Tour de France: Rui Costa regala un successo alla Movistar!

Tour de France: Rui Costa regala un successo alla Movistar!

Rui CostaRui Costa (Mov) si aggiudica la sedicesima frazione del Tour de France, dopo aver staccato tutti gli altri compagni di fuga sull’ultima salita, il Col de Manse. Secondo posto per Riblon (Ag2r), terzo Jeannesson (Fdj). I big della top ten provano a punzecchiarsi, e Ten Dam, Fuglsang e Peraud ne pagano le conseguenze, perdendo 1’ dal gruppetto maglia gialla, in controllo. Kwiatkowski ancora più indietro.

Si riparte con l’odiosa cultura del sospetto alimentata dalle lingue zozze, gente che evidentemente non ama il ciclismo, riguardo la prestazione stellare sul Ventoux di Chris Froome: il keniano bianco ha risposto per le rime: “trovo molto triste che all’indomani della più grande vittoria della mia carriera mi si venga a parlare di doping”. La maglia gialla è un vero gentiluomo, qualcun altro al posto suo si sarebbe alzato e se ne sarebbe andato. Tra l’altro, vincere sul Ventoux, per sentirsi poi paragonato ad Armstrong a livello di prestazione, di questi tempi non è proprio il massimo: “Lance ha imbrogliato, io no. Punto e basta.” Inoltre, la Sky offre tutti i dati dei propri corridori alla Wada, World Anti-Doping Agency. Quello che c’è adesso è la fatica e le privazioni sopportate dal keniano per giungere a questi livelli. Punto e basta.

La tappa odierna non presenta montagne impossibili: ci sono 3 Gpm da scalare, due in apertura, Cote de la Montagne de Bluye (3^cat., 5,7 km al 5,6%) e il Col de Macuègne (2^cat., 7,6 km al 5,2%), e uno nel finale, il gpm di Col de Manse (2^ cat., 9,5 km al 5,2%), a 11 km dall’arrivo. È un’ottima occasione per i cacciatori di tappe che evadono in 26 dopo 38 km: Hansen (Lot), Gilbert (Bmc), Quinziato (Bmc), Didier (Rsl), Gallopin (Rsl), Kloden (Rsl), Gautier (Eur), Voeckler (Eur), Jeannesson (Fdj), Kadri (Ag2r), Riblon (Ag2r), Roche (Tst), Trofimov (Kat), Astarloza (Eus), Rui Costa (Mov), Coppel (Cof), Navarro (Cof), Mori (Lam), Velits (Opq), Navardauskas (Gar), Albasini (Oge), Meyer (Oge), Dumoulin (Arg), De Gendt (Vac), Hoogerland (Vac) e Marino (Soj). Dietro guida tranquillamente la Sky, anche perché davanti sono praticamente rappresentate tutte le squadre, che dunque non hanno alcun interesse a ricucire con la fuga. Mancano solo quattro team tra i fuggitivi: la Cannondale, l’Astana, la Sky e la Belkin, ma queste ultime due devono proteggere i rispettivi capitani, Froome e Mollema (1° e 2° della generale). È chiaro a tutti che sarà uno dei 26 a giocarsi la tappa: ai meno 33 km, il distacco del plotone è superiore ai 10’.

Quasi tutti i battistrada aspettano l’ultima salita per darsi battaglia, mentre Kadri e Marino provano ad avvantaggiarsi ai meno 35 km, non avendo forse la gamba per rimanere con i primi in salita. Il loro vantaggio all’imbocco del Col de Manse, ai meno 21 km, è di 20”. Perez Moreno (Eus), intanto, segna probabilmente il record di borracce portate sotto la maglietta per i propri compagni: almeno 7-8. In salita, ripresi Kadri e Marino, il gruppo dei 26 scoppia: davanti rimane solo Rui Costa, inseguito da Jeannesson, Kloden, Coppel e Riblon. Dietro Joaquin Rodriguez prova a far selezione per la lotta nella top ten. Perdono terreno Ten Dam, 5° della generale, Fuglsang 7°, Peraud, 9°  e Kwiatkowski, 10°. Contador piazza due scatti, rintuzzati da un ottimo Richie Porte. Il pistolero spagnolo ci prova una terza volta, chiuso in prima persona da Chris Froome. Contador le prova tutte per piegare la resistenza della maglia gialla, scattando perfino in discesa: sia lo spagnolo che Froome finiscono nell’erba, evitando per un pelo una bella frittata.

Rui Costa scollina con 49” di vantaggio sugli immediati inseguitori che provano ad organizzarsi, anche se per loro non c’è più nulla da fare. L’ultimo chilometro si trasforma in una passerella d’onore che il portoghese non si lascia scappare per abbondanti festeggiamenti. Delusione per il campione del mondo, Gilbert e per Thomas Voeckler, non benissimo: i francesi rimangono ancora a secco di vittorie.

Giacomo Di Valerio

16 luglio 2013

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