GP di Francia: Hamilton come un martello, seguono Bottas e Leclerc

GP di Francia: Hamilton come un martello, seguono Bottas e Leclerc
Immagine tratta da f1grandprix.it

Siamo già alle sesta vittoria stagionale, di questo passo il record assoluto di Michael Schumacher con 91 vittorie in carriera appare quantomai a rischio. Lewis Hamilton si è aggiudicato anche il Gran Premio di Francia sul circuito di Le Castellet. Durante le qualifiche del sabato le Mercedes hanno mostrato tutta la loro superiorità, tornata tale dopo la scorsa gara in Canada che aveva dimostrato una Ferrari in gran forma. L’inglese si è aggiudicato la pole position davanti al compagno, seguito da Leclerc e Verstappen. Poi a seguire le due Mclaren di Norris e Sainz, autori della migliore qualifica per il team di Woking dagli ultimi cinque anni a questa parte. Solo settimo Sebastian Vettel, mai a suo agio con il setup della vettura su questa pista per tutto il weekend. Hamilton ha letteralmente dominato tutta la gara, nei primi giri sembrava che Bottas e Leclerc potessero tenere il passo ma dopo la prima sosta il britannico ha allungato decisamente, mai impensierito dal suo compagno e rivale per il titolo. Se si esclude la lotta nelle prime curve tra Leclerc e Verstappen dove l’ha spuntata il ferrarista, le prime posizioni non sono mai cambiate. Intanto nelle retrovie Vettel sorpassava le due Mclaren per mettersi in caccia di Verstappen ma il ritardo accumulato ha costretto il tedesco ad accontentarsi del quinto posto finale. Chi ha stupito ancora una volta tutti è stato Leclerc; infatti mentre Bottas si è preso diciotto secondi dal compagno a parità di macchina, il monegasco non ha mai mollato ed è riuscito ad arrivare in scia al finlandese negli ultimi giri per poi tentare l’affondo all’ultima curva dell’ultimo giro. La manovra non è riuscita ma Charles ha dimostrato una grandissima determinazione e un ottimo ritmo se pensiamo che il pilota davanti a lui guida la stessa macchina di Hamilton e al traguardo ha fatto registrare un distacco abissale se non imbarazzante. E’ vero che al momento Bottas sembra l’unico in grado di impensierire Hamilton, il finlandese ha iniziato vincendo la prima gara in Australia e riconfermandosi in Azerbaigian ma per le successive quattro gare ha di fatto subito il ritmo imposto da Lewis. Ora l’inglese conta sei vittorie contro le due del finlandese e il divario messo in mostra domenica scorsa in Francia certifica una superiorità indiscussa da parte di Lewis Hamilton. Se il progredire della stagione seguirà questa direzione non ci sarà nessun pilota in grado di contendere il titolo e il sesto mondiale di Lewis Hamilton si avvicina velocemente. La Ferrari migliora lentamente ma il distacco tecnico con la Mercedes rispetto allo scorso anno si è ampliato enormemente e a questo punto sembrerebbe opportuno parlare di stagione ormai andata. Il fatto è che la Ferrari accusa un enorme divario con la Mercedes che le sta davanti e un consistente divario di vantaggio sulla Red Bull motorizzata Honda che le sta dietro. Le posizioni nella classifica costruttori nelle posizioni di testa sembrano quindi congelate e difficilmente sconvolgibili, al contrario di quanto accade dietro, dove la lotta per il quarto posto al momento vede la Mclaren in vantaggio ma con uno stuolo di pretendenti molto vicini che annovera Renault, Racing Point, Alfa Romeo, Toro Rosso e Haas tutte separate da pochi punti e dove le posizioni nella classifica sono instabili dall’inizio dell’anno. La settimana prossima si corre di nuovo in Austria il pronostico è ancora a favore delle Frecce d’Argento.

Dopo le polemiche scaturite per la penalità affibbiata a Sebastian Vettel in Canada, le cose non sembrano cambiare nemmeno in Francia. Infatti Daniel Ricciardo, settimo al traguardo, è stato penalizzato di dieci secondi per aver tagliato leggermente la chicane del Mistral mentre sorpassava Norris e per aver sorpassato Raikkonen fuori pista nel rettilineo successivo. Penalità legittime secondo il regolamento ma che non tengono conto della particolare situazione di bagarre all’ultimo giro che coinvolgeva quattro piloti e dove ogni pilota cerca di dare il massimo a poche tornate dalla fine. Il problema è sempre lo stesso: si entra a gamba tesa in maniera eccessiva su episodi che dovrebbero essere considerati normali incidenti di gara a causa di un contesto sociale che continua a mettere le manette all’aggressività, togliendo il sale  a questo sport e in molti altri. Come fare per evitare tutto ciò? Ripristinando la ghiaia nelle vie di fuga e l’erba a bordo pista come una volta. Non stiamo parlando di eoni ma di neanche dieci anni fa. State sicuri che ogni pilota alzerà ci penserò due volte prima di tagliare una traiettoria.

Ordine d’arrivo:

  1. Hamilton (Mercedes)
  2. Bottas (Mercedes)
  3. Leclerc (Ferrari)
  4. Verstappen (Red Bull-Honda)
  5. Vettel (Ferrari)
  6. Sainz (Mclaren)
  7. Ricciardo (Renault) penalizzato, undicesimo classificato
  8. Raikkonen (Alfa Romeo Sauber)
  9. Hulkenberg (Renault)
  10. Norris (Mclaren)
  11. Gasly (Red Bull-Honda)
  12. Perez (Racing Point)
  13. Stroll (Racing Point)
  14. Kvyat (Toro Rosso)
  15. Albon (Toro Rosso)
  16. Giovinazzi (Alfa Romeo Sauber)
  17. Magnussen (Haas)
  18. Kubica (Williams)
  19. Russell (Williams)
  20. Grosjean (Haas) ritirato
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