L’Italia di carta, lo Stivale visto dai grandi scrittori
Sapevate che Cicerone disprezzava i sardi? Dell’amore di Henrik Ibsen per la campagna romana? O che la selva dei suicidi ne “La Divina Commedia” era ispirata alla Maremma toscana?
Grazie a “L’Italia di carta”, verrete a conoscenza di queste e molte altri aneddoti.
Scritto da Antonio Canu, edito da Il Saggiatore, “L’Italia di carta” è un testo che analizza i territori più belli, suggestivi e rappresentativi del Bel Paese attraverso le lenti dei grandi nomi della letteratura mondiale. L’autore, nato a Roma e ambientalista, con studi in scienze naturali e geografiche, esperto in gestione di aree protette, giornalista pubblicista e scrittore, è attualmente Presidente di WWF Oasi. Dal 1979 è in WWF Italia dove ha ricoperto vari ruoli a livello regionale (Presidente Delegazione Lazio) e nazionale (Responsabile Oasi e Diversità Biologica della Segreteria Generale). È stato membro della Consulta per la Difesa del Mare del Ministero della Marina/Ambiente e della Commissione Ramsar del Ministero dell’Ambiente. E’ stato membro del Consiglio Direttivo e della Giunta Esecutiva dell’Ente Parco Nazionale del Cilento-Vallo di Diano. Attualmente è Membro del Consiglio Direttivo della Federazione Italiana dei Parchi naturali ed anche Presidente di WWF Travel.
Dalle coste della Sardegna raccontate nei romanzi di Emilio Salgari ai Castelli Romani negli epistolari di Charles Dickens, passando per la Maremma toscana citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia.
L’intento di farci vedere il nostro paese attraverso un punto di vista differente, facendoci apprezzare in modo nuovo le bellezze del nostro territorio è sicuramente lodevole.
Tuttavia ci sono degli elementi all’interno del libro che meritano di essere approfonditi.
Questa struttura si ripropone in maniera ridondante e forse, troppo prevedibile. Almeno per quanto riguarda una lettura sul lungo termine.
Forse quello di suscitare curiosità e intrigo non era neanche l’intento col quale “L’Italia di Carta” è stato scritto ma certamente è apprezzabile l’idea alla base di realizzare un testo contenente curiosità e approfondimenti. Un libro atto a rinnovare la conoscenza e l’affetto nei confronti di un territorio, come quello italiano, che nasconde sorprese e curiosità.
Ed è proprio con questa curiosità che vi suggeriremmo di approcciarvi a “L’Italia di Carta”. Non come se fosse un mezzo per scoprire terre che non conoscete. Ma come un motivo per andare ancora più fieri di mondi che già amate.




