de France che allevare i miei 6 figli”. E allora 100 di queste fughe caro Jens! Nonostante i 42 anni suonati, Voigt riesce a staccare la maglia a pois, Rolland, e uno scalatore puro come Anton. Ma le stranezze non sono finite, perché dal gruppo evade Tejay Van Garderen, scortato da un gregario di lusso: Philippe Gilbert. Al Gpm la situazione è interessante: Voigt ha 38” su Anton, 2’10” su Rolland, Gautier, Van Garderen, Burghardt, Gilbert, Riblon, Clarke, Vuillermoz e Brutt. Il gruppo scollina con 3’30” circa di ritardo.

Il problema del tedesco al comando sono i 22 km di pianura da coprire prima di giungere non al traguardo, ma alla salita finale di Annecy-Semnoz (HC cat., 10,7 km, 8,5%). In questo tratto il suo vantaggio diminuisce drasticamente, per le tirate dei Movistar, dei Katusha e degli Sky, che rischiano addirittura di spezzare il gruppo. All’imbocco della salita i migliori della classifica devono recuperare solo 1’12” su Voigt. Niente da fare anche per il gruppetto Van Garderen, con quest’ultimo quasi incredulo nel ritrovarsi faccia a faccia con Rui Costa, alla guida dei migliori. Il vecchio Voigt non molla ma è costretto comunque a cedere, perché dietro Valverde, Porte, Froome, Quintana, Contador e Rodriguez rinvengono a velocità doppia. Agli 8 km dall’arrivo si decide la corsa: Purito scatta con Quintana alla ruota. Froome sembra pensarci prima di chiudere, forse per aspettare Porte. Il keniano bianco si rende conto che il compagno non ne ha, e così si alza sui pedali sverniciando perfino i due al comando, turbati dal numero impressionante di pedalate della maglia gialla. Passato lo scompenso, i tre si ricompattano, e Contador va in difficoltà.

Qualche tifoso, come al solito, esagera, dimostrandosi oltremodo caloroso con gli atleti in corsa, e Chris Froome quasi ne stende uno, nonostante non abbia propriamente il braccio di Hulk, anzi. Nell’ultimo chilometro Quintana ringrazia con la sua tipica espressione alla Dawson Purito, il più generoso dei tre, fa una pernacchia immaginaria a Froome, che aveva provato a fare il furbo piazzando uno scatto, e va ad aggiudicarsi la tappa, la seconda piazza del podio, la maglia bianca, la maglia a pois e il futuro, veramente tutto dalla sua parte. Secondo Purito che conquista la terza piazza nella generale, scalzando Contador dal podio. Il pistolero ha la pistola scarica: e purtroppo quando un uomo con la pistola scarica incontra un uomo con un piccolo sigaro* (traduzione di Purito), l’uomo con la pistola scarica è un uomo senza podio. Terzo al traguardo Chris Froome, il più forte, il dominatore, il Padrone del Tour.  

* Per rendere l’idea (fonte Wikipedia): Joaquin Rodriguez è soprannominato El Purito, ossia “Il Piccolo Sigaro”: tale nomignolo risale al2001, suo primo anno tra i pro, ed è legato ad un episodio avvenuto durante un allenamento con i compagni della ONCE. Su un tratto in salita Rodríguez, per mostrare l’estrema facilità con cui riusciva a pedalare, andò ad affiancare i più esperti Jalabert, Sastre e Olano, facendo il gesto di fumare un sigaro; in serata, a tavola, venne però “punito” e costretto a fumare un sigaro intero in presenza dei compagni. Da lì il soprannome.

Chris FroomeSKY80h49’33”
Nairo QuintanaMOV5’03”
Joaquin RodriguezKAT5’47”
Alberto ContadorTST7’10”
Roman KreuzigerTST8’10”
Bauke MollemaBEL12’25”
Jacok FuglsangAST13’00”
Alejandro ValverdeMOV16’09”
Daniel NavarroCOF16’35”
10°Andrew TalanskyGAR18’22”

di Giacomo Di Valerio

20 luglio 2013

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