GP Bahrein: Ferrari beffata a 10 giri dalla fine, trionfo di Hamilton

GP Bahrein: Ferrari beffata a 10 giri dalla fine, trionfo di Hamilton
Immagine tratta da formula1.com

Il colpo di scena arriva quando meno te lo aspetti e per la Ferrari è stata una gran brutta sorpresa. Dopo l’anonima prestazione della Rossa in Australia, tutti si chiedevano se quella andata in scena a Melbourne fosse la vera Ferrari o se il team di Maranello avesse davvero semplicemente il set-up sulla pista australiana. Le prove del venerdì e la prima fila conquistata al sabato hanno smentito la seconda ipotesi: la Ferrari equivale la Mercedes come prestazioni e infatti ha conquistato sia la pole position che il secondo posto. Già, la pole position. A conquistare la prima casella dello schieramento non è stato Sebastian Vettel ma il giovanissimo neo-acquisto Charles Leclerc. Il pilota di Monaco ha sfoggiato una fantastica prestazione, staccando il compagno di oltre tre decimi e confermando le qualità che hanno convinto la scuderia di Maranello a promuoverlo titolare dopo l’esperienza dello scorso anno in Alfa Romeo.

Al via è stato Vettel a guadagnare la testa della corsa mentre Leclerc ha fatto pattinare troppo le ruote facendosi sorpassare da Bottas. Tuttavia Charles non si è perso d’animo e dopo aver ripreso la posizione sul finlandese è stato protagonista di un duello serrato con Hamilton che nel frattempo aveva sopravanzato il compagno e a tenere così la seconda posizione. Leclerc ha continuato a spingere, portandosi negli scarichi del compagno con il quale ha ingaggiato uno splendido duello, coronato con un bel sorpasso all’esterno salendo in prima posizione. Da lì in poi ha iniziato a volare via, mentre Vettel perdeva la posizione con Lewis nel corso del primo pit-stop. Il tedesco è poi riuscito a riprendersi la seconda piazza con un bel sorpasso sull’inglese dando anche lui inizio ad una splendida battaglia tra i due piloti che quasi sicuramente saranno i protagonisti della lotta mondiale in questo 2019. La Ferrari ha quindi dato la dimostrazione di non essere mai mancata in prestazioni rispetto alla Mercedes, candidandosi così al ruolo di agguerrito sfidante come nel 2017 e nel 2018. Lewis però non ha mollato, cercando di riprendersi la posizione con un sorpasso all’esterno al termine del quale Vettel è finito in testacoda perdendo tempo prezioso ma conservando la terza piazza. Subito dopo però è arrivata la prima doccia fredda per la Ferrari. Inspiegabilmente, mentre Vettel cercava di riprendere l’inglese, l’alettone anteriore ha ceduto improvvisamente, facendo decollare la monoposto in pieno rettilineo. Tuttavia il tedesco è riuscito a continuare ma ha perso tempo prezioso per le riparazioni ai box che lo hanno costretto al quinto posto finale. Nel frattempo Leclerc continuava indisturbato la sua cavalcata con un margine di dieci secondi su Hamilton quando a dieci giri dalla fine la Rossa numero sedici ha iniziato a rallentare per un problema al sistema di propulsione ibrida. In pratica ha smesso di funzionare il motore elettrico, rimanendo a disposizione solo quello a benzina. Un handicap di almeno cento cavalli in meno rispetto agli inseguitori che infatti si sono fatti sotto rubandogli la prima posizione. Le Mercedes di Hamilton e Bottas hanno messo così a segno la seconda doppietta stagionale e il monegasco è riuscito a rimanere sul podio solamente grazie alla safety car, entrata in azione a due giri dalla fine per dare tempo ai commissari di rimuovere dal bordo pista le due Renault di Hulkenberg e Ricciardo, vittime di un incredibile e doppio kappaò tecnico nello stesso istante. La gara quindi è finita in regime di safety car tranne per gli ultimi metri dall’ultima curva al traguardo, il che ha consentito a Leclerc di conservare il podio, il primo in carriera, sulla Red Bull di Verstappen.

Se la Ferrari ha dimostrato di esserci in quanto a prestazioni e di non avere nulla da invidiare alla Mercedes, tuttavia ha mostrato preoccupanti interrogativi di affidabilità. La monoposto è veloce certo, i piloti velocissimi, determinati e oggi protagonisti di bellissimi duelli dal ritmo serrato ma il problema al sistema ibrido che ha scippato Leclerc di una vittoria certa dovrà essere analizzato attentamente dai tecnici di Maranello perché se è vero che avere una monoposto competitiva è imprescindibile per la lotta al mondiale, ancora di più lo è finire le gare. Stesso discorso per il problema all’alettone di Vettel, un cedimento estremamente raro che può anche far parlare , nel caso del tedesco, di semplice sfortuna. Sfortuna che non c’entra però con il testacoda compiuto da Sebastian mentre duellava con Hamilton, che riporta in vita i fantasmi del 2018. A dimostrare una sorprendente maturità e un incredibile sangue freddo, è stato invece Charles Leclerc, sia nella gestione gara che nei duelli con il compagno e gli avversari e anche di non perdersi d’animo nel momento di difficoltà durante il guasto, seguendo attentamente le istruzioni della squadra che cercava di farlo arrivare al traguardo, mettendo in mostra una sorprendente lucidità per la sua giovane età, non comune nei piloti della sua generazione, vedere Max Verstappen per esempio. I punti persi oggi sono tanti, è vero, ma il campionato è lungo e siamo solamente alla seconda gara. Se la Ferrari risolverà i suoi problemi di affidabilità, questo 2019 ci regalerà un bellissimo mondiale. Charles Leclerc è pronto e determinato a riprendersi ciò che gli è stato tolto.

Ordine d’arrivo:

  1. Hamilton (Mercedes)
  2. Bottas (Mercedes)
  3. Leclerc (Ferrari)
  4. Verstappen (Red Bull-Honda)
  5. Vettel (Ferrari)
  6. Norris (Mclaren)
  7. Raikkonen (Alfa Romeo)
  8. Gasly (Red Bull-Honda)
  9. Albon (Toro Rosso)
  10. Perez (Racing Point)
  11. Giovinazzi (Alfa Romeo)
  12. Kvyat (Toro Rosso)
  13. Magnussen (Haas)
  14. Stroll (Racing Point)
  15. Russell (Williams)
  16. Kubica (Williams)
  17. Hulkenberg (Renault) ritirato, motore
  18. Ricciardo (Renault) ritirato, pressione benzina
  19. Sainz (Mclaren) ritirato, conseguenze incidente
  20. Grosjean (Haas) ritirato, conseguenze incidente
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