Gp Austria: vince Bottas davanti a Leclerc e Norris tra mascherine, porte chiuse e un omaggio a Black Lives Matter

Gp Austria: vince Bottas davanti a Leclerc e Norris tra mascherine, porte chiuse e un omaggio a Black Lives Matter
Immagine tratta da f1grandprix.it

Dopo il rinvio della partenza della stagione 2020 dovuto alla pandemia di Covid-19, finalmente il Campionato Mondiale di Formula 1 è ripartito ieri sulla pista austriaca di Zeltweg. Come già accennato in precedenza (qui), l’attuale calendario ha solo otto appuntamenti di cui due ripetuti ma sono tuttora allo studio ipotesi per inserire ulteriori gare da settembre almeno fino a fine anno.

L’atmosfera del primo Gran Premio post pandemia è stata del tutto particolare: oltre all’assenza degli spettatori a causa della decisione di correre a porte chiuse, ha fatto un certo effetto vedere piloti e membri delle varie squadre indossare costantemente la mascherina (rigorosamente in tinta con le varie livree delle monoposto) sia nelle interviste che nei festeggiamenti del dopo gara. Degna di nota anche l’iniziativa di Lewis Hamilton in prima fila nel combattere il razzismo con il suo progetto The Hamilton Commission avente lo scopo di avvicinare i giovani ragazzi di colore al mondo delle corse automobilistiche e all’ingegneria ad esse legata. L’iniziativa è stata supportata anche da quella delle FIA, la quale ha donato un milione di euro alla fondazione We Race As One, la quale ha l’obiettivo di rimuovere le barriere sociali in modo da rendere accessibile solo grazie al proprio talento il mondo delle competizioni automobilistiche. Poco prima del via tutti i piloti hanno reso omaggio al movimento Black Lives Matters, alcuni inginocchiandosi come Lewis Hamilton e Sebastian Vettel, altri osservando un minuto di silenzio in piedi come Charles Leclerc, Max Verstappen e Kimi Raikkonen.

Tornando alla gara, le qualifiche hanno visto una Mercedes nettamente superiore con Bottas in pole position ed Hamilton subito dietro, salvo poi essere retrocesso al quinto posto per non aver rallentato in regime di bandiere gialle durante le prove libere. In prima fila quindi è salita la Red Bull di Verstappen, seguita dalla Mclaren di Lando Norris e dall’altra Red Bull di Albon. In crisi nera invece la Ferrari, alle rese con una vettura che sembra proprio nata male, qualificata al settimo posto con Leclerc e addirittura all’undicesimo con Vettel.

