Oristano: prima conferenza regionale sull’amianto

Oristano: prima conferenza regionale sull’amianto

Locandina-conferenza-amianto-La provincia sarda, fino a vent’anni fa, ha ospitato due importanti industrie di amianto: la Sardit di Oristano, e la Cema sarda di Marrubiu. Le fabbriche adesso sono inattive ma i danni provocati dal materiale che lì veniva prodotto sono ancora evidenti. A tal proposito quest’oggi si è svolta la prima conferenza regionale sull’amianto.’ Al Teatro ꞌGarauꞌ di Oristano, si sono ritrovati Giunta regionale, amministratori locali e associazioni per discutere del problema che colpisce non solo la provincia oristanese ma l’intera regione sarda. A Oristano negli ultimi due anni sono stati quattro i decessi causati dall’esposizione alla fibra killer, 1089 sono gli ex esposti in tutta la regione, in questo momento sotto osservazione sanitaria. E ancora edifici pubblici e privati e reti idriche che vedono ancora la presenza dell’amianto. Purtroppo solo una parte degli edifici  pubblici e dei siti industriali è stata censita, tutto ciò causa non solo ritardi ma anche maggiori rischi per la salute dei cittadini. Dopo dieci anni dalla legge che lo prevedeva, oggi – durante la conferenza – finalmente è stato presentato il “Piano di Protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica dell’ambiente ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”, che è stato approvato dalla Giunta regionale alla fine dello scorso anno e per il quale è in corso la procedura di Valutazione ambientale strategica.

Per attuare il Piano servono circa 60milioni di euro, denaro che al momento si sta cercando di recuperare e che non arriverà sicuramente dalle casse dello Stato perché, afferma l’assessore regionale all’ambiente Donatella Spano: “Lo Stato ha sì approvato il suo piano nazionale, ma non lo ha mai finanziato”. Al momento sono stati stanziati soltanto 10milioni di euro per le bonifiche e lo smaltimento dei rifiuti speciali, soprattutto per quanto riguarda gli edifici pubblici. Resta ancora parecchio da fare, non solo nell’ambito dell’edilizia pubblica, ma anche in quella privata. Tuttavia i costi per la rimozione dell’amianto sono talmente alti che i cittadini – pur volendo salvaguardare la loro salute –  si trovano in difficoltà a dover eseguire l’opera; ciò accade anche in presenza di finanziamenti, i quali non riescono a sostituirsi a sufficenza all’esoso esborso di denaro da parte dei privati, che in tempi di crisi preferiscono non accollarsi spese ingenti per portare a termine questo tipo di opere.

di Marilena Tuveri
20 febbraio 2015

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