Il re della terra rossa: Parigi si inchina a Carlos Alcaraz
Quella di ieri, domenica 8 giugno, è una data da incidere sugli annali sportivi, ospite di uno degli incontri più belli che la storia del tennis abbia avuto il piacere di accogliere, arrivando senza esagerazione ad ascriversi forse come uno degli incontri sportivi più emozionanti ed avvincenti dello sport, trasversalmente considerato. Parigi si rende palcoscenico di uno scontro tra titani, incoronando ancora una volta, come un anno fa, Carlos Alcaraz re della terra rossa, e lasciando invece un sorriso amaro al suo degno rivale, Jannik Sinner, come poco meno di un mese fa alle Internazionali di Roma, ma con una gara che ha dell’incredibile. Quello che si è svolto tra i primi due tennisti al mondo è un incontro dipanatosi per 5 ore e 29 minuti, in cui ogni secondo ha promanato tennis nella sua essenza più pura. Jannik prende subito le redini della partita, e con due set da circa un’ora l’uno, prende le distanze dall’avversario e si proietta verso una vittoria, certo combattuta, ma mai sofferta. Ma il destino sembra aver serbato altro per gli atleti, ed ecco allora che il ragazzo di Murcia mostra il proprio dissenso per un epilogo tanto infausto, e con altre due ore di gioco riporta in parità il match, con risultati peraltro speculari; 6-4, 7-6 per l’italiano, che lo portano in vantaggio di due set; 4-6, 6-7 per lo spagnolo, in grado di ristabilire l’equilibrio e fare del quinto set la chiave di volta di un match costruito sulla ricerca della perfezione. Abbiamo ormai superato le quattro ore di gioco, la tensione è alta e la stanchezza si insidia tra le fibre muscolari, pronta ad innestarsi in un passo falso o in una risposta troppo timida per un avversario che non perdona. Eppure il quinto set porta nuovamente gli atleti sul 5-5, come già due volte nel corso della partita; nessuno in grado di imporsi, cede il passo Sinner, ma ricambia il favore Alcaraz: 6-6, sarà super tie-break. Epilogo degno di una sfida ai massimi livelli sportivi, che si proietta verso 10 punti che scriveranno la storia del torneo. Parigi vuole infatti che il quinto set, al tie-break, si giochi a 10 punti, ma nulla avrebbe comportato la canonica corsa ai 7 punti, stante lo strapotere che lo spagnolo ha avuto la capacità di far emergere nel momento più delicato della partita. Mai neppure la speranza di recuperare l’immediato vantaggio, Sinner è costretto a cadere con un 10-2 che scrive la parola fine su uno dei match più spettacolari a memoria d’uomo. Lo spagnolo ha saputo aggiungere un guizzo che gli è valso la vittoria, ma soprattutto ha avuto la capacità di non tentennare davanti ai tre match point che la Volpe Rossa non ha saputo sfruttare a dovere. Ancora una volta allora Alcaraz si conferma il re della terra rossa, tra il tifo ammaliato del pubblico ed i sinceri complimenti del rivale italiano, scottato per la quinta sconfitta consecutiva con lo spagnolo, ma ansioso di attenderlo a Wimbledon, per un gioco più veloce e tutta l’eleganza del completo bianco. Non si trascuri peraltro lo straordinario rientro di Jannik Sinner, che dopo tre mesi di stop ha avuto la capacità di prendersi due finali e, seppur rinunciando al Grande Slam per il 2025, ha mostrato al mondo intero che il ragazzo di San Candido è tutt’altro che indebolito dalla squalifica. Si conclude allora anche questa edizione del torneo, con il quinto Slam nelle mani di Carlos Alcaraz, ancora numero due al mondo, stella polare del tennis mondiale, che per anni ancora dovrà fare i conti con la luce del suo avversario, per un duopolio che sembra avere origini sovrannaturali.




