Tour de France: Greipel “il Gorilla” trionfa a Montpellier, Daryl Impey scrive la storia della maglia gialla!

Tour de France: Greipel “il Gorilla” trionfa a Montpellier, Daryl Impey 	scrive la storia della maglia gialla!

GreipelLa sesta tappa del Tour – Aix-en-Provence – Montpellier – ha visto il Gorilla, André Greipel, arrivare a muscoli alzati sul traguardo davanti a Peter Sagan, nuovamente piazzato. Terzo Marcel Kittel, solo quarto Mark Cavendish. Cambia il provvisorio possessore della maglia gialla, che si trasferisce dalle spalle di Gerrans a quelle storiche del compagno di squadra Daryl Impey: il ciclista di Johannesburg è il primo africano a indossare la maglia gialla al Tour de France, giunto ormai alla 100° edizione.

La tappa odierna si è consumata in maniera decisamente indecifrabile. Chi l’ha guardata ha rischiato di appisolarsi fatalmente dalle 9 alle 10 volte, come minimo. E invece, nella calma piatta più assoluta di un noioso pomeriggio di luglio, Daryl Impey ha scritto la storia e Mark Beep Beep Cavendish è stato catturato, come nell’ultima puntata del famoso cartone sull’imprendibile pennuto americano. Questa volta però, non è stato un coyote qualunque a riuscire nel colpaccio, ma un temibile Gorilla che risponde al nome di André Greipel. Anche un bambino di 6 anni, completamente a digiuno di ciclismo, capirebbe il motivo del soprannome cucito per il velocista tedesco solo guardandogli le gambe: la sua muscolatura è a dir poco straripante, e nel momento cruciale della volata, quando i muscoli spingono sui pedali e le braccia sul manubrio, la bicicletta sembra sul punto di accartocciarsi.

C’è da dire, a onor del vero, che il percorso odierno e la sfortuna hanno contribuito alla cattura di Cavendish. Il vento è il padrone della sesta frazione, e i corridori ne sono terrorizzati. La scelta del verbo non è esagerata: caso forse altrettanto storico della maglia gialla di Impey, nessuna fuga oggi ha animato la tappa. C’è solo un timido tentativo di Luis Angel Maté fallito dopo pochi chilometri; per il resto il gruppo procede compatto, con i corridori attentissimi a non rimanere attardati per colpa di qualche ventaglio. Ai meno 32 km una caduta complica la giornata di Cavendish, e la sua maglia rovinata ne è la prova più lampante. L’andatura in gruppo è alta, l’inglese sfrutta la scia delle ammiraglie, ma è costretto a sprecare molte energie per riconquistare le prime posizioni del gruppo. Nell’ultimo km, inoltre, la strada sale per 500 m al 3%, contribuendo negativamente alla brillantezza delle sue gambe.

Gli Omega, dal canto loro, non interpretano la volata nel migliore dei modi. Ieri i compagni di squadra di Cavendish avevano lavorato solo nel finale, aiutando poco e niente gli Argos e i Lotto all’inseguimento dei fuggitivi. Oggi, invece, le formazioni di Kittel e Greipel mostrano di aver imparato la lezione: i loro treni entrano in azione solo negli ultimissimi chilometri, facendo disperdere quello della Omega. I Lotto si impongono al comando negli ultimi 1500 m, sprigionando una potenza devastante; Cavendish rimane ingolfato ed è costretto a lanciare la volata da casa sua, senza la necessaria forza nei muscoli. Chi di forza ne avrebbe da prestare è il Gorilla che si alza sui pedali con Sagan alle spalle. Lo slovacco fa fatica addirittura a tenere la scia del tedesco, che ha tutto il tempo per smettere di pedalare, mostrare il quadricipite migliore per i fotografi, alzare le braccia al cielo e chiedere scusa alla propria bicicletta per averla fatta soffrire anche oggi. Scherzi a parte, Greipel e la Lotto Belisol hanno veramente condotto una volata magistrale, da far vedere ai bambini, tranne a quelli che hanno paura dei gorilla.

Giacomo Di Valerio

4 luglio 2013

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