Pirenei al Tour: Froome vola, gli altri pedalano. Vittoria e maglia per il keniano bianco!

Pirenei al Tour: Froome vola, gli altri pedalano. Vittoria e maglia per il keniano bianco!

Chris Froome«Finisce qua, chi se ne va che male fa» cantava Caterina Caselli quando Alberto Contador ancora non era nato. Queste o simili devono essere state le parole pensate dallo spagnolo dopo aver visto Chris Froome involarsi in solitaria verso l’arrivo di Ax 3 Domaines. Il keniano bianco, ora padrone della gialla, ha stracciato tutti gli avversari sul primo arrivo in salita di questo Tour de France. Secondo Richie Porte, compagno di squadra, terzo Alejandro Valverde. Saltano tutti gli altri big.

Da oggi si inizia a far sul serio: il Tour incontra i Pirenei e la vetta più alta di questa 100° edizione della Grande Boucle, il Col de Pailhères, (2001 m, 15,3 km all’8%). L’arrivo è posto ad Ax 3 Domaines (7,8 km all’8,2%). La fuga parte praticamente subito: ci provano Hoogerland, Riblon, Molard e Marino, riuscendo a guadagnare anche 10’, ma i big di giornata hanno voglia di confrontarsi e il loro vantaggio comincia a scendere impietosamente. Sul Col de Paihères rimane davanti solo Riblon, che negli ultimi chilometri di salita viene ripreso e staccato da Nairo Quintana, la giovane promessa colombiana. Prima ci avevano provato anche Robert Gesink e Thomas Voeckler, incitato dai tifosi francesi: Alé Thomas alé! Ma l’amatissimo corridore della Europcar quest’anno non sembra avere una grande gamba, e le indecifrabili smorfie che solitamente accompagnano le sue imprese questa volta sono di pura fatica. Cede anche Daryl Impey, ma con tutto l’onore che si addice a una maglia gialla. Un grandissimo applauso va al corridore sudafricano.

Chi mostra una gamba invidiabile è il giovane Quintana, che riesce a dare spessore alla propria azione, conquistando il Gpm di Paihères con quasi 1’ di vantaggio sul gruppo, tirato benissimo dagli uomini Sky. La veloce discesa che conduce verso la salita finale non favorisce l’azione del colombiano della Movistar, anche perché Kennaugh (Sky) scende spericolato a valanga. All’imbocco di Ax 3 Domaines il vantaggio di Quintana è di soli 25”. I big sono ancora tutti insieme. Moltissimi sono i tifosi spagnoli accorsi per sostenere i propri corridori sull’ultima ascesa, e Purito Rodriguez sembra essere tra i più motivati. Tutti vogliono vedere l’atteso confronto tra Froome, il favorito, e gli altri contendenti. Tutti rimangono a bocca asciutta semi-spalancata: Evans è il primo a saltare, seguito da Joaquin Rodriguez e Fuglsang appena Richie Porte si mette in testa a tirare. C’è poco da fare anche per Quintana, che viene ripreso mentre Contador e Valverde perdono le ruote del keniano bianco. Contador non riesce più a danzare sui pedali come ci aveva abituato, forse infastidito dalla musica proveniente dalla catena della bici di Froome, che gira all’impazzata sotto il ritmo incandescente della sua pedalata; forse irretito dalla posizione del keniano sulla bici, più o meno uguale a quella con cui mia nonna tira il carrello della spesa, per dirla con Cassani; forse, realisticamente e semplicemente, solo nettamente inferiore all’imprendibile asso della Sky.

Froome, dal canto suo, è semplicemente perfetto: appena si accorge della difficoltà di Contador piazza cinicamente la stoccata decisiva che rischia già di far chiudere i battenti al Tour, per quel che riguarda la prima posizione del podio. Un altro bel messaggio l’ha lanciato Richie Porte, suo compagno di squadra, giunto secondo al traguardo. La sensazione è che gli Sky corrano con il copione in mano, quello che l’anno scorso ha permesso a Wiggins e Froome di realizzare una splendida doppietta sul podio finale.

I distacchi in classifica parlano già chiaro: 2° Porte a 51”, 3° Valverde a 1’25”, 4° Mollema a 1’44”, 5° Ten Dam a 1’50”, 6° Kreuziger 1’51”, 7° Contador a 1’51”, 8 Quintana (maglia bianca) a 2’02”, 9° Rodriguez a 2’31”, 10° Rogers a 2’40”, 23° Evans a 4’36”. Le dichiarazioni all’arrivo del keniano naturalizzato suonano di circostanza: “Ci sarà battaglia nelle prossime tappe, ora bisognerà difendere la maglia gialla.”

Giacomo Di Valerio

7 luglio 2013

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