GP Bahrein: Ferrari, splendida follia, Vettel vince ancora

GP Bahrein: Ferrari, splendida follia, Vettel vince ancora

Era dal 2004 che la Ferrari non vinceva le prime due gare della stagione. La Scuderia di Maranello oggi si è aggiudicata per la sesta volta la vittoria sul circuito arabo e se in Australia si poteva dire che una mano l’aveva data l’ingresso della safety car, qui si può altrettanto dire che il risultato è stato per intero di squadra. Già nelle prove libere si era visto che la macchina era promettente, impressione confermata dalla splendida lotta per la pole position tra Vettel e Raikkonen che ha visto prevalere il tedesco all’ultimo tentativo in una prima fila tutta rossa mentre la Mercedes non andava oltre la seconda fila con Hamilton dietro a Bottas e in seguito penalizzato di cinque posizioni fino al nono posto per la sostituzione del cambio.

Al via Vettel ha mantiene la posizione mentre Raikkonen pattina troppo e viene superato da Bottas. Intanto Hamilton viene risucchiato nel traffico e in una scaramuccia con Max Verstappen. Seb mantiene la testa della corsa con quei tre secondi di vantaggio sulla Mercedes di Bottas e non riesce ad andare via mentre Kimi subisce lo stesso distacco dal suo connazionale. La Mercedes tenta l’asso nella manica con una strategia ad una sola sosta e con gomme più dure mentre la Ferrari monta gomme soft in una strategia per due soste. Una volta capito che la gara è persa, allora alla Ferrari tentano la rischiosa carta della sosta unica con gomme soft. Se Vettel riesce a tenere le gomme vive fino alla fine le probabilità di vittoria saranno più alte rispetto a fermarsi una seconda volta più rispetto all’avversario ma le probabilità che le gomme cedano all’improvviso sono altrettanto alte. Raikkonen adotta le due soste unite all’ultimo stint con gomme supersoft in modo da diversificare la strategia ma proprio durante il rientro ai box mentre naviga saldamente in terza posizione il finlandese viene costretto al ritiro per un ruota fissata male. Al momento del rilascio Kimi riceve il via libera dal semaforino verde ma la posteriore sinistra non è ancora stata fissata e quando va sul gas i meccanici di quella ruota non si sono ancora spostati. L’auto riparte e la ruota colpisce in pieno un meccanico fratturandogli tibia e perone. Il finlandese si ferma immediatamente ma è costretto a ritirarsi. Hamilton guadagna quindi una posizione salendo in zona podio ma è troppo lontano dal tandem Vettel-Bottas. Alla Mercedes capiscono che la strategia Ferrari è cambiata e sta rischiando con una sosta sola, quindi incitano il finlandese a spingere mentre Vettel deve conservare le gomme il più possibile per evitare che cedano. Bottas guadagna secondi su secondi e al penultimo giro arriva in scia al tedesco che resta al centro della pista e non si fa fregare. Valtteri tenta un ultimo attacco disperato sul rettilineo prima del traguardo con l’ala spalancata ma non ce la fa e Vettel è ancora leader.

Una vittoria quindi di squadra, con una vettura nata bene e ancora tutta da sviluppare, con un pilota straordinario in grado di far durare le gomme soft per 39 giri, con una reattività audace e rischiosa nel cambio di strategia. L’unico appunto quella ruota fissata male a Raikkonen che probabilmente è costata un podio in più. La Mercedes è ancora favorita, come ha dimostrato oggi quando è stata in grado quasi di ribaltare la situazione mostrando grande velocità anche con gomme dure e molto presto tornerà alla vittoria ma la Rossa può ancora crescere e intato ha accumulato punti importanti.

Disastrosa oggi la Red Bull, con Ricciardo fermo dopo pochi giri per un problema elettrico e Verstappen fermo anche lui nelle prime fasi dopo aver danneggiato la vettura in un duello spettacolare quanto inutile con Lewis Hamilton. Grande prestazione invece per la Toro Rosso motorizzata Honda, portata magistralmente al quarto posto la Pierre Gasly. Buona prestazione anche per la Mclaren che porta a punti sia Alonso che Vandoorne, preceduti dalle ottime Haas e Renault rispettivamente di Magnussen e Hulkenberg. A punti anche la Sauber Alfa Romeo con Ericsson al nono posto finale.

Ordine d’arrivo:

  1. Vettel (Ferrari)
  2. Bottas (Mercedes)
  3. Hamilton (Mercedes)
  4. Gasly (Toro Rosso-Honda)
  5. Magnussen (Haas)
  6. Hulkenberg (Renault)
  7. Alonso (Mclaren)
  8. Vandoorne (Mclaren)
  9. Ericsson (Sauber Alfa Romeo)
  10. Ocon (Force India)
  11. Sainz (Renault)
  12. Perez (Force India)
  13. Hartley (Toro Rosso-Honda)
  14. Leclerc (Sauber Alfa Romeo)
  15. Grosjean (Haas)
  16. Stroll (Williams)
  17. Sirotkin (Williams)
  18. Raikkonen (Ferrari) ritirato, dado ruota
  19. Verstappen (Red Bull) ritirato, foratura
  20. Ricciardo (Red Bull) ritirato, problema elettrico
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