GP Portogallo: Hamilton vince di forza su Bottas, secondo Verstappen

GP Portogallo: Hamilton vince di forza su Bottas, secondo Verstappen

Il 2 a 1 in questo terzo round del Mondiale 2021 va a Lewis Hamilton. Nella lotta mondiale contro la Red Bull di Max Verstappen, ammesso che la scuderia anglo-austriaca mantenga questo ritmo per il resto della stagione, il campione inglese torna alla vittoria in Portogallo sul circuito di Portimão dopo l’errore di Imola. Lo fa con una gara volitiva, andandosi a prendere la leadership a suon di sorpassi contro i suoi avversari e compagni di squadra.

Nelle qualifiche la pole è andata a Bottas, davanti a Hamilton, alle due Red Bull di Verstappen e Perez e alla Ferrari di Carlos Sainz. Solo ottavo Leclerc con l’altra Rossa.

Al via Bottas mantiene la posizione mentre Sainz supera Perez e si porta ai margini del podio. Il finlandese tenta subito di allungare ma già al secondo giro interviene la safety car per l’incidente di Raikkonen. Alla ripartenza è Verstappen a scattare meglio di tutti, mettendo a segno un bel sorpasso all’esterno in fondo al rettilineo su Hamilton. L’inglese è ora in terza posizione ma da lì costruisce subito la manovra successiva che gli consentirà di riprendersi tutto con gli interessi. Al giro 10 è già in scia all’olandese e lo sorpassa all’interno nello stesso punto. Max tenta di resistere all’esterno al tornante successivo ma Lewis lo accompagna e il secondo posto è suo. Nella ripartenza dopo la safety car è anche la Ferrari di Sainz a soffrire, perendo due posizioni su Perez e sulla Mclaren di Norris. Da qui in poi la gara dello spagnolo diventerà un calvario: con una strategia differente e gomme più dure rispetto a Leclerc, subisce vari sorpassi in tutta la gara fino a concludere fuori dai punti in undicesima posizione. Intanto Hamilton ha già raggiunto Bottas al giro 20 e dopo avergli preso la scia lo passa in rettilineo all’esterno con una manovra che non lascia replica al compagno di squadra e la gara in sostanza finisce qui, con Lewis che non sarà più impensierito fino al traguardo. Il sorpasso subito fa invece molto male a Bottas, il quale dopo il primo pit stop scoda vistosamente e permette a Verstappen di affiancarsi. L’olandese si butta dentro e toglie anche la piazza d’onore al finlandese. Più indietro, Perez sorpassa Norris per la quarta posizione e la Red Bull ritarderà la sua sosta per mandarlo in testa e rallentare Hamilton appena uscito dal suo pit stop e dare modo a Verstappen di avvicinarsi ma la tattica fallisce. Le gomme del messicano sono ormai alla frutta mentre Lewis ha gomme fresche e si sbarazza in fretta della seconda Red Bull. Fino alla fine le posizioni rimangono invariate mentre l’altra Rossa di Charles Leclerc conclude in sesta pozione dietro alla Mclaren di Norris, che si conferma il rivale numero uno della Scuderia di Maranello per la lotta al terzo posto nella classifica costruttori. A punti anche le sue Alpine Renault con Ocon davanti ad Alonso e l’altra Mclaren di Ricciardo, il quale sta vivendo inizio di stagione sottotono dopo il passaggio al team di Woking rispetto al compagno Norris. Lewis Hamilton trionfa quindi in Portogallo davanti a Max Verstappen e Valtteri Bottas.

Negli ultimi giri di gara Verstappen e Bottas decidono di fermarsi una seconda volta per montare gomme rosse e strappare il punto per il giro più veloce, complice l’ampio distacco che li mette al sicuro dagli inseguitori. Max strappa il punticino aggiuntivo ma gli viene cancellato per aver oltrepassato la riga bianca nell’ultima curva dell’ultimo giro. Il punto viene quindi assegnato a Bottas e l’olandese sbotta giustamente a fine gara contro l’assurda norma sui track limits che la federazione ha deciso stolidamente di voler applicare alla lettera in questa stagione, affermando il principio della tolleranza zero. Dopo le polemiche in Bahrein per il discusso sorpasso tra Verstappen ed Hamilton, la questione torna ancora alla ribalta e ci si chiede che forse sia il caso di essere più tolleranti verso una norma in apparenza sacrosanta che però non può essere applicata come si applica un’infrazione al codice della strada, poiché i piloti di Formula 1 non guidano ma svolgono un’attività diversa che si chiama correre in pista e che non può essere trattata come se si recassero a fare la spesa da Ikea. Questa ottusità nella solerzia di applicare il regolamento alla lettera ha già fatto vari danni in passato e non bisogna permettere a questa miopia da contabili e pallottolieri di influenzare l’esito di una gara, o peggio, di un campionato, togliendo tutto il pathos, tutta la vitalità e tutta quell’atmosfera di magia che sono alla base delle corse in automobile, uccidendo di fatto lo spirito sportivo della competizione ed è già un fatto che diversi piloti esitino prima di intraprendere determinate manovre per paura di beccarsi una penalità. A tutto questo è doveroso dare un taglio. Qui non si sta chiedendo di non applicare il regolamento, ci mancherebbe, si sta solo chiedendo di usare buonsenso.

Ordine d’arrivo:

  1. Hamilton (Mercedes)
  2. Verstappen (Red Bull-Honda)
  3. Bottas (Mercedes)
  4. Perez (Red Bull-Honda)
  5. Norris (Mclaren-Mercedes)
  6. Leclerc (Ferrari)
  7. Ocon (Alpine Renault)
  8. Alonso (Alpine Renault)
  9. Ricciardo (Mclaren-Mercedes)
  10. Gasly (AlphaTauri-Honda)
  11. Sainz (Ferrari)
  12. Giovinazzi (Alfa Romeo Sauber)
  13. Vettel (Aston Martin)
  14. Stroll (Aston Martin)
  15. Tsunoda (AlphaTauri-Honda)
  16. Russell (Williams-Mercedes)
  17. Schumacher (Haas-Ferrari)
  18. Latifi (Williams-Mercedes)
  19. Mazepin (Haas-Ferrari)
  20. Raikkonen (Alfa Romeo Sauber) ritirato, incidente
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