Nürburgring: Lewis Hamilton eguaglia Michael Schumacher con la vittoria numero 91

Nürburgring: Lewis Hamilton eguaglia Michael Schumacher con la vittoria numero 91
Immagine tratta da f1grandprix.it

Alla fine ci è arrivato. Novantun vittorie sembravano un record difficile da scalfire o addirittura anche solo da avvicinare, invece sono state raggiunte dopo soli tredici anni. Certo, con una Mercedes così superiore da sei anni, dai e dai, con dieci vittorie a stagione, prima o poi ci arrivi, specialmente se l’unico avversario è il tuo compagno di squadra e non è più Nico Rosberg ma Valtteri Bottas. Dunque onore al merito, anche se c’è molto di Mercedes in questi numeri e meno di Lewis Hamilton. Per carità, non per sminuire nessuno, ma una vettura così superiore rispetto alle altre è stata fondamentale per raggiungere il numero di vittorie di Michael Schumacher. Qualcuno dirà che anche le Ferrari di Michael erano superiori rispetto alla concorrenza. Vero, ma non tutte. Le Rosse con un livello di superiorità simile alle Mercedes di questi anni erano quelle del 2002 e del 2004, tutte le altre erano Ferrari ottime ma sullo stesso livello dei rivali, per non parlare delle Benetton del biennio 1994-1995, vetture inferiori alla concorrenza con le quali però Michael vinse lo stesso il mondiale, così come con le Ferrari del 2000 e del 2003, dotate di una competitività alla pari con le rivali e con le quali il mondiale arrivò faticosamente solo all’ultima gara. Rimane il 2001, anno in cui una Ferrari alla pari con la Mclaren dominò a causa della scarsa affidabilità di quest’ultima. Lewis Hamilton ha invece avuto a disposizione vetture dominatrici in tutto e per tutto per più di sei anni. In questo arco di tempo l’unica parentesi in cui una squadra rivale aveva messo in discussione la supremazia della Mercedes è stata la Ferrari del biennio 2017-2018 ma per il resto la Mercedes non ha avuto nessun rivale dal 2014 e continua a non averne. Alla guida di vetture così superiori Lewis ha perso anche un mondiale nel 2016, in cui fu battuto dal compagno Nico Rosberg. Da quando il tedesco non c’è più e la Ferrari è caduta in un tunnel dal quale ancora non riesce ad uscire, Hamilton non ha avuto più ostacoli. Vero che anche lui ha corso durante la sua carriera con vetture che non erano il massimo come ad esempio la Mclaren del 2009 ma per il resto ha sempre guidato vetture al top. Al contrario Michael Schumacher ha vinto mondiali anche con vetture non al top, se non sensibilmente inferiori, cosa che Lewis Hamilton ancora non è riuscito a fare.

Domenica scorsa il record è stato raggiunto nel corso del Gran Premio dell’Eifel, in Germania sul circuito del Nürburgring, proprio sul circuito di casa di Michael Schumacher. Dopo diverse sessioni di prove libere annullate a causa della nebbia e della pioggia, i piloti hanno iniziato a girare seriamente solo dalle qualifiche. Qui Valtteri Bottas ha ottenuto la pole position seguito dal compagno Hamilton e a seguire dalla Red Bull di Verstappen e dalla sorprendente Ferrari di Leclerc.

Al via Hamilton ha subito provato l’attacco al compagno ma il finlandese è stato bravo a difendersi e si è tenuto la prima posizione. In pochi giri le Mercedes hanno fatto il vuoto, staccando nettamente la Red Bull di Max Verstappen mentre dietro Charles Leclerc faceva da tappo sugli inseguitori. Già dopo dieci giri Ricciardo ha sorpassato Leclerc con il monegasco della Ferrari che lottava strenuamente per la posizione senza concedere un millimetro in più all’avversario. Poco dopo Valtteri Bottas ha commesso un errore in frenata alla prima curva, andando lungo e venendo superato dal compagno. Pochi giri dopo il finlandese è stato costretto al ritiro per la rottura del motore. Nello stesso momento è iniziato un bellissimo duello per la quinta posizione tra Lando Norris e Sergio Perez. Alla fine ha avuto la meglio il messicano, grazie anche ad alcuni problemi meccanici alla vettura di Norris che ne hanno rallentato il ritmo. Perez ha dato poi vita anche ad un bel duello con Leclerc per il quarto posto. I due si sono superati e risuperati ma la Racing Point ne aveva certamente di più e alla fine ha avuto la meglio. Successivamente anche Lando Norris è stato costretto al ritiro per la rottura del motore che da diversi giri gli stava creando problemi. Il britannico si è fermato in sicurezza nella via di fuga ma nonostante ciò, come già accaduto diverse volte quest’anno, la direzione gara ha fatto entrare in azione la safety car annullando i distacchi.

 Al restart Hamilton ha tenuto la leadership mentre dietro di lui Perez ha sfidato Ricciardo per il terzo posto ma l’australiano è riuscito a resistere. Charles Leclerc ha invece dovuto cedere a Sainz già prima della safety car e a Gasly subito dopo la ripartenza. Il ferrarista è stato poi insidiato anche da Hulkenberg (sostituto del febbricitante Stroll) per il settimo posto ma pè riuscito ad avere ragione del tedesco e a chiudere in settima posizione. Hamilton ha quindi tagliato il traguardo e a cogliere la novantunesima vittoria davanti a Verstappen e a Ricciardo, il quale ha riportato la Renault sul podio permettendo al team di Enstone di posizionarsi tra i primi tre per la prima volta dal 2015.

Ordine d’arrivo:

  1. Hamilton (Mercedes)
  2. Verstappen (Red Bull-Honda)
  3. Ricciardo (Renault)
  4. Perez (Racing Point-Mercedes)
  5. Sainz (Mclaren-Renault)
  6. Gasly (AlphaTauri-Honda)
  7. Leclerc (Ferrari)
  8. Hulkenbeg (Racing Point-Mercedes)
  9. Grosjean (Haas-Ferrari)
  10. Giovinazzi (Alfa Romeo Sauber)
  11. Vettel (Ferrari)
  12. Raikkonen (Alfa Romeo Sauber)
  13. Magnussen (Haas-Ferrari)
  14. Latifi (Williams-Mercedes)
  15. Kvyat (AlphaTauri-Honda)
  16. Norris (Mclaren-Renault) ritirato, motore
  17. Albon (Red Bull-Honda) ritirato, radiatore
  18. Ocon (Renault) ritirato, sistema idraulico
  19. Bottas (Mercedes) ritirato, motore
  20. Russell (Williams) ritirato, incidente
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