Con la vittoria negli USA Max Verstappen rientra nella lotta mondiale
La quinta vittoria stagionale e la terza nelle ultime quattro gare non può essere un caso. Nelle battute finali di un mondiale che sembrava appannaggio dei due alfieri della Mclaren, Oscar Piastri e Lando Norris, si sta riaffacciando come terzo incomodo il campione del mondo degli ultimi quattro anni. Max Verstappen sta disputando, con una Red Bull nettamente inferiore, una stagione eccezionale. La vettura dell’olandese fino a due mesi fa aveva vinto solo a Suzuka e a Imola, scendendo poi al quarto posto in classifica costruttori e mancando per parecchio tempo dal podio. L’inversione di tendenza è iniziata a settembre con una doppietta a Monza e a Baku, poi il secondo posto a Singapore e ora il quinto trionfo a Austin. A testimoniare l’impresa di Verstappen basta guardare al suo compagno di squadra: Yuki Tsunoda con questa vettura difficile non è mai andato a podio e naviga mestamente al sedicesimo posto in classifica piloti. Il pilota giapponese, pupillo della Honda (che fornisce per l’ultimo anno i motori alla Red Bull), è quasi sempre stato eliminato nel Q1 o nel Q2 durante le qualifiche ed in pochissime occasioni è andato a punti. Una differenza abissale che testimonia il difficile momento vissuto dalla scuderia dopo le partenze di Adrian Newey e Christian Horner, le due colonne portanti dei successi Red Bull negli ultimi anni. A tenere a galla il team ci sta pensando da solo con tutte le sue forze proprio Max Verstappen, senza il quale difficilmente la squadra avrebbe colto le cinque vittorie stagionali in questa stagione. Anche ieri in Texas l’olandese ci ha messo molto di suo così come in tutte le vittorie di quest’anno. Certo, da settembre la vettura è notevolmente migliorata grazie all’ultimo pacchetto di aggiornamenti e ora sta insidiando la Ferrari a soli tre punti in classifica costruttori. La Mclaren è ancora nettamente la favorita, come dimostra la vittoria del suo decimo mondiale costruttori a Singapore due settimane fa, ma entrambi i suoi bravissimi piloti non hanno la classe e l’esperienza del campione olandese. Ciò si può notare dall’assoluta assenza di errori che invece la coppia arancione ogni tanto continua a commettere e nei duelli ravvicinati dove la cattiveria di Verstappen, spesso eccessiva e insopportabile, intimidisce spesso psicologicamente i suoi avversari. Ieri negli States Max è partito dalla pole position e ha dominato la gara, aiutato in ciò anche dalla Ferrari di Leclerc che ha reso molto difficile alla Mclaren di Norris agguantare il secondo posto. Solo dopo metà gara l’inglese è riuscito con fatica a superare la Rossa mentre Piastri è stato protagonista di una gara alquanto anonima iniziata al sesto posto e finita al quinto dietro all’altra Ferrari di Hamilton e incalzato dalla Mercedes di Russell. Il pilota australiano è ancora saldamente leader del mondiale ma si è avvitato in una striscia di risultati mediocri dopo l’errore di Baku mentre Norris in questa fase è nettamente più in palla. L’inglese però sembra non riuscire ad approfittare della fase negativa del rivale. Nelle ultime quattro gare è si riuscito ad arrivargli davanti recuperando punti importanti ma mai conquistando una vittoria che capitalizzerebbe il risultato in questo momento. In una fase in cui nessuno dei due piloti arancioni riesce a dominare è proprio Verstappen a cogliere i frutti migliori e ora a soli ventisei punti dal secondo classificato Norris può dirsi pienamente tornato in corsa per il mondiale, sempre che la Red Bull continui la sua fase positiva nelle prossime e ultime quattro gare.




