Gentilini: l’eccellenza che attraversa la storia italiana
È una storia che ha toccato fino ad oggi ben tre secoli, quella della fabbrica Gentilini ed i suoi prodotti che sono ormai simbolo di genuinità ma, prima ancora, di qualità. Una storia che mostra la capacità di legarsi alle varie epoche del vissuto nazionale, cavalcando e mai annegando dinnanzi alle grandi onde che hanno travolto il Paese negli ultimi 135 anni. Un modello che ha saputo plasmare la formazione cosmopolita del suo fondatore, in maniera tale da incontrare perfettamente le istanze del consumatore italiano e quindi declinare in chiave nostrana quanto appreso nelle esperienze estere. È opportuno allora procedere dal principio, volando direttamente al 1890 e a quella bottega con forno annesso che Pietro Gentilini aprì sul colle Esquilino, a Roma.
Lo sviluppo
La decisione fu maturata in seguito alle competenze acquisite nelle esperienze lavorative tra Firenze e Bologna, prima, e quella in America latina poi, che si rivelerà significativa circa le ampie vedute che hanno tradizionalmente accompagnato lo sviluppo del marchio. Nel giro di pochi anni i negozi Gentilini, sempre con forno annesso, quadruplicarono, e particolare fama riscossero i biscotti oswego, di origine anglosassone, che Pietro Gentilini seppe però rivisitare in chiave italiana, all’insegna di prodotti semplici e di alta qualità: da qui la decisione del nome Osvego, il cui spaccio ancora era legato alle scatole di latta. Il 1906 è poi l’anno dell’industrializzazione, con la nascita del primo stabilimento di produzione in via Novara, nei pressi di Porta Pia.
È facilmente intuibile come la storia riserbi al marchio un prospero futuro, forte di riconoscimenti, premi e finanche onorificenze, che portarono Pietro Gentilini ad essere insignito del titolo di Cavaliere dell’ordine della Corona d’Italia nel 1911. Una crescita costante, che dovette però fare i conti con la seconda guerra mondiale, freno posto dalla storia all’ascesa di una eccellenza italiana.
Paolo Gentilini
Ma è in periodo così buio che emerge Paolo Gentilini, figlio di Pietro, il quale a partire dal 1948 riprese la produzione, potendo giovare di un legame già ben consolidato con il mercato e forte di quella che può essere definita una “memoria al consumo” dei clienti italiani, subito pronti a rinfrescare quel rapporto ormai casalingo che Pietro Gentilini aveva instaurato con la clientela.
Segue poi il boom economico, la moltiplicazione della produzione, e quindi a cascata anche dei dipendenti e dei prodotti, lo spostamento dello stabilimento su via Tiburtina, il cui profumo inebria lavoratori e pendolari che quotidianamente si dirigono nella Capitale. Nel 1998 inizia poi la nuova era, la presidenza di Pietro Gentilini, figlio di Ettore e nipote del fondatore, con il delicato compito di traghettare quella che era una realtà produttiva a conduzione familiare in un’azienda moderna. Si entra nel mondo della televisione, gli spot pubblicitari, la comunicazione globalmente intesa… A 135 anni dalla sua fondazione, il marchio Gentilini si mostra ancora il grado di imporsi sul mercato, resistendo ad ogni efferato attacco globalista che lentamente tenta di spazzare via le più antiche realtà culinarie, le cui radici però sono ben salde al terreno della storia italiana. Un modello che ha fatto della semplicità e della qualità la propria bandiera, mostrandosi in grado di divenir nel tempo sinonimo di colazione e, in definitiva, di famiglia.




