Inter – Udinese 1-2, una sconfitta figlia dei peccati di presunzione del passato
La sconfitta casalinga contro l’Udinese lascia San Siro spaesato. Le prime due giornate si Serie A rivelano le contraddizioni di un’Inter ancora indefinibile, per quanto “in costruzione”. In soli sei giorni, si è passati dal 5-0 al Torino all’1-2 subito dai bianconeri. Un saliscendi che non fa bene a una squadra alla ricerca di certezze da cui partire.
Nessun singolo si salva, da Sučić – fratellastro di quello visto con il Toro – a Bisseck, colpevole di lasciare troppo spazio ad Atta in occasione dell’1-2. Neanche Chivu, reo di aver scelto proprio il tedesco al posto di Pavard, nonostante l’ottima prova del francese contro il Torino. Ma ciò che più stona è l’atteggiamento collettivo, superbo, nonostante i tanti errori.

Inter “cantiere aperto”
“Siamo sempre un cantiere aperto ma non abbiamo troppo tempo per tenerlo aperto: non eravamo migliorati dopo la prima giornata e non siamo scarsi adesso”. Le parole di Cristian Chivu nel post gara rafforzano il concetto di “work in progress”. Questa Inter deve Ripartire dalle cose buone del passato e limare i difetti che ne hanno impedito la massima celebrazione. Un esempio? la presunzione che trova espressione – anche contro l’Udinese – nella leziosità.

Chivu: “La colpa è mia”
“Siamo troppo leziosi – ha ammesso Chivu –. Dobbiamo imparare a gestire i momenti: a volte bisogna imparare a fare anche giocate sporche, con qualche pallone buttato dietro la linea e qualche verticalità in più, e non solo belle giocate. A volte ci specchiamo troppo nel gioco di palleggio. Le abitudini di anni non le togli in poche settimane, ma la responsabilità è mia e devo cercare di accelerare questo processo di cambiamento per arrivare alle mie idee. Bisogna trovare la quadra giusta e lavorare sodo.”.
Ora la pausa, poi la Juve
Ora Chivu ha due settimane per lavorare e rimettere a posto i pezzi. “Spero che la pausa per le Nazionali dia ai miei ragazzi un po’ di serenità e tornino con più carica”, conclude l’allenatore dell’Inter. Anche perché la prossima gara non è una qualunque. Si va a Torino a sfidare la Juventus.




