Riapre la storica pizzeria Bedin dal 1862, tradizione ligure e pizza contemporanea nel cuore di Genova
Giovedì 23 aprile la riapertura con il pizzaiolo Andrea Serra tra ricerca, storia e territorio
Bedin dal 1862 non “inaugura”: ritorna. Giovedì 23 aprile la storica insegna genovese riapre le sue porte in Piazza Dante, luogo simbolo della trasformazione urbana della città negli anni ’50, quando Genova immaginò il proprio futuro moderno e verticale, capace per la prima volta di misurarsi con modelli internazionali. Dopo due anni di ristrutturazione, la prima pizzeria della città torna a vivere con la guida del pizzaiolo e chef Andrea Serra, dando forma a un progetto che intreccia memoria, identità e contemporaneità, nel segno della tradizione e della ricerca.
“Genova nel tempo è rimasta profondamente se stessa, custode del suo centro storico e, allo stesso tempo, aperta a una modernità mai del tutto addomesticata – afferma Andrea Serra -. Piazza Dante resta così il simbolo di quel coraggio: il luogo in cui la città osò, il luogo in cui oggi riapre le sue porte Bedin”. Un ritorno che si inserisce in una storia che attraversa i secoli: dai passi di Cristoforo Colombo verso Porta Soprana, all’industrializzazione nel Novecento, fino a oggi, con Andrea Serra che riaccende un progetto fatto di lievito, memoria e ricerca.
Perché a Genova la storia non si ferma: si trasforma. E continua a prendere forma proprio qui, dove passato e presente si incontrano, nel segno di un’identità che evolve senza mai tradirsi.
Una nuova vita tra tradizione e ricerca
Qualità, storia e territorio sono, dunque, i pilastri su cui si fonda la rinascita di Bedin dal 1862, che ritorna a vivere grazie all’incontro tra una solida eredità gastronomica e una visione contemporanea della ristorazione. Il percorso professionale di Andrea Serra, sviluppato tra Italia e Spagna, con esperienze significative anche in Sardegna e una specializzazione nel mondo dei lievitati avviata nel 2017, trova, infatti, qui la sua sintesi più compiuta. Al centro, una filosofia chiara: materia prima, studio e forte legame con il territorio.
Un ambiente rinnovato, tra accoglienza e convivialità
Il locale, completamente rinnovato, è stato progettato per offrire un’esperienza rilassata e autentica, senza turnazioni serrate, dove il tempo torna a essere parte integrante del piacere della tavola. “L’obiettivo è creare un’esperienza che resti nella memoria – aggiunge Andrea Serra – capace di riportare alle emozioni semplici, come una chiacchiera tra amici o il gesto della scarpetta, sostenuta però da una qualità rigorosa e da una ricerca continua”.
Cucina ligure e pizza contemporanea
La proposta gastronomica è profondamente radicata nella tradizione ligure, con un’attenzione rigorosa alla filiera corta e ai prodotti del territorio. Ampio spazio è dedicato a ingredienti locali selezionati, spesso “a centimetro zero”, provenienti da piccoli produttori. Tra le eccellenze spicca la carne di cabannina, razza autoctona ligure, protagonista di hamburger e tartare, accanto a pomodori selezionati, latticini di alta qualità e verdure stagionali.
Accanto ai grandi classici della cucina ligure, come pesto, salsa di noci e sughi preparati artigianalmente, trovano spazio piatti della tradizione come coniglio, trippa, baccalà e stoccafisso reinterpretati con un’estetica contemporanea.
Elemento centrale del progetto è la pizza contemporanea, frutto di un lavoro meticoloso sull’impasto, considerato da Serra “l’80% del risultato finale”. Le lavorazioni prevedono alte idratazioni (80–90%) e lunghe maturazioni fino a 48 ore, per garantire leggerezza, fragranza e digeribilità. La proposta include diverse interpretazioni del lievitato: pizza tonda dal cornicione pronunciato, pala romana, padellino e percorsi degustazione pensati per raccontare l’intera filosofia del locale.
Anche il dessert segue la stessa linea identitaria, con una selezione di lievitati creativi: dal “babà-misù”, babà con impasto da panettone farcito come un tiramisù, al maritozzo reinterpretato in chiave ligure con panera, fino a originali rivisitazioni del pasticciotto leccese.
Completano l’offerta una carta selezionata di vini e birre artigianali.
Passato e presente sono qui legati dal file rouge della ricerca costante in un continuum capace di coniugare tradizione e innovazione, in un percorso di continua evoluzione.




