Australian Open: il doppio di Melbourne parla italiano; Williams e Djokovic espugnano il Road Laver Arena

Australian Open: il doppio di Melbourne parla italiano; Williams e Djokovic espugnano il Road Laver Arena

australian-open-Fognini e Bolelli ottengono il loro primo Slam, una gioia tutta italiana. Serena e Novak conquistano la folla e il trofeo dei campioni.

Finale Doppio Maschile – Anche l’Italia ha avuto il suo momento di gloria a Melbourne: la coppia Fognini-Bolelli ha portato ancora più in alto il tennis maschile italiano.

I giovani azzurri hanno battuto i francesi Nicolas Mahut e Pierre-Hugues Herbert 6-4 6-4

Non accadeva dal 1959, quando la coppia Pietrangeli-Sirola conquistò Parigi al Roland Garros. Il doppio di Melbourne è tutto azzurro.

Una partita combattuta e ricca di tallonamenti: gli italiani hanno stretto i denti e giocato fino all’ultimo, commettendo errori ma ponendogli subito rimedio. Hanno approfittato dei momenti di black out avversari – soprattutto quello di Herbert che, dopo il primo set, va totalmente in panne – e colpito forte con una determinazione ed un coraggio che non potevano non essere premiate.

« Grazie a Fabio che ha giocato con me e grazie a tutti gli italiani che hanno fatto il tifo per noi, qui e da casa. Abbiamo fatto una gran cosa per l’Italia, gli italiani e per la nostra Federazione. Per me e Fabio è stata una grande esperienza, prima volta insieme e subito in finale Slam…e poi la vittoria. Noi due abbiamo un grande rapporto e questo contava molto: non ci siamo mai sentiti soli» queste le parole di Simone Bolelli dopo la partita.

Anche Fabio Fognini non ci crede e, durante il discorso di premiazione, si volta verso Simone esclamando in italiano «Chicco, abbiamo vinto uno Slam caxxo!»

Finale Femminile – Serena c’è. Maria un po’ meno. La 33enne americana si impone sulla russa 6-3 7-6 (5) dopo 1h e 4’ di gioco.

I numeri parlano chiaro: la Williams ottiene, con la vittoria di ieri, il 6° Australian Open e il 19° Slam – mancano 3 punti per raggiungere Steffi Graf; per non parlare delle sfide precedenti con la Sharapova: in totale 19, di cui 17 vinte.

Il Rod  Laver Arena ha assistito ad una partita accesa e di altissimo livello. Le due atlete si sono scontrate a suon di colpi perfetti, ma ha avuto la meglio la potenza di Serena, soprattutto del sui suo servizio: sono 18 gli aces dell’americana, 5 quelli di Maria che ha commesso troppi doppi falli.

«Quando ero piccola non ero in una famiglia ricca, ma ero ricca di spirito e di certo non avrei mai pensato di poter vincere 19 slam; andavo in campo sperando di essere una brava giocatrice e voglio essere un’ispirazione e un modello» così Serena durante la premiazione e, rivolgendosi al pubblico, si commuove «Vi dico: cercate di non mollare mai, cercate di trovare qualcuno che vi ispiri a seguire i vostri sogni».

Finale MaschileNovak Djokovic non perdona. Il serbo ha battuto Andy Murray in quattro set 7-6 (5) 6-7 (4) 6-3 6-0 portandosi a quota 5 Australian Open e, in totale, 8 Slam.

Lo scozzese non si è lasciato vincere facilmente, infatti i primi due set sono stati un testa a testa agguerrito e ricco di colpi impossibili; dopo 3h e 48’ Andy ha gettato la spugna, gambe pesanti e nervosismo si sono insinuati in un giocatore che, comunque, ha ancora da offrire.

«Sono estremamente soddisfatto di come ho giocato in questo torneo. Mi sono preparato al meglio per due mesi e mezzo e non ho nulla da rimproverarmi. Ho avuto opportunità nei primi tre set. Il terzo è stato frustrante, mi sono distratto quando lui è caduto e sembrava avere crampi. Nel quarto non ho rimpianti, lui ha attaccato ogni palla cercando le righe e gli entrava davvero tutto» così Murray durante la conferenza stampa.

« Da quando sono diventato papà è tutto diverso, mi scuso ma voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno seguito. La mia squadra che mi ha aiutato nel bene e nel male, sacrificano la loro vita per me e senza di loro e la mia famiglia tutto questo non sarebbe possibile. Grazie anche ai tanti tifosi che sono venuti qui» Djokovic, stringendo forte il trofeo fra le mani.

Caterina Caparello

1 febbraio 2015

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