Ancora Mark “Cannonball” Cavendish! Nibali tranquillo in rosa

Ancora Mark “Cannonball” Cavendish! Nibali tranquillo in rosa

Cavendish pokerLa quarta vittoria di Mark Cavendish a questo Giro d’Italia pone una sfida importante: trovare ancora altre parole per descrivere Cannonball, la sua regalità e la prepotenza, nel senso positivo del termine, con cui vince le volate. Oggi la polvere è spettata a un ottimo Giacomo Nizzolo, secondo, e ancora a Luka Mezgec, già terzo ieri. La tappa odierna non verrà solo ricordata per il poker di Cavendish, ma anche per il ritiro di Wiggins ( problemi di salute) e Hesjedal (stato di forma latitante). Dispiace aver perso due campioni di questo calibro, sarebbe stato bello vederli dare battaglia a Nibali sulle grandi montagne.

Oggi, un appassionato medio di ciclismo inglese avrà vissuto una giornata da bipolare puro. Una mattina terribile, con la notizia del ritiro di Bradley Wiggins – il paradosso di un anglosassone naufragato sotto l’acqua- e un pomeriggio con le emozioni che sprintavano a tutta insieme a Mark Cavendish. Mark oggi, non ha vinto come al solito però: i suoi uomini si sono spremuti durante il corso della tappa, e lui ha vinto senza treno, usando la testa e le gambe, in una volata lunghissima di cui è stato l’unico protagonista. Si ha imbarazzo perfino a parlare di supremazia nelle volate. Cavendish è, più che altro, il re del silenzio. L’inglese mette a tacere tutte le polemiche e tutti i discorsi. I video delle sue volate dovrebbero essere utilizzati per far smettere di piangere i bambini irrequieti.

Quello che stupisce è che nemmeno Cavendish, probabilmente, oggi aveva totale consapevolezza dei propri straordinari mezzi, nonostante le 100 vittorie festeggiate ieri: “Oggi, a un certo punto della tappa, ho detto: ‘non voglio fare la volata’. Allora il direttore sportivo ha detto ai miei compagni di tirare. Ho riflettuto e pensato che alla fine è il mio lavoro e quindi era giusto provarci. Quando vedi i tuoi compagni di squadra che mettono ogni singola goccia di energia per aiutarti a vincere, non puoi tirarti indietro. Il supporto dei miei compagni è stato fondamentale e preziosissimo per la vittoria” (spaziociclismo.it). Cavendish ha calato il suo poker avendo acquisito una certezza in più: non servono le tappe piatte e strapiatte del Tour per poter alzare le mani al cielo. Le volate, lui, può monopolizzarle anche in tappe lunghe e difficili come quella di oggi.

La giornata è stata caratterizzata da una fuga di 7 corridori: Giairo Ermeti (And), Nicola Boem (Bar), Lars Bak (Lot), Pablo Lastras (Mov), Rafael Andriato (Fan), Tobias Ludvigsson (Arg)Danilo Hondo (Rsl). Nessuno di loro preoccupa e l’Astana lascia andare. I fuggitivi riescono a guadagnare fino a 13’45”, ma poi l’Omega su tutti, aiutata dalla Orica, si impegna per riprendere i fuggitivi. Nel finale i giallofluo (Fantini) sono molto attivi, si susseguono molti scatti, e alla fine rimangano davanti Bongiorno, Caruso, Gatto, Hazanza e Herrada. Ai meno 6,5 km dall’arrivo, sull’ultimo strappo ci prova Caruso, ma viene ripreso a 1,5 km dal traguardo.

Cavendish non ha più il proprio treno, i suoi uomini hanno lavorato durante tutta la tappa, ma riesce a sfruttare alla perfezione il lavoro della Cannondale. Alla fine è costretto a partire lunghissimo, e alla sinistra del teleschermo si vede una macchia rossa uscire dalla scia neanche fosse stata sparata da un cannone. Nizzolo lo affianca ma al massimo riesce a mettersi alle spalle Mezgec. A noi non resta che aspettare buoni buoni che Cavendish cali la sua scala reale, regalandoci nuove emozioni. Perché questo è Cannonball: un uomo che riesce a emozionare anche dopo 101 volate vinte.

Giacomo Di Valerio

17 maggio 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook