EUROPA LEAGUE, BUONA LA PRIMA. ROMA – ISTANBUL BASAKSEHIR 4-0

EUROPA LEAGUE, BUONA LA PRIMA. ROMA – ISTANBUL BASAKSEHIR 4-0

TABELLINO:

ROMA (4-2-3-1): Pau Lopez, Spinazzola, Fazio, Jesus, Kolarov, Cristante (72’ Veretout), Diawara, Zaniolo, Pastore (64’ Pellegrini), Kluivert, Dzeko (74’ Kalinic). All. Fonseca.

ISTANBUL BASAKSEHIR (4-3-3): Gunok, Junior,ù Calcara, Ponck, Mahmut Tekdemir, Clichy, Aleksic (69’ Okechukwu), Mehmet Topal, Irfan Kahveci, Visca, Guldbrandsen (77’ Ba), Arda Turan (64’ Crivelli). All.: Buruk

Marcatori: 42’ Calcara (autogol), 58’ Dzeko, 71’ Zaniolo, 90+3’ Kluivert (R)

Arbitro: Fernandez (ESP) – Spettatori: 21.348

LA PARTITA

In vista del doppio impegno in campionato e del doppio impegno in Europa League in soli dieci giorni, Fonseca cambia interpreti nel debutto in Europa League. Con Smalling ancora ai box, ripropone la coppia Fazio-Jesus al centro della difesa, lasciando a riposo Mancini, mentre a centrocampo tocca a Diawara affiancare Cristante, Florenzi lascia spazio a Spinazzola e il Flaco Pastore è libero di svariare sulla trequarti.
Il suo collega Buruk è alle prese con molte defezioni, costretto dall’assenza di Skrtel, Robinho e Inler si affida a Ponck e Topal in difesa e a Guldbrandsen in attacco.

La squadra fatica non poco a riconoscersi nel primo tempo ma le prime due occasioni della partita sono di marca giallorossa; la prima è sui piedi di Zaniolo ma il suo sinistro viene respinto da Gunok che poco dopo si ripete su Pastore che però calcia senza convinzione da buona posizione.
Bene la Roma che però non riesce ad indirizzare il risultato e deve registrarsi in campo.
I turchi prendono coraggio, grazie anche a qualche incertezza dei centrali romanisti, e Jesus è bravo a murare un tiro a botta sicura di Guldbrandsen dai 20 metri.
Sbaglia l’intervento Diawara e Visca riesce a crossare un pallone filtrante in area che Guldbrandsen non riesce ad impattare.
La Roma è in difficoltà, servirebbe un episodio per sbloccare la partita.
Ed arriva proprio sul finale di primo tempo; Calcara devia goffamente un cross svelto di Spinazzola nella sua porta e la Roma è in vantaggio.
Finisce il primo tempo senza recupero, un primo tempo che ci racconta una Roma non memorabile, con un inizio e fine prima parte del match buoni ma nel mezzo molte incertezze, mancate rifiniture e verticalizzazioni.

Parte a razzo la Roma nella ripresa, salgono in cattedra Pastore e Zaniolo.
Appoggio di Jesus per Pastore che attende il momento per servire Dzeko con un assist pennellato ma il bosniaco si divora il raddoppio.
Trema l’Olimpico quando Pau Lopez, in elevazione nell’area piccola, sbuccia l’intervento e si salva per il fuorigioco avversario.
Dzeko non si arrende e prova a segnare ma il suo primo tentativo lo trova in fuorigioco; sbaglia ancora, stavolta di sufficienza, quando prova, imbeccato da Pastore, a scavalcare, senza successo, Gunok in uscita.
Alla fine il bosniaco riesce a raddoppiare ma il gol è tutto di Zaniolo che, con un’azione personale dalla destra, su assist di Cristante, entra in area, salta Topal e serve a Dzeko appostato davanti a Gunok un gol facile facile.
Il Basaksehir si smarrisce mentre la Roma cresce, diverte e si diverte.
Zaniolo fa tris con un sinistro potente che rimbalza come un colpo di biliardo e il ragazzo prodigio si merita un otto in pagella ed un urlo liberatorio.
Valzer di cambi in vista della partita di domenica, escono Cristante per Veretout, Dzeko per Kalinic e Pellegrini sostituisce Pastore che, finalmente, esce tra gli applausi dell’Olimpico.

Meritato anche il quarto gol di un ottimo Kluivert nel recupero che premia l’olandesino e chiude un match senza storia.
Fonseca sembra lo stregone del villaggio, la panacea di tutti i mali passati (?) della Roma. I ragazzi si trovano, sono convinti dei propri mezzi, giocano un calcio sì aggressivo ma non votato al suicidio, sono, forse, ci augiriamo, una squadra.
Importante è andare avanti partita dopo partita, con molta umiltà ma con convinzione nei propri mezzi. Il campionato è lungo, l’Europa League pure.

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