Zeri e Croci: la storia di OXO
Era il 1952 quando, presso l’Università di Cambridge (Inghilterra), il ricercatore Alexander S. “Sandy” Douglas stava lavorando alla sua tesi di dottorato incentrata sulle interazioni uomo-macchina. Per condurre i suoi esperimenti decise di utilizzare uno dei primi computer elettronici digitali chiamato EDSAC (Electronic Delay Storage Automatic Calculator) progettato e ultimato nei laboratori di Cambridge dal team guidato dall’informatico britannico Maurice Wilkes. L’esito straordinario della ricerca fu OXO, considerato uno dei primi videogiochi ad ora conosciuti, nato come un esperimento scientifico: posizionando croci e cerchi, Douglas e EDSAC iniziarono a relazionarsi. Il software riprendeva e digitalizzava le regole del famoso Tic-Tac-Toe trasformando un passatempo tradizionale in un terreno di incontro tra l’utente e il calcolatore attraverso la particolare e innovativa interfaccia. La schermata di gioco veniva infatti visualizzata su uno dei tre oscilloscopi a fosfori verdi – strumento mediante cui si osserva, su un grafico bidimensionale, l’andamento nel tempo dei segnali elettrici – collegati all’EDSAC per verificarne lo stato relativo ai banchi di memoria. Questi ultimi erano costituiti da grandi valvole termoioniche collegate con un tubo di mercurio che serviva come linea di ritardo.
«L’interfaccia di un gioco è il luogo in cui la mente umana incontra la logica della macchina e, giocando, entrambe imparano a conoscersi» (Orson Scott Card)
Il giocatore, umano oppure digitale, per vincere doveva mettere in fila tre simboli uguali, che fossero crocette oppure cerchi su una griglia 3×3: il classico gioco del Tris!
Per effettuare la propria mossa, si utilizzava un disco combinatore telefonico, dove i numeri da 1 a 9 corrispondevano alle nove caselle sulla griglia. Selezionando, ad esempio, il 9 sul disco telefonico, il proprio simbolo, una croce oppure un cerchio, appariva nella rispettiva casella (in questo caso: numero 9) dello schermo. Inoltre, una telescrivente fungeva da console del gioco stampando i messaggi relativi alla partita. La peculiare versione digitale del Tic-Tac-Toe cominciava a girare su quell’unico computer così imponente da occupare un’intera stanza. Inevitabilmente, a causa della sua mole, il gigante d’acciaio limitò la diffusione di OXO che non divenne mai popolare. Tuttavia, l’esperimento d’avanguardia, confinato tra le mura dell’ateneo, non sarebbe passato inosservato: dimostrando l’interazione uomo-macchina mediante interfaccia grafica, Douglas, silenziosamente, lanciava una nuova sfida alle successive generazioni di programmatori: il computer, da mero calcolatore e collettore di memoria, diveniva un giocatore interattivo e un avversario formidabile.
Per fare un viaggio nel tempo, comprendere il funzionamento dell’EDSAC e simulare una partita a OXO potete consultare i seguenti link:
- Per scaricare l’emulatore del gioco OXO: https://www.dcs.warwick.ac.uk/~edsac/
- Spiegazione del funzionamento del gameplay di OXO: http://www.youtube.com/watch?v=lXJ-tYqPARg&t=48s
- Per la storia e la spiegazione del funzionamento della macchina EDSAC: https://www.youtube.com/watch?v=54-9SoeG1is&t=14s
Buon divertimento!




