Una Roma senz’anima vince su rigore
E’solo il terzo match nella nuova Europa League ma è già decisivo per proseguire nel percorso europeo, servono i tre punti e i tre punti arrivano anche se la vittoria è solo grazie ad un rigore nonostante la Dinamo abbia scelto di schierare le seconde linee per tutelare la classifica nel campionato nazionale.
Juric propone il solito schema di gioco con Baldanzi e Pisilli nel nuovo ruolo di trequartista con il rientrante Le Fee e Kone a centrocampo mentre Hermoso rimpiazza Mancini influenzato. La Dinamo si schiera con i cinque a centrocampo e con le due punte Guerrero e Voloshyn.
Gli avversari sono modesti, arrendevoli giunti all’Olimpico con un atteggiamento da provinciale che non ripartono mai dal basso e non prendono rischi in attacco preferendo i lanci lunghi ad azioni manovrate ma questo non ingolosisce i giallorossi che, eccetto il primo quarto d’ora, tornano al solito torpore ed al solito canovaccio uguale lancio lungo per Dovbyk.
Al 22’ la svolta della partita. Mykhavko strattona per la maglia Pisilli che cade in area. Dovbyk contro il suo connazionale non sbaglia e la Roma va in vantaggio. Dopo tre minuti con un’azione solitaria ci prova Baldanzi a raddoppiare ma il suo tiro a giro va fuori di poco.
Nonostante le premesse la Roma non cambia passo e la Dinamo ne approfitta facendosi pericolosa, complice un erroraccio di Le Fee in impostazione, prima con un destro al volo di Tymchyk e poi con un tiro di Guerrero che Svilar respinge.
Ad inizio ripresa Dvbik manca il tap-in vincente su angolo di Le Fee ma non succede niente di memorabile fino ai cambi di Juric che mette in campo prima Cristante e Shomurodov e poco dopo Dybala e Pellegrini che mettono un po’ di verve nel match ma non basta.
Interessante il tiro potente del Capitano giallorosso da venti metri che finisce fuori di poco ma la più bella azione della partita, scambio veloce nello stretto tra Pellegrini e Dybala, è vanificata dall’enorme errore di Shomurodov che raccoglie l’assist di Dybala e manda fuori da due passi dalla porta difesa da Neshcheret.
La partita non si chiude e la Roma soffre nel finale quando Pellegrini nell’extra time va a recuperare un pallone pericoloso nella sua area.
Finisce con qualche paura di troppo una partita con troppe sbavature e tanto possesso sulla trequarti ma poca qualità nell’inventare gioco. La Roma non alza mai i ritmi di gioco che sono blandi e sterili, manca coraggio nell’andare al tiro forse per la paura di sbagliare nonostante il grido, costante e continuo, della Sud che non riesce a permeare il muro del suono che divide la squadra e lo stadio. Non arriva quella carica che scuote nel profondo, che dà coraggio per le giuste scelte di gioco, che spazza via paura e lentezza.
E domenica a Firenze sarà una partita spartiacque, forse finalmente vedremo le “bestie” di cui parla Juric.
TABELLINO
Roma (3-4-2-1): Svilar, Hermoso, Ndicka, Angelino, Celi, Le Fee (53’ Cristante), Kone, Zalewski, Baldanzi (68’ Dybala), Pisilli (68’ Pellegrini), Dovbyk (53’ Shomurodov). All.: Juric
Dinamo Kyiv (3-5-2): Neshcheret, Mykhavko, Popov, Bilovar, Vivcharenko, Rubchynskyi (63’Brazhko),Andriyevskiy (63’ Shaparenko), Mykhaylenko (81’ Buyalskyy), Guerrero (68’ Vanat), Voloshyn (63’ Kabaev). All: Shovkovsky
Marcatori: 23’ Dovbyk (R)
Arbitro: Gozubuyuk (NED)




