Un anno di eventi nella nuova Terrazza di Villa Cavalletti, ispirati alla Cucina Italiana, Patrimonio UNESCO, per la valorizzazione culturale, agricola e sociale dei Colli Albani
La bellezza dei Castelli Romani incontra la cultura gastronomica
Grandi novità ai Castelli Romani per la valorizzazione della biodiversità culturale, agricola e sociale legata alla Cucina Italiana Patrimonio UNESCO, con l’inaugurazione della Terrazza di Villa Cavalletti (villacavalletti.it), la storica tenuta di Grottaferrata, il prossimo il 19 marzo. Dopo il recupero integrale del Villino Rosso – Museo dell’Olio e del frantoio con l’innovativo laboratorio olfattivo nel 2025, apre al pubblico la Terrazza, all’ultimo piano dell’edificio dell’Accademia, attiguo alla villa storica. «L’abbiamo immaginata come uno spazio conviviale aperto, spiega la proprietà, dove il cibo diventa linguaggio culturale e strumento di sviluppo. La cucina italiana, riconosciuta come patrimonio UNESCO, qui si trasforma in esperienza condivisa, capace di unire comunità, turismo e identità locale.»
Barbara Nappini, Presidentessa Slow Food Italia (sulla tutela della biodiversità, Presidi Slow Food e ruolo sociale del cibo), Pier Luigi Petrillo, ordinario di Diritto del patrimonio culturale e Direttore della Cattedra UNESCO dell’Università Unitelma Sapienza a Roma Professore di Cultural Heritage alla Luiss Guido Carli(in collegamento), Alessandro Circiello, Presidente Federazione Italiana Cuochi – sezione Lazio (sulla cucina professionale e la trasmissione della cultura gastronomica), Stefano Corbari,Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo – Lazio (sul legame tra turismo, cultura gastronomica e valorizzazione del territorio) dialogheranno durante la presentazione sul tema La Cucina Italiana come Patrimonio UNESCO: tra identità, territorio e sostenibilità. Modera la giornalista Ornella D’Alessio. Segue una degustazione oli d’oliva extravergine.
La Terrazza è un’ officina esperienziale per degustazioni guidate, percorsi didattici, laboratori pratici e momenti di confronto dove storia, paesaggio e gastronomia s’ incontrano per raccontare l’identità del luogo con un articolato programma annuale ispirato alla Cucina Italiana, proclamata Patrimonio dell’Umanità. Il riconoscimento, così come gli eventi previsti fino a novembre, celebrano le pratiche sociali legate al cibo, il cucinare come rito collettivo, momento di trasmissione culturale e occasione di incontro tra generazioni. Un patrimonio dinamico che intreccia biodiversità agricola: valorizzando prodotti locali, stagionali e filiere di prossimità; tradizioni sociali: il momento del pasto come occasione condivisa in famiglia, tra amici o con la comunità; creatività sostenibile: il riuso degli ingredienti, l’attenzione alla stagionalità e il rispetto della filiera corta e condivisione culturale: dalle sagre di paese alle scuole di cucina, dalle trattorie alle grandi tavole, costruendo relazioni e memoria collettiva.
I prossimi appuntamenti con degustazione, pranzo o cena (da 50 euro) sono:
18 aprile, A Tavola con Slow Food, Percorso dedicato alla biodiversità delle carni e delle lavorazioni tradizionali; 9 maggio, A Tavola con Slow Food, Biodiversità e stagionalità, legumi, grani antichi e prodotti vegetali stagionali; 23 maggio, “Eppur Fila…”, in collaborazione con ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio), laboratorio di filatura della pasta e produzione del formaggio per famiglie e bambini; i successivi tre incontri sono organizzati in collaborazione con ONAV (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino) 20 giugno, Alla scoperta dei vini del territorio, 18 luglio, convivialità con musica jazz, 22 agosto, degustare in modo consapevole; 21 novembre, Il tempo come ingrediente, tesori in fossa, in collaborazione con ONAF.