Al via le posizioni rimangono invariate, con l’unica eccezione di Vettel che supera Ricciardo per il decimo posto. La Mercedes di Bottas va subito via mentre Albon supera Norris per il terzo posto, seguito a ruota da Hamilton che prende anche lui la posizione sul connazionale. Il campione inglese passa anche Albon, per salire in terza posizione pochi giri dopo ed è già in zona podio. Il primo colpo di scena arriva al giro 11 quando la Red Bull di Verstappen in seconda posizione inizia a singhiozzare per poi ritirarsi. Cambio fuori uso e gara finita. Ora le Mercedes dominano la gara, al giro 25 entra la safety car per rimuovere la Haas di Magnussen nella via di fuga. Un intervento della vettura di sicurezza assolutamente inutile che però ricompatta il gruppo e ne approfittano tutti per cambiare le gomme. Bottas guida la classifica davanti a Hamilton, Albon, Norris, Perez, Leclerc, Sainz e Vettel. Alla ripartenza Sainz prova a infastidire Leclerc che resiste al tentativo, lo spagnolo va largo alla curva Remus dove però Vettel cerca d’infilarsi. Le vetture si toccano e il tedesco finisce in testacoda piombando in quindicesima posizione. Le Mercedes intanto prendono di nuovo il largo, dai box sono preoccupati per l’affidabilità e dicono ai piloti di evitare i cordoli. Nello stesso momento Perez sorpassa la Mclaren di Norris per la quarta posizione. Al giro 50 entra di nuovo in azione la safety car, ancora una volta in modo gratuito ed inutile per rimuovere la Williams di Russell a bordo pista, tutti ne approfittano per cambiare le gomme tranne le due Mercedes e la Racing Point di Perez che continuano. Alla ripartenza le Mercedes di Bottas ed Hamilton guidano il gruppo davanti a Perez, Albon, Norris e Leclerc. Albon infila subito Perez ma subito dopo la safety car entra di nuovo in azione, questa volta però per un valido motivo. Infatti nel giro di ripartenza l’Alfa Romeo di Raikkonen perde la ruota anteriore destra fissata male ai box. Il finlandese si ferma a bordo pista, anche per lui gara finita. All’ennesima ripartenza il gruppo è di nuovo ricompattato e a scattare meglio di tutti è Alex Albon che affianca Hamilton all’esterno alla curva Schlossgold e lo supera, una manovra da manuale ma il thailandese pizzica la posteriore destra contro l’anteriore sinistra di Hamilton e finisce in testacoda nella ghiaia. Nella stessa curva tre giri dopo è invece Leclerc, con una manovra quasi identica a sorpassare Norris per il quarto posto. Siamo al giro 66 e manca poco alla fine quando Leclerc prende la scia a Perez, in evidente crisi di gomme, e tira una staccata spaventosa al messicano, sorpassandolo all’interno della curva Remus. Nello stesso istante la direzione gara penalizza Hamilton di cinque secondi per l’incidente con Albon. Una misura eccessiva dato che il contatto non era intenzionale e Lewis aveva il volante tutto girato a destra, un classico incidente di gara. Dietro la battaglia infuria ancora, Norris sorpassa Perez con i due che si toccano, sempre alla curva Remus. Valtteri Bottas vince quindi la gara dopo aver dominato e controllato dall’inizio alla fine. La penalità ad Hamilton consente quindi a Leclerc e Norris di andare sul podio al secondo e terzo posto, il primo in carriera per il ventenne inglese, seguito appunto da Hamilton e Sainz che ha passato Perez all’ultimo giro. Albon nel frattempo viene al ritiro per un problema elettronico mentre Vettel non va oltre il decimo posto dopo il testacoda iniziale. Su 20 vetture partenti solo 11 hanno visto il traguardo, a conferma di un’affidabilità ancora non al top per diverse squadre. Prossimo appuntamento domenica prossima sulla stessa pista per il Gran Premio di Stiria.

Il risultato della gara di oggi denota ancora una Mercedes una spanna sopra tutti gli altri, poi una Red Bull molto veloce ma estremamente inaffidabile. Il team anglo-austriaco, dopo i grandi proclami durante questi mesi, oggi ha portato due clamorosi zeri in casella con entrambe le vetture, ma arriveranno tempi migliori. A seguire c’è una Mclaren in forte crescita, oggi seconda in classifica costruttori e con una bella squadra composta da due giovani e veloci piloti. Fa indubbiamente piacere ritrovare lo storico team di Woking nelle prime posizioni dopo gli ultimi anni nelle retrovie. E poi c’è la Ferrari, la grande malata di questa stagione che doveva far impallidire i tifosi con i suoi tempi lentissimi e velocità di punta tra le più basse che però alla fine della fiera, tenendo un basso profilo, porta a casa un clamoroso secondo posto che per i valori in campo di oggi vale oro. Certo, il merito è soprattutto di Leclerc, mentre Vettel è incappato di nuovo nei suoi errori, ma il passo gara della Rossa alla fine è migliore della prestazione in qualifica e con due piloti come Leclerc e Vettel, stiamo pur certi che riusciranno a sfruttare a fondo questo piccolo vantaggio.

Ordine d’arrivo:

  1. Bottas (Mercedes)
  2. Leclerc (Ferrari)
  3. Norris (Mclaren-Renault)
  4. Hamilton (Mercedes) penalità
  5. Sainz (Mclaren-Renault)
  6. Perez (Racing Point-Mercedes)
  7. Gasly (Alpha Tauri-Honda)
  8. Ocon (Renault)
  9. Giovinazzi (Alfa Romeo Sauber)
  10. Vettel (Ferrari)
  11. Latifi (Williams-Mercedes)
  12. Kvyat (Alpha Tauri-Honda) ritirato, foratura
  13. Albon (Red Bull-Honda) ritirato, elettronica
  14. Raikkonen (Alfa Romeo Sauber) ritirato, distacco ruota
  15. Russell (Williams-Mercedes) ritirato, pressione benzina
  16. Grosjean (Haas) ritirato, freni
  17. Magnussen (Haas) ritirato, freni
  18. Stroll (Racing Point-Mercedes) ritirato, motore
  19. Ricciardo (Renault) ritirato, surriscaldamento
  20. Verstappen (Red Bull-Honda) ritirato, cambio
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