8° tappa Giro d’Italia: Alex Dowsett si mette dietro Wiggins! Nibali si veste di rosa!

8° tappa Giro d’Italia: Alex Dowsett si mette dietro Wiggins! Nibali si veste di rosa!

Alex+Dowsett+2013+Giro+Italia+Stage+One+Mf2pVaMD3WuxAlex Dowsett (Mov), campione nazionale nelle prove contro il tempo, vince la difficilissima cronometro di Gambicce Mare – Saltara, ottava prova del Giro d’Italia, con il tempo di 1h16’27”. Doveva essere la crono di Wiggo. Invece la notizia è che l’inglese non ha fatto per nulla il vuoto sui suoi rivali. Avendo chiuso in 1h16’37”, ha guadagnato solo 11” su Nibali (1h16’48”), che si prende la maglia rosa, splendido, 29” su Evans (1h17’06”), 43” su Scarponi (1h17’20”) e 1’12” su Gesink (1h17’49”). Naufraga Hesjedal (1h18’50”) che perde 2’13” da Wiggins. Giornata nera per Intxausti (1h20’29”), che perde il simbolo del primato.

Era veramente attesa la cronometro di oggi: 54,8 km che avrebbero mostrato i veri valori in corsa per l’agguerrita fight for pink. Il percorso è veramente difficile, non disegnato per specialisti puri: la prima parte è molto tecnica, con curve insidiose e un continuo sali e scendi che non permette agli specialisti di poter spingere al massimo; la seconda parte, pianeggiante, è più adatta ai cronomen, ma il finale è terribile: 3 km in continua ascesa, con picchi al 13% negli ultimi 600 m.

L’incognita, di nuovo, era costituita dal tempo. Ieri la pioggia e la caduta in discesa avevano completamente avvolto nel panico Sir Bradley Wiggins, costringendolo a perdere 1’24” dai migliori. Oggi, ancora una volta, le discese tecniche, le molte curve, la strada umida, hanno veramente fatto la differenza. In confronto a come Wiggo impostava le curve, Nibali ed Evans sembravano praticare un altro sport. L’inglese dimostra di non essere uno specialista delle discese e nell’impostazione delle curve, e di pagare psicologicamente la tappa di ieri. In cronometro il cervello deve sempre girare senza intoppi: bisogna azzeccare tutte le curve e sapersi gestire in salita per spingere a tutta in pianura. Nel caso specifico, 1h20’ circa di concentrazione massima. Per essere chiari: al primo rilevamento, dopo il tratto tecnico, Nibali guadagnava 1’ su Wiggins. Al secondo rilevamento, dopo il tratto in pianura, Nibali era dietro a Wiggins di 8”. L’inglese quando c’è da spingere fa comunque la voce grossa.

Wiggins, purtroppo, è stato costretto anche a cambiare la bicicletta per la foratura della ruota anteriore. Senza questo problema, probabilmente, avrebbe vinto la cronometro, ma non avrebbe comunque inflitto grandi distacchi ai suoi avversari. Il corridore della Sky, a fine prova, ha dimostrato tutta la sua rabbia: letteralmente inavvicinabile. Nibali, invece, ora può gestire in classifica un margine di 29” su Evans – il più veloce a coprire gli ultimi 3 km di salita, attenzione all’australiano! – 1’15” su Gesink, 1’16” su Wiggins, 1’24” su Scarponi e 2’05” su Hesjedal. Se a Napoli si pensava che dopo oggi Wiggins avrebbe potuto gestire un ampio margine sui rivali, grazie ai distacchi che avrebbe dovuto infliggere a cronometro, ora invece spetta proprio al Sir inglese attaccare per recuperare. Ne avrà le forze? Noi italiani non abbiamo fretta di rispondere. Ci godiamo uno splendido Vincenzo Nibali in rosa, il suo sorriso e le sue parole sulla nuova maglia: “Bella, vero?”

Giacomo Di Valerio

11 maggio 2013

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