Gp Bahrein: Red Bull regala la vittoria a Hamilton, Verstappen cede la posizione a tre giri dal termine per paura di una possibile penalità

Gp Bahrein: Red Bull regala la vittoria a Hamilton, Verstappen cede la posizione a tre giri dal termine per paura di una possibile penalità
Immagine tratta da f1grandprix.motorionline.com

Neanche inizia il Mondiale che già al primo appuntamento fioccano le polemiche. Dopo una bellissima gara con tanto di duello finale al cardiopalma emergono gli effetti nefasti dell’estremo ed esagerato clima di penalizzazione che da anni sembra aver gettato l’ombra sui risultati dei gran premi di Formula 1. Ieri sul circuito di Sakhir, in Bahrein, Max Verstappen meritava più di tutti la vittoria, dopo la bellissima pole al sabato, il ritmo forsennato in gara, l’errore di strategia della sua Red Bull che lo ha fatto scivolare al secondo posto dopo il primo pit stop, la rimonta indiavolata e il sorpasso nei giri finali su Hamilton. Ma poi cosa succede? L’olandese rallenta, cede la leadership al giro 53 poche curve dopo il sorpasso, di fatto regalando la vittoria a Lewis Hamilton. E tutto questo perché? Perché nel pre-gara la direzione non è stata in grado di stabilire con chiarezza una norma che regolasse l’approccio al limite della pista nella curva 4. Team e piloti sono rimasti disorientati su come comportarsi in caso di sorpasso in quel punto, con la vettura di poco oltre i limiti della pista. Max Verstappen ha sorpassato Hamilton proprio lì, con tutte e quattro le ruote fuori dalla linea e quindi in teoria infrangendo il regolamento. Tuttavia nessuna comunicazione della direzione gara aveva paventato una penalità in tal senso ma alla Red Bull i dubbi sono stati più forti della voglia di rischiare ed hanno imposto al proprio pilota di cedere la posizione temendo di ricevere una penalità a fine gara. Un clima di terrore che terrorizza squadre e piloti. Roba da stato totalitario. Un clima che francamente, ci ha rotto le scatole. Perché non è possibile che la competizione sia ridotta a codici e codicilli in grado di influenzare il risultato per due o quattro ruote fuori posto. Da anni si chiede di lasciar correre i piloti liberamente, con tutte le regole del caso in materia di tagli di pista palesi e scorrettezze varie, Ma non così. Sono innumerevoli i casi che si possono citare negli ultimi anni, di risultati capovolti a tavolino il giorno dopo a causa di infrazioni da parcheggio sulle strisce blu. Anche quando la direzione di gara non interviene, riesce a porre le condizioni per un clima di paura che induce i protagonisti a tagliarsi le gambe da soli. Ai tempi di Gilles Villeneuve e Renè Arnoux, ma anche di Senna e Prost, tutto questo sarebbe parso inaccettabile. Perché troppo spesso si dimentica che chi guida una vettura di Formula 1 non sta guidando per andare a fare la spesa al supermercato ma sta correndo. Guidare e correre sono due cose diverse e troppo spesso gli interventi dei giudici di gara sono sembrati dare l’impressione che non ci sia alcuna differenza.

Verstappen ha tentato di nuovo la rimonta negli ultimi tre giri e per pochissimo non è arrivato a sorpassare di nuovo l’inglese, il quale ha così festeggiato la sua prima vittoria del 2021, davanti all’olandese ed al compagno Bottas. In chiaroscuro invece i piloti debuttanti nelle nuove scuderie. Il debutto in Rosso di Carlos Sainz è sembrato più che convincente dopo un doppio sorpasso ai danni di due campioni come Vettel ed Alonso e il relativo ottavo posto finale. La Ferrari è nettamente migliore dello scorso anno ma molto lontana da Mercedes e Red Bull e l’obiettivo realistico di questa stagione sembra essere la lotta al terzo posto contro la Mclaren. Leclerc ha esaltato come sempre, superando Bottas al via con la solita classe e velocità ma nulla ha potuto contro il ritorno del finlandese e contro la Mclaren di Lando Norris, ottimo quarto, ed il monegasco si è quindi dovuto accontentare della sesta posizione. Retrogusto amaro invece per il debutto di Perez in Red Bull: il messicano si è qualificato a centro gruppo e nel giro di formazione la sua vettura si è spenta costringendolo a partire dai box in ultima posizione. Ma Sergio, grazie anche ad una ottima vettura e ad un ottimo motore Honda, ha rimontato a suon di sorpassi fino al quinto posto finale. Resta l’amaro in bocca se fosse partito più avanti, data la performance dall’altra Red Bull del compagno. Amaro anche il debutto di Ricciardo con la Mclaren e il nuovo motore Mercedes: l’australiano ha sofferto il compagno di squadra Norris per tutto il weekend e non ha mai dato l’impressione di poter riprendere la Ferrari di Leclerc davanti a lui, dietro la quale ha terminato in settima posizione. Sfortunato il ritorno di Alonso con la Alpine (il nuovo nome della Renault da quest’anno). Il campione spagnolo dopo due anni di stop ha dato spettacolo contro Vettel e Sainz e sembrava avviato ad un onesto ottavo posto, più che buono dato il livello della vettura, ma è stato costretto al ritiro per un guasto ai freni. Nulla in confronto al debutto di Sebastian Vettel con la, a sua volta debuttante, Aston Martin. Il tedesco ha avuto problemi per gran parte delle qualifiche dove è scattato dal terzultimo posto per non aver rispettato le bandiere gialle. Seb ha fatto divertire i tifosi nel duello con Alonso e Sainz ma al di fuori dei ruota a ruota non è parso a suo agio con la vettura, fino al momento in cui ha tamponato Ocon nelle fasi finali di gara, incidente per il quale si è beccato dieci secondi di penalità sul tempo finale di gara che lo hanno relegato in quindicesima posizione. Ma anche la nuova Aston Martin non è sembrata in linea con le aspettative. Rispetto alla Racing Point dello scorso anno, team che la casa inglese ha acquistato per tornare in Formula 1 per la prima volta dal 1960, la vettura è apparsa nettamente meno competitiva, anche se dopo la prima gara, di margini di miglioramento ce ne saranno per tutti. Da citare il debutto di Mick Schumacher, figlio del grande Michael, a bordo della Haas. Il giovane tedesco, dopo un testacoda iniziale, si è limitato a portare la vettura al traguardo, pensando soprattutto ad accumulare esperienza a bordo di una vettura non certo competitiva alla sua prima gara in Formula 1.

Ordine d’arrivo:

  1. Hamilton (Mercedes)
  2. Verstappen (Red Bull-Honda)
  3. Bottas (Mercedes)
  4. Norris (Mclaren-Mercedes)
  5. Perez (Red Bull-Honda)
  6. Leclerc (Ferrari)
  7. Ricciardo (Mclaren-Mercedes)
  8. Sainz (Ferrari)
  9. Tsunoda (AlphaTauri-Honda)
  10. Stroll (Aston Martin)
  11. Raikkonen (Alfa Romeo Sauber)
  12. Giovinazzi (Alfa Romeo Sauber)
  13. Ocon (Alpine Renault)
  14. Russell (Williams-Mercedes)
  15. Vettel (Aston Martin)
  16. Schumacher (Haas)
  17. Gasly (AlphaTauri-Honda) ritirato, incidente
  18. Latifi (Williams-Mercedes) ritirato, turbo
  19. Alonso (Alpine Renault) ritirato, freni
  20. Mazepin (Haas) ritirato, incidente
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