Gp Bahrein: incidente terrificante, esplode l’auto di Grosjean. Il pilota in salvo se la cava con un paio di ustioni. Vince Hamilton

Gp Bahrein: incidente terrificante, esplode l’auto di Grosjean. Il pilota in salvo se la cava con un paio di ustioni. Vince Hamilton

Di incidenti gravi in Formula 1 ne abbiamo visti tanti e quelli con vetture che prendono fuoco ci fanno tornare bruscamente agli anni settanta. Guardando di nuovo le immagini dell’incidente avvenuto domenica scorsa nel corso del Gran Premio del Bahrein, la prima cosa che ci si chiede è come abbia fatto Romain Grosjean ad uscirne tutto intero. L’evento si è consumato nel corso del primo giro subito dopo la prima curva. Il pilota francese nato in Svizzera ha scartato bruscamente a destra in un tentativo di sorpasso, colpendo con la ruota posteriore destra della sua Haas la AlphaTauri del russo Daniil Kvyat. La dinamica del contatto ha innescato un effetto pendolo che ha fatto puntare la vettura in direzione frontale verso il guard rail posizionato sul lato destro della pista. La Haas ha colpito le barriere a circa 221 chilometri orari. L’altissima velocità ha consentito alla monoposto di perforare anteriormente la barriera in metallo e l’urto è stato talmente forte da spezzare la vettura in due tronconi. Il distacco della parte posteriore con il motore e il cambio ha fatto esplodere il serbatoio che in quel momento era pieno poiché la gara era iniziata solo da pochi secondi. L’auto è stata quindi avvolta immediatamente da una grande palla di fuoco che ha fatto temere il peggio per il pilota francese. La Medical Car è arrivata sul posto quasi in contemporanea e ciò ha consentito al medico di gara e ai commissari di pista di intervenire con gli estintori. Per pochi, lunghissimi secondi non si è avuta traccia del pilota quando all’improvviso è stato visto emergere dall’incendio, saltare il guard rail ed essere raggiunto dal medico di gara che ha provveduto immediatamente a portarlo al centro medico dell’autodromo e successivamente all’ospedale della capitale Manama in elicottero. Romain Grosjean è uscito da quell’inferno con le sue gambe e anche se non ha riportato ferite gravi, tralasciando alcune ustioni sui dorsi delle mani e uno strappo ad un legamento, è stato estremamente fortunato.

Gp Bahrein 2020La gara è stata immediatamente interrotta con l’esposizione della bandiera rossa e ha potuto riprendere solo dopo circa un’ora e mezza. Le immagini dei rottami della vettura testimoniano il grandissimo rischio corso dal pilota: infatti la monoposto, come già detto, ha perforato il guard rail con il muso e il dispositivo cha ha salvato la vita a Grosjean è stato l’Halo (aureola in inglese), la barriera in titanio che dal 2018 viene installata su tutte le vetture per proteggere la testa del pilota. L’Halo ha colpito anch’esso la barriera in una posizione più in alto rispetto al muso deformandola e piegandola. Questo si può notare osservando attentamente le immagini appena successive all’incidente dove si nota chiaramente che il foro nelle barriere ricalca grossomodo la larghezza e l’altezza del musetto della monoposto. Senza l’Halo, sicuramente Romain avrebbe colpito la parte superiore della barriera con il casco e la spaventosa decelerazione lo avrebbe condotto alla morte istantanea. Al momento il pilota è ancora in convalescenza e le sue dimissioni dall’ospedale sono previste per domani mattina. Con tutta probabilità salterà la prossima gara, sempre in Bahrein, se non addirittura l’ultimo appuntamento della stagione ad Abu Dhabi.

