Tour de France: la settima è di Peter Sagan! Che numero la Cannondale!

Tour de France: la settima è di Peter Sagan! Che numero la Cannondale!

SaganpeterFinalmente Peter Sagan! Il prodigio slovacco si scrolla di dosso le frustrazioni dei troppi piazzamenti collezionati in questa prima settimana di Tour e, complice un lavoro da 10 e lode della sua squadra, la Cannondale, mette tutti in fila sul traguardo di Albi. Secondo John Degenkolb (Arg), terzo Daniele Bennati (Tst). Maglia gialla ancora sulle spalle di Daryl Impey (Oge).

Si riparte da Montpellier dopo la giornata storica di Impey e le bella parole di Gerrans per il compagno: “Davvero felice di cedere la maglia gialla al mio compagno Daryl Impey.” Non servono commenti. Sulla carta la tappa di oggi è perfetta per una fuga da lontano, ma solo in due riescono a evadere: Biel Kadri (Ag2r) e Jens Voigt (Rsl). Quest’ultimo è ormai un’istituzione del ciclismo. Il generoso ragazzo tedesco è un classe ’71, un attaccante nato, autore già di 4 vittorie alla Grande Boucle. Quale stimolo spinge Voigt a correre nonostante le 42 primavere sulle spalle e le quasi 100 vittorie ottenute da professionista? Tutto dipende dalla sua grinta da sbarbatello alle prime armi e dallo stomaco altrettanto grintoso dei suoi 6 figli.

Purtroppo per i due attaccanti, a Peter Sagan i discorsi su carta piacciono poco, e soprattutto poco gli piace quell’aura da piazzato che la sua maglia verde inizia a emanare. Di collezionare secondi posti lo slovacco è decisamente stufo e la conferma arriva sul Col de la Croix de Mounis, il Gpm di 2^ cat. più impegnativo della giornata. I Cannondale imprimono un ritmo devastante in testa al gruppo e le gambe dei velocisti iniziano a saltare una dopo l’altra. L’azione della formazione italiana è molto ambiziosa, perché al Gpm di chilometri al traguardo ne mancano ancora 100, e ci sarebbe quindi tutto il tempo per Cavendish, Greipel e Kittel di riconquistare le ruote del gruppo. Ci sarebbe, appunto, perché in realtà i Cannondale tirano pancia a terra come se domani non ci fossero i Pirenei da scalare e il gruppetto dei velocisti si stabilizza sui 2’30” di ritardo. Voigt e Kadri, che intanto sfila il pois a Rolland, capiscono che per loro non c’è nulla da fare, e invece di insistere si rialzano dopo uno scambio di reciproci complimenti e pacche sulle spalle.

Ai meno 68 km, Bakelants, ex leader del Tour ora a 33”, verde d’invidia nel vedere Daryl Impey davanti a lui completamente vestito di giallo, prova a portare via un fuga con Gautier e Oroz per riconquistare ciò che gli è stato tolto. Il belga della RadioShack riesce virtualmente a riprendersi il primato della classifica, ma ha pochi motivi per gongolare, visto che gli Orica provvedono immediatamente a mettere Albasini in testa al gruppo. La rincorsa dei velocisti, intanto, non porta i frutti sperati, e il distacco tra i due gruppi rimane più o meno invariato, nonostante dietro tirino in 12-13 (riprova del fe-no-me-na-le lavoro dei Cannondale). Ai 42 km dall’arrivo la resa inevitabile degli inseguitori: un uomo Lotto si porta al comando e fa segno con la mano agli altri di fermarsi. Spuntano immediatamente panini, bibite, barrette e abbracci: che la gita verso Albi abbia inizio! (Per loro +14’53” al traguardo).

Così la corsa si concentra sull’inseguimento dei Cannondale ai danni dei 3 al comando, per i quali non c’è nulla da fare. Ai meno 10 km Sagan stringe gli scarpini in vista della volata: lo slovacco sa che dopo aver fatto lavorare così tanto i compagni non può sbagliare nulla. Sabatini pilota Sagan negli ultimi metri, Degenkolb prova ad anticipare ma lo slovacco gli prende la scia e lo svernicia mettendo la ciliegina sulla splendida torta confezionata dal suo Team. Via ai festeggiamenti, ma con moderazione perché domani c’è da faticare, e parecchio. Domani, iniziano i Pirenei.

Giacomo Di Valerio

5 luglio 2013

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