I percorsi culturali (da12 euro), previsti sono:
22 marzo percorso olio e visita museo dell’olio, 29 marzo percorso vino e degustazione, 26 aprile percorso ville: Cavalletti, Falconieri e Mondragone, con navetta, 28 maggio: letteratura, vino e identità editoriali, presentazione libro. Vite & Vite (Trenta editore) di Elvia Gregorace, 21 giugno: villa Cavalletti lo sguardo dell’altro (gli autori stranieri) sui Castelli. I percorsi possono concludersi con degustazioni sulla terrazza.
VILLA CAVALLETTI
Villa Cavalletti, compresa nell’area di Tusculum risalente al X secolo a. C, è una storica Villa Rustica romana e importante sito archeologico, protetta dal Ministero dei Beni Culturali. Questo luogo di pace e spiritualità, amato anche dai papi, comprende una tenuta agricola biologica con vigneti, oliveti monumentali e grani antichi, un parco secolare e varie strutture tra cui il Villino Rosso, dedicato alla cultura agricola dei Castelli Romani. Il complesso è stato recentemente riqualificato dall’Azienda Agricola Biologica Tierre dell’omonimo gruppo italiano. Villa Cavalletti offre una collezione di prodotti e di esperienze con le quali vivere la tradizione dei Castelli Romani, antico locus amoenus per la salubrità dell’aria, l’esposizione felice e per la qualità del terreno vulcanico minerale: una memoria oggi riscoperta e attualizzata dalla proprietà, in una costante ricerca di alta qualità e sostenibilità produttiva.
LA TERRAZZA
Dal punto di vista architettonico il linguaggio scelto è quello della reinterpretazione dell’identità del luogo in un agriturismo contemporaneo. È stato privilegiato l’utilizzo di materiali locali come il cotto e il travertino uniti alle componenti tecnologiche lasciate a vista, alle ceramiche dai colori pastello e dagli arredi in legno su misura. L’allestimento crea un’atmosfera di estensione interna del rigoglioso paesaggio circostante, un’esperienza immersiva sottolineata anche dall’impiego di tessuti e imbottiti di colore verde che si uniscono al sistema botanico collocato in continuità con l’esterno tramite le vetrate panoramiche. Le forniture sono icone di design del XX Secolo rinvenute nel deposito della Villa Storica, oggetti che tornano a vivere grazie ad un sapiente restauro. Una collezione di elementi iconici come le sedute N.14 di Thonet, in legno curvato e paglia di Vienna che si accompagnano alle S.33 caratterizzate da tubolari di acciaio cromato con seduta e schienale in cuoio. Il razionalismo del moderno si affianca poi agli arredi tradizionali della campagna romana, come i tavoli e le vetrine in legno massello, che a loro volta si completano con eleganti poltroncine in rattan naturale e velluto, tipiche delle Ville Tuscolane.
VILLINO ROSSO – PROGETTO DI RESTAURO E VALORIZZAZIONE
Il Villino Rosso di Villa Cavalletti, oggi Museo dell’Olio, è un progetto ideato per mantenere l’identità storica del luogo aprendolo ai visitatori. È un progetto integrato e multimediale, sviluppato su tre linee parallele. La prima è quella del restauro del contenitore, un manufatto del XVII secolo tutelato come bene di notevole interesse storico dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. La seconda linea è quella contenuto, un frantoio tradizionale del’900 che è stato manutenuto e valorizzato per raccontare la storia di un tempo recente. E poi quella del contemporaneo, attraverso un allestimento scenotecnico e illuminotecnico che si distacca volutamente dal contesto ad affermare un nuovo punto di vista, quello della ricerca che si ritrova nel Laboratorio Olfattivo.
PARCO REGIONALE DEI CASTELLI ROMANI
Il Parco Regionale dei Castelli Romani, istituito nel 1984, tutela le risorse naturali e culturali del Vulcano Laziale dei Monti Albani, per valorizzarne le risorse ai fini di una razionale fruizione da parte dei cittadini e contribuire al riequilibrio territoriale ed allo sviluppo sociale ed economico. Il Parco, che occupa una superficie di circa 15.000 ettari divisi su quindici comuni dei Castelli Romani, al suo interno ospita una sorprendente ricchezza di ambienti bio diversi tra loro.




