7 donne sarde contro Equitalia

Che le donne avessero coraggio ed orgoglio pochi lo mettevano in dubbio.
Oggi ne abbiamo la certezza .
Sette rappresentanti del Popolo Sardo stanno facendo uno sciopero della fame sotto il consiglio della Regione Sardegna a Cagliari. Rosalba Sairu, Libera Mossa e Maria Luisa Rubiu, ed altre quattro Indipendentiste Sarde stanno protestando contro la piaga di Equitalia che sta’ di fatto rovinando il tessuto sociale dell’Isola.

Sono ormai decine di migliaia gli imprenditori , artigiani, semplici impiegati operai ed addirittura anziani e casalinghe che per una qualsiasi motivazione sono stritolati nel infernale meccanismo dell’anatocismo anche se di fatto questo termine non viene usato.
Sotto forma di altre voci un qualsiasi debitore anche di semplici multe o di ici non pagate , si e’ visto moltiplicare il dovuto in tempi strettissimi sino a rendere impossibile la restituzione del dovuto.
In questi ultimi anni , le famiglie Sarde hanno dovuto tirare la cinghia oltre ogni misura , e hanno dovuto fare scelte, dove prioritaria e’ stata la sopravvivenza.
Cio’ che Equitalia non puo’ comprendere e’ che i debiti sono maturati per i mancati sussidi ai lavoratori , scelte politiche sbagliate e posti chiave affidati a personaggi che guardavano altrove, e che quindi non e’ assolutamente colpa di coloro che oggi sono vessati da questo mostro che si chiama Equitalia.
Basta controllare gli uffici di vendita dei beni pignorati giudiziari per rendersi conto della enormita’ della questione.
Ad avvantaggiarsene saranno gli speculatori che acquisteranno all’asta beni del valore di milioni di euro a pochi spiccioli , con il benestare degli uffici e dei Ministeri nazionali.
La lotta contro Equitalia e’ una lotta per la liberta’ e di questo ne sono convinte le sette donne Orgoglio della Sardegna che rivendicano con forza e determinazione il diritto ad una vita normale e non sgretolata da burocrazia , balzelli , ed oneri a volte pretestuosi pretesi e riscossi spesso da pubbliche amministrazioni che ignorano le lacerazioni al tessuto sociale che questo tipo di scelte arreccano.
Il Consiglio Regionale puo’ pero’ appellarsi all’art. 51 dello statuto Sardo, che recita “La Giunta regionale, quando constati che l’applicazione di una legge o di un provvedimento dello Stato in materia economica o finanziaria risulti manifestamente dannosa all’Isola, può chiederne la sospensione al Governo della Repubblica, il quale, constata la necessità e l’urgenza, può provvedervi, ove occorra a norma dell’art. 77 della Costituzione”.
E quindi sospendere almeno per qualche tempo questa iniqua riscossione di debiti.
Roberta Sariu e’ nota per la sua lotta contro uno sfratto coatto di cui e’ stata protagonista.

di Antonio Luigi Bassu

10 novembre 2011

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