Il segreto e le società segrete
Il saggio del filosofo tedesco padre della sociologia, Georg Simmel (1858 – 1918), che la casa editrice Aragno ha pubblicato, in una versione che si caratterizza per la consueta eleganza di formato- invita il lettore a riflettere su un aspetto non banale, che ha effetti nella vita quotidiana.
Di primo acchito “Il segreto e le società segrete” potrebbe apparire un titolo iniziatico ed elitario rivolto quindi ad una ristretta platea di lettori. Il segreto, invece, riveste un ruolo cardinale all’interno della società, come il lettore può avere modo di scoprire leggendo questo saggio.
Tutti i rapporti tra gli esseri umani si basano in maniera imprescindibile attraverso le parole e i fatti che vengono forniti, in maniera del tutto discrezionale, dai protagonisti del rapporto. Sulla base di questi elementi, una parte può formarsi una verità relativa (e mai assoluta) sull’altra parte
In ogni relazione è indispensabile, infatti, conoscere qualcosa l’uno dell’altro. La reciproca conoscenza per essere tale non può pertanto fare a meno di tutta una serie di dati.
Questo presupposto, seppur basilare, non garantisce che entrambe le parti abbiano lo stesso grado di conoscenza reciproca.
Un duplice ruolo riveste nelle relazioni sociali, il segreto, infatti, esso qualora condiviso può fungere da collante alla base di un granitico rapporto di fiducia o viceversa, se alimentato, può accrescere distanze.
Si viene così a creare quella che potremmo definire, prendendo in prestito un termine economico, una asimmetria informativa.
Quasi a voler darci tangibile riprova delle sue teorie, l’autore sposta l’oggetto della sua disamina su quelle conventicole nelle quali il segreto riviste ragione di preminenza assoluta.
È facile vedere come nei movimenti associazionistici basati sul segreto l’accesso limitato è sovente accompagnato e custodito da rituali di iniziazione non conoscibili ai profani.
Il segreto svolge un ruolo di barriera d’ingresso tra i componenti e un valido metodo per stabilire una gerarchica cementificazione interna.
Il segreto riviste al contempo in queste associazioni un ruolo essenziale, cela i riti e l’identità degli altri membri e regola l’attività della stessa che si sostanzia nella ricerca dello stesso.
La ricerca di ciò che è nascosto appare quindi un motore che alimentando l’interazione sociale, quasi come i due cavalli nel mito della biga alata di Platone, connotandosi in maniera ambivalente, può rafforzare i legami e la fiducia reciproca ed escludere gli altri.
Il filosofo tedesco con questo saggio fa assurgere il segreto quale forza fondamentale della società e grande conquista dell’umanità in grado di organizzare la stessa regolando i poteri interni e le relazioni che la alimentano.




