Dall’Australia con furore: la Orica GreenEdge fa sua la cronosquadre!

Dall’Australia con furore: la Orica GreenEdge fa sua la cronosquadre!

Orica GreenEdgeLa quarta frazione del Tour de France cambia tema: niente tappa in linea; il ritorno sulla terraferma vede le formazioni giocarsi la cronosquadre da Nice a Nice (25km). La Orica GreenEdge (25’56”) impone il proprio treno davanti a quello dei campioni del mondo della Omega Pharma-Quickstep per 1” solamente. A completare il cortissimo podio di giornata ci ha pensato il Team Sky di Chris Froome: il trenino inglese degli uomini in nero, che incute una qualche sensazione di timore, è giunto a 3”. Il keniano naturalizzato inglese ha guadagnato quindi 6” su Alberto Contador, suo principale contendente per la vittoria la finale. La Saxo – Tinkoff, infatti, ha chiuso al quarto posto, immediatamente dietro alla corazzata Sky. A parte le formazioni sprofondate a più di 1’ di ritardo dalla Orica, vagamente simili ai trenini da Far West della Corsica, i veri delusi di giornata sono la Bmc di Evans e la Katusha di Joaquin Rodriguez, giunte rispettivamente a 23” e a 25” da Froome, punto di riferimento per i big.

Cambia anche la classifica generale. Jan Bakelants (RadioShack, +29”) deve cedere il giallo a Simon Gerrans, autore della bella vittoria di ieri davanti a Sagan. Beffa per il giovane e impronunciabile Kwiatkowski, della Omega, che per lungo tempo ha cullato il sogno di indossare il simbolo del primato, per vederlo poi investito dalla locomotiva australiana di Gerrans senza alcuna pietà.

La classifica dei big sembra già delinearsi per quelli che sembrano i valori degli atleti in lizza. Davanti a tutti svetta Chris Froome, sul quale però sorge un piccolo dubbio, una malizia di poco conto, forse. Nella seconda tappa, con arrivo ad Ajaccio, il keniano si è lanciato in una sterile dimostrazione di forza, avvantaggiandosi dai migliori in vista del Gpm del Col du Salario. A ripensarci viene da domandarsi se l’azione fosse intimidatoria nei confronti degli avversari, un avvertimento con caschetto&bicicletta al posto di scoppola&lupara, un semplice sberleffo o l’equivalente di una ricca pacca sulla spalla per un’autostima latitante. Se non altro, il dubbio sorge perché l’ultimo a cui era stato visto fare azioni simili è stato Ryder Hesjedal al Giro appena pedalato, e tutti sappiamo come è andata a finire per il canadese. Il Tour deve praticamente ancora iniziare.

Giacomo Di Valerio

2 luglio 2013

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