Italiani in vacanza: come sono cambiate le tendenze dagli anni ‘70 ad oggi
Dagli anni ‘80 ad oggi, il modo di viaggiare degli italiani è cambiato molto. Mete, mezzi di trasporto, durata e idee di viaggio hanno subito diverse trasformazioni, anche dovute all’avvento della tecnologia e all’arrivo della pandemia.
1970-2000: dalle località italiane al turismo internazionale
Negli anni ‘70 l’idea di vacanza per gli italiani era molto diversa da come la conosciamo oggi. Andare in ferie significava fare un viaggio lungo, a volte anche di un mese, in un luogo fisso (mare o montagna). Tra le mete più ambite c’erano la Versilia, Rimini, Riccione, insieme alla Sicilia e le località termali. Per la montagna, la località favorita era l’area delle Dolomiti. Per raggiungere questi posti, l’uso prevalente era quello delle auto e del treno. L’aereo era riservato a poche persone benestanti per i viaggi all’estero. Per la classe media, l’estero era solo un sogno (e anche molto costoso).
Questo tipo di vacanza nelle destinazioni italiane va avanti fino alla fine degli anni ‘80. Nell’ultimo decennio del secolo, grazie all’aumento del reddito e alla liberazione del mercato gli italiani si aprono al turismo internazionale. I viaggi diventano più corti, di circa 2-3 settimane e le mete più ambite sono Spagna, Grecia, Tunisia ed Egitto. Nascono anche i pacchetti vacanza già organizzati e gli italiani cominciano ad affidarsi alle agenzie per la pianificazione e prenotazione dei propri viaggi. Tra i soggiorni preferiti e suggeriti dalle agenzie emergono i villaggi turistici. Inizia anche in questi anni la tendenza verso le crociere nella classe media, prima riservate solo alle famiglie benestanti.
2000-2020: come la tecnologia influenza i viaggi
Negli anni ‘2000 gli italiani iniziano a sfruttare il vantaggio dei “ponti” nelle feste nazionali. Si sviluppa sempre l’idea del weekend lungo (esempio: da venerdì a lunedì). Negli stessi anni, la tecnologia rivoluziona le prenotazioni: nascono Booking, Airbnb ed Expedia. Nascono le prime compagnie aeree low-cost (Ryanair e Easyjet) che permettono a tutti voli economici in tante località internazionali. Le capitali europee diventano tra le più popolari ed accessibili: tra le mete più gettonate ci sono Londra, Parigi e Barcellona. La vancanza diventa più un city-break.
Il decennio 2010-2020 è fondamentale per la rivoluzione delle vacanze degli italiani: internet migliora ed espande le proprie piattaforme di prenotazione, offrendo un’infinita offerta. Nasce la tendenza verso un nuovo alloggio: il glamping, che unisce glamour e camping per offrire un’esperienza di campeggio senza rinunciare ad alcuni confort.
Un esempio di glamping.
Foto: Whiteduckoutdoors.com
L’avvento degli influencer e dei travel blogger che documentano i propri viaggi e consigliano le proprie esperienze on the road è fondamentale. I social media diventano uno strumento fondamentale per gli italiani per scegliere le proprie mete, anche tramite le recensioni. In questi anni diventa popolare l’interesse per i tour enogastronomici e per le esperienze outdoor: molti intraprendono cammini, visite nelle cantine di vini e ciclovie. Gli italiani tendono a preferire vacanze esperienziali, piuttosto che un semplice soggiorno turistico.
2020-2025: la pandemia ridimensiona le vacanze
Dal 2020 al 2022, il covid ha sconvolto le vite ed il modo di viaggiare degli italiani: le vacanze internazionali si fermano, per riscoprire i luoghi nelle vicinanze. Tornano i viaggi nei borghi limitrofi e si espande il turismo rurale. È in questi anni che si impone l’idea della workation: lavorare da remoto anche in vacanza. Il distanziamento sociale dovuto dalla pandemia riduce l’utilizzo di aerei e treni, a favore di viaggi in auto. Si riscopre anche il piacere dei viaggi nella natura.
Dopo gli anni della pandemia, tutto torna alla normalità (o quasi). Si nota l’impatto ambientale degli anni del covid e di come il ridotto utilizzo di mezzi di trasporto come aerei e treni abbia giovato all’ambiente. Cresce la consapevolezza verso i viaggi sostenibili, tornando al turismo lento e ai cammini (come nelle Via Francigena). Il workation, nato durante la pandemia, si afferma: lavorare e viaggiare è possibile sempre più spesso e diventa un concetto sostenuto da molte aziende.
È evidente come dal ’70 ad oggi la tecnologia si sia imposta nelle vacanze degli italiani: dalla ricerca delle mete, alla prenotazione e le recensioni per dare il proprio feedback su località, ristoranti e tour guidati. La possibilità di poter scegliere ha anche portato consapevolezza e responsabilità sociale verso chi può decidere come viaggiare sostenibilmente e più o meno economicamente. Se prima viaggiare in aereo o all’estero era puro lusso, ora è una delle tante possibilità. Le diverse opzioni offerte dai siti danno agli italiani un’inifinità di combinazioni per scegliere ad oggi la propria vacanza ad hoc, senza dover rinunciare più a niente.




