Santambrogio è l’uomo delle nevi: a lui la 14° tappa del Giro! Nibali consolida il primato

Santambrogio è l’uomo delle nevi: a lui la 14° tappa del Giro! Nibali consolida il primato

SantambrogioMauro Santambrogio (Fan) vince la 14° tappa del Giro d’Italia, caratterizzata da un freddo invernale e dall’esclusione del Colle del Sestrière e ottiene la 4° posizione nella generale (+2’47”). Insieme al capitano della Fantini è arrivata la maglia rosa, che ha guadagnato ulteriori secondi su Evans (ora a 1’26” in classifica), Uran (+2’46”), e Scarponi (+3’53”, congelato all’arrivo). Gesink esce di classifica.

La carovana del Giro d’Italia deve affrontare un weekend decisivo per le sorti della classifica, con i due tapponi alpini. Le alpi rispondono immediatamente presente: sul colle del Sestrière alle 9 di questa mattina c’era il sole, che lasciava ben sperare per la tappa odierna; alle 11 c’era uno scenario possibile solo per l’uomo delle nevi. Invece di attraversare il Sestrière il gruppo si è diretto in Val di Susa, passando per Oulx verso Bardonecchia e quindi sul Jefferau (7,3 km al 9%). Anche lì il tempo non è dei migliori. Le nuvole sono molto basse, la temperatura si aggira intorno allo zero, e il nevischio scende ignaro del disagio che crea. Nonostante tutto, ci sono moltissimi tifosi ad aspettare gli atleti in corsa, dando una dimostrazione di passione fuori dal comune. Dall’Antonia, corridore della Cannondale, qualche giorno fa aveva scritto: “Davvero un boato assordante in ogni paese. Andate allo stadio per un derby e moltiplicate per 3! Impressionante, da pelle d’oca!” Pozzato gli aveva fatto eco, qualche giorno dopo: “Un grazie a tutti i tifosi che oggi erano sulla strada con noi, sotto la pioggia, siete unici!” Molti, oggi, sono saliti in bicicletta sul Jefferau, altri hanno scalato i 7 km di salita a piedi. Quel che stupisce è il numero di bandiere colombiane sulle transenne, e le voci dei tifosi sudamericani gridare il nome dei loro beniamini: “Uran, Uran, Betancur!” Alcuni tifosi inglesi, invece, aspettano Cavendish in una tappa di montagna: Wiggins deve aver lasciato un vuoto incolmabile.

Pronti – via e parte la fuga con 4 italiani su 4 fuggitivi: Trentin (Opq), Pietropolli (Lam), Colbrelli (Bar) e Paolini (Kat). Impressionante come sono conciati i corridori: sembra di vedere un gruppo di sciatori in gita verso le montagne. La fuga riesce a guadagnare al massimo 9’50” dopo 120 km, ma la Sky non ha alcuna intenzione di lasciare ulteriore spazio. La corsa ovviamente si accende sull’ultima salita, dove i big scaldano l’atmosfera. I fuggitivi approcciano la salita con più di 4’, ma dietro pedalano troppo forte per le speranze di Colbrelli, Paolini e Pietropolli rimasti al comando. Dal gruppo provano prima a evadere Henao, Rosa e Pellizzotti, poi Nibali, a mezze maniche col body estivo, rompe gli indugi e il gruppo dei big si fraziona. Non sarebbe assurdo se, vista la nebbia, qualcuno non l’abbia nemmeno visto scattare. Davanti, la maglia rosa si ritrova con l’appariscente giallofluo di Santambrogio, inconfondibile anche in mezzo alla nebbia. Ancora più dietro c’è Betancur (+9”), tagliato fuori dalla vittoria: brutto colpo per i festosi colombiani. Ancor più indietro Uran (+30”), Evans (+33”) e Scarponi (+1’28”). Gesink (+4’16”) si perde nel brutto tempo. Vicini al traguardo, Nibali e Santambrogio si lanciano un’occhiata complice: la maglia rosa non fa lo sprint e il capitano della Fantini alza meritatamente le braccia al cielo. Avere un amico in più in gruppo per la maglia rosa non guasta.

Drammatiche immagini per Scarponi dopo il traguardo, completamente congelato e incapace di parlare. Impressionante la scena del massaggiatore Lampre che mette le mani di Scarponi sul proprio collo per scaldarle. Bravissimo Santambrogio, da gregario di Evans (fino allo scorso anno) a corridore da possibile podio al Giro. Cosa è cambiato? Le gambe hanno la loro psicologia.

Giacomo Di Valerio

19 maggio 2013

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