Da portiere a centravanti: il cartoon politico di Milei
Il 13 aprile 2026 Javier Milei ha deciso di celebrare i risultati economici del suo governo nel modo più argentino possibile: trasformandoli in una partita di calcio. Sui social ha pubblicato un video animato in cui è lui il protagonista assoluto, con telecronaca enfatica da calcio sudamericano e estetica dichiaratamente ispirata a Holly e Benji.
Nel cartoon il presidente indossa la maglia albiceleste con il numero 1, quello del portiere, ma si muove da attaccante totale: dribbla la povertà, supera l’inflazione, abbatte il debito pubblico, riduce le tasse. Gli avversari sono figure caricaturali e grottesche, spesso vestite di rosso; il telecronista lo esalta come “il genio della libertà mondiale”, in un chiaro omaggio al lessico epico del racconto calcistico argentino. In tribuna compare anche Donald Trump, in versione tifoso d’eccezione, mentre nel finale Milei ripulisce il campo da delinquenti e minacce varie, accolto dall’ovazione dello stadio insieme ad alcuni membri del suo entourage. Secondo diverse ricostruzioni nel video compaiono, almeno nel finale, Karina Milei, Luis Caputo e Federico Sturzenegger.
Il video è bizzarro, certo. Ma soprattutto è rivelatore. Perché mette insieme due dispositivi potentissimi dell’immaginario popolare: il calcio e il cartone animato più popolare su questo sport. È una forma di propaganda pop, costruita per tradurre la narrazione del governo in un linguaggio semplice, emotivo e immediato: Milei come fuoriclasse solitario che salva la squadra, cioè il Paese.
Del resto il rapporto di Milei con il pallone non è ornamentale, ma biografico. Tra il 1987 e il 1989 giocò davvero come portiere nelle giovanili del Chacarita Juniors. Solo che nel video il vecchio portiere si prende la rivincita e diventa centravanti, regista e uomo-copertina insieme.
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