Basket NBA: Durant ha scelto Golden State

Basket NBA: Durant ha scelto Golden State

Kevin Durant ha finalmente comunicato la sua scelta, la prossima stagione giocherà per i Golden State Warriors di coach Steve Kerr.

I Golden State Warriors si aggiudicano il free agent più ambito della lega. Kevin Durant firmerà un biennale con la franchigia della baia. La modica cifra ammonta a di 54 milioni di dollari. Battuta la concorrenza di molte pretendenti come Celtics, Spurs, Clippers e gli stessi Thunder.

Il ragazzo ha comunicato la decisione di lasciare Oklahoma City tramite una lettera rilasciata al giornale “the players tribune”. Nel pezzo intitolato ” My next chapter” KD35 ha espresso a chiare parole i suoi sentimenti. L’affetto che prova per la sua ex squadra, per le persone che lo hanno accompagnato nei 7 anni ai Thunder ( prima Supersonics) e verso la città.

 

Il nativo di Washington DC ha anche scritto che sarà molto dispiaciuto per tutte le persone che rimarranno  deluse dalla sua scelta. Uno dei punti dolenti del suo addio è proprio il peso mediatico che si è puntato contro. Nelle ultime ore sono infatti apparsi centinaia di messaggi di disapprovazione sul suo profilo twitter e su tutti i social network. Giudizi autorevoli e meno. Molti dei quali hanno definito il suo cambio di maglia senza mezzi termini:

” una delle peggiori mosse di sempre”

o come ha fatto Stephen A. Smith analista di ESPN,  una mossa “sbagliata” se ti trovi già in una contender per il titolo.

Tralasciamo però gli aspetti emotivi. Anche gli haters più accaniti saranno rimasti sicuramente impressionati, dopo aver riflettuto, su quello che potrebbe essere Golden State il prossimo anno. Una forza offensiva senza precedenti nella NBA. Nonostante le cessioni obbligatorie di : Ezeli, Barnes e forse Bogut il roster degli Warriors sara decisamente uno spettacolo con pochi eguali nella storia recente del gioco.

Il quintetto titolare potrebbe essere formato da: Curry, Thompson, Iguodala spostato in quintetto, Durant da 4 mobile e Green da 5. Decisamente un bel vedere. Ma è anche vero che la pallacanestro non si basa sulle “figurine” bensì sulla chimica e su tante piccole cose che rendono vincenti i gruppi e non i singoli atleti. Caratteristiche comunque tutte apparentemente presenti negli Warriors di questi anni.

Sta di fatto che mai 4 All Star di questo livello, e tutti sotto i 30 anni, erano stati messi contemporaneamente in una squadra di basket. Eccezion fatta per il Dream Team di Barcellona. Unici ad andarci vicino recentemente i Lakers di Bryant, Nash, Howard e Gasol. Forse anche i Miami Heat del secondo titolo di fila, a James, Wade e Bosh aggiunsero il tiratore Ray Allen, all’epoca comunque un veterano .

In teoria la NBA dovrebbe essere strutturata in modo da limitare l’esagerato accumulo di talento individuale. Che detto cosi sa molto di consiglio medico, ma che è invece stato il presupposto per cui la “LA lega” è riuscita per decenni a mantenere un livello medio di competitività mai visto in nessun altro campionato del mondo. Oltre che ad avere altrettanta ciclicità nella distribuzione delle vittorie finali.

Che questo nuovo salary cap abbia distrutto quel solido equilibrio?

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