L’esito a lieto fine dell’incidente di domenica testimonia inequivocabilmente gli enormi passi avanti nella sicurezza fatti in Formula 1 negli ultimi anni e testimonia altresì che per quanto la sicurezza si possa migliorare, una percentuale altissima di rischio è sempre presente. Un altro fattore che ha contribuito ad aiutare Romain Grosjean sono le strettissime norme in materia di crash test che obbligano il costruttore a porre le condizioni che dopo un impatto ad alta velocità, a vettura una volta ferma, il pilota debba poter uscire dall’abitacolo in non più di cinque secondi. In quegli attimi quindi chi guida la vettura deve poter slacciare le cinture, togliere il volante e uscire fuori. Con cadenza periodica i piloti sono soliti allenarsi per questi test in modo da ridurre il più possibile le conseguenze da impatto. In più, dal 2003 ogni pilota indossa il collare Hans (Head and Neck Support), il quale limita le oscillazioni del collo e della testa in seguito alle violente decelerazioni in modo da ridurre dell’80% le forze provocate dall’improvvisa riduzione di velocità. Ovviamente hanno svolto egregiamente il loro lavoro anche le tute ignifughe, progettate per poter resistere fino ad una temperatura di 850 C°.

La gara ha potuto riprendere solo dopo circa novanta minuti, una volta rimossi i detriti e sostituita la barriera in metallo con una in cemento. La gara ha visto il riaffermarsi di Lewis Hamilton che ha dominato praticamente indisturbato mentre alla sue spalle il compagno Bottas, l’unico in grado di insidiarlo, partiva male e concludeva mestamente in ottava posizione. Al secondo posto ha concluso Max Verstappen, troppo lontano per minacciare Hamilton e troppo lontano per essere impensierito dagli inseguitori. A tre giri dalla fine si delineava un podio Hamilton-Verstappen-Perez ma proprio in quel momento il motore Mercedes della Racing Point del messicano ha emesso una striscia di fumo che si è trasformata in lingue di fuoco in pochi secondi. Perez ha dovuto quindi cedere il gradino più basso del podio ad Alexander Albon, permettendo quindi alla Red Bull un doppio podio. Anche l’altra Racing Point di Stroll non è stata fortunata: il canadese infatti, è stato costretto al ritiro dopo un contatto con Kvyat che ha fatto capottare a ruote in aria la vettura. Grande spavento ma Lance è uscito dalla vettura completamente illeso. Degna di nota la bellissima gara di Sainz, il ferrarista in pectore ha portato infatti la sua Mclaren dal quindicesimo posto in griglia al quinto posto finale il quale, aggiunto al quarto posto del compagno Norris, ha permesso al team inglese di portare a casa punti pesanti. Male invece la Ferrari, che dopo l’ottimo risultato di due settimane fa in Turchia non è andata oltre il decimo posto di Leclerc e il tredicesimo di Vettel. Si correrà di nuovo già la prossima settimana sempre qui in Bahrein sulla stessa pista per il Gran Premio di Sakhir, sulla falsariga di quanto fatto in Austria e Gran Bretagna sdoppiando alcuni appuntamenti per avere un calendario accettabile vista l’attuale pandemia. Tuttavia la settimana prossima si correrà su una versione diversa di questo tracciato dove non si utilizzerà la parte centrale più tortuosa e guidata ma verranno uniti i principali rettilinei in modo da costituire una pista più veloce e un pizzico di novità in più.

Ordine d’arrivo:

  1. Hamilton (Mercedes)
  2. Verstappen (Red Bull-Honda)
  3. Albon (Red Bull-Honda)
  4. Norris (Mclaren-Renault)
  5. Sainz (Mclaren-Renault)
  6. Gasly (AlphaTauri-Honda)
  7. Ricciardo (Renault)
  8. Bottas (Mercedes)
  9. Ocon (Renault)
  10. Leclerc (Ferrari)
  11. Kvyat (AlphaTauri-Honda)
  12. Russell (Williams-Mercedes)
  13. Vettel (Ferrari)
  14. Latifi (Williams-Mercedes)
  15. Raikkonen (Alfa Romeo Sauber)
  16. Giovinazzi (Alfa Romeo Sauber)
  17. Magnussen (Haas)
  18. Perez (Racing Point-Mercedes) ritirato, motore
  19. Stroll (Racing Point-Mercedes) ritirato, incidente
  20. Grosjean (Haas) ritirato, incidente
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