10° tappa Giro d’Italia: vince Uran! Wiggins ancora in difficoltà!

10° tappa Giro d’Italia: vince Uran! Wiggins ancora in difficoltà!

UranIl colombiano della Sky, Rigoberto Uran, vince il primo tappone alpino di questo Giro d’Italia davanti a Carlos Betancur e Vincenzo Nibali. Si stacca ancora una volta Wiggins (+37” da Nibali ed Evans) – pendenze forse proibitive per lui – mentre Cadel Evans dà la prova definitiva che non è al Giro per allenarsi. Nibali consolida il primato su Evans grazie agli abbuoni (41” di vantaggio) e Majka conquista la maglia bianca.

Dopo la nona tappa con l’arrivo a Firenze, grazie al giorno di riposo, la carovana del Giro si risveglia in Friuli. L’indicazione non potrebbe essere più chiara: iniziano le grandi salite delle Alpi. Oggi c’è il primo arrivo in quota da affrontare,: l’Altopiano del Montasio, 10,9 km al 7,9% di pendenza media. Pendenza massima: 20%, da brividi. Si parte da Cordenons, e prima di giungere sull’Altopiano, i corridori non hanno certo modo di godersi il panorama. Dopo 102,9 km di corsa c’è da affrontare il Passo Cason di Lanza, una salita inedita che molti descrivono come una delle più dure della corsa rosa. Pendenze massime al 16%, muri terribili che si susseguono in rapida successione e una discesa molto tecnica e lunga.

La prima ora di corsa procede veramente veloce, con una media di 49 km/h. La tappa alpina di oggi è animata da 13 corridori: Dekker (Gar), Millar (Gar), Rodriguez (And), Tjallingii (Bla), Machado (Rsh), Popovych (Rsh), Bennati (Tst), Gatto (Fan), Brutt (Kat), Viviani (Can), Pauwels (Opq), Ligthart (Vac), Dehaes (Lot). Il Passo di Cason di Lanza fa veramente paura: davanti il gruppo dei fuggitivi si fraziona, e il solo Jackson Rodriguez rimane in testa (sarà raggiunto da Pauwels ai meno 25 km dall’arrivo); dietro Hesjedal va completamente fuori giri, ed esce definitivamente dalla classifica. Il canadese deve avere qualche problema fisico. Chi ci tiene a far bene sulle strade di casa, invece, è Franco Pellizzotti. Il campione italiano prova ad avvantaggiarsi sul gruppo ma è costretto a rialzarsi quando gli uomini Sky iniziano a menare duro.

All’imbocco dell’ultima salita davanti ci sono tutti i migliori, tranne il vincitore dello scorso anno. Per i due al comando il destino è segnato e ostile alla loro azione. Siutsou tira con la lingua di fuori, lasciando poi volentieri il compito a Cataldo, una volta terminato il proprio. L’andatura è molto sostenuta, ma ai meno 8 km la Sky prova a dare la svolta decisiva alla corsa: Uran va all’avanscoperta, lasciando alle altre squadre l’onere di tirare. Agnoli, che sembrava in difficoltà, stringe i denti e si rimette in testa al gruppo. Veramente encomiabile la prova del laziale. Al traguardo volante di Sella Nevea, Uran ha un vantaggio di 50” che gli permetterà di vincere il primo tappone alpino. Dietro succede di tutto: ai 1400 m dall’arrivo Betancur si avvantaggia su Nibali, Evans, Pozzovivo, Santambrogio e Majka. Wiggins, sul muro al 20%, non riesce a tenere le ruote dei migliori, accusando un ritardo di 37” all’arrivo. Ancora più indietro Scarponi, a 39” da Nibali, e Gesink a 45”.

Quello che emerge dalla tappa di oggi è che forse, Nibali, debba guardarsi maggiormente dai colombiani e dalla loro solidarietà, che desta più di qualche sospetto. Betancur all’arrivo: “C’era un colombiano davanti, non potevo superarlo.” Eppure, qualcosa non torna: i due non fanno parte della stessa squadra, e a Firenze Betancur non ci ha pensato due volte a sprintare su Pantano, altro colombiano. Cosa bolle nella pentola colombiana?

Giacomo Di Valerio

15 maggio 2013

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