Tempi supplementari
“…se prima aveva avuto l’impressione che gli fossero stati donati dei tempi supplementari, ora l’arbitro aveva decretato i rigori. La lotteria dei rigori”
Un viaggio a ritroso nella memoria che inizia e finisce a Zante, l’isola greca patria dell’esule Foscolo e terra tanto amata dai protagonisti, Edoardo e Giulia.
Edoardo, di una decina di anni in più, e Giulia si incontrano per caso quando le loro vite giovanili sono già state vissute. Sposati e divorziati entrambi e tutti e due con figli hanno la fortuna di ricevere il dono più grande: l’amore consapevole.
L’amore da adulti è un tipo di amore differente, hanno vissuto entrambi per capire ciò che conta. Un amore non cercato che li ha trovati nel momento esatto in cui erano pronti a riceverlo ed a donarlo all’altro senza fretta, con cura e rispetto vicendevole.
Nel loro primo viaggio a Zante Edoardo, nonostante abbiano manifestato la volontà di sposarsi con amici e parente, si chiede perché poi non sia mai accaduto e nemmeno perché Giulia non ne abbia più parlato. Nasce un timore, quasi una paura, che si insinua dentro di lui e, quasi per caso, dopo momenti di ritrosia, chiede a Giulia quando faranno il grande passo. Presto, risponde lei.
In Edoardo nasce una gioia mista a frenesia, non può sbagliare ancora, vuole far capire a chi ama quale è la sua storia, da dove è partito, quali errori ha commesso, quali dolori ha provato che lo hanno fatto diventare ciò che è ora. Un uomo risolto, uno studio legale dei più importanti della città, una sicurezza economica che gli regala serenità e due figli maschi nati dal suo unico matrimonio.
Non basta però l’apparenza della solidità, l’uomo si vuole svelare, nudo davanti agli occhi della sua compagna.
Durante le serate nella loro villa in affitto sulle colline di Pesaro, Edoardo inizia a ricordare il suo passato, la morte dei suoi genitori, la sua solitudine, la sua inquietudine, la sua scalata nello studio legale, i suoi amori, dal primo all’ultimo con le delusioni e le infatuazioni scambiate per amore.
E raccontarsi è una profonda catarsi nell’uomo ormai adulto a cui serve questo lavaggio dell’anima attraverso i ricordi
E Giulia ascolta, in silenzio, compassionevole, attenta e premurosa come un deus ex machina sceso dall’alto per sbrogliare i ricordi di Edoardo
Tempi Supplementari, il romanzo di esordio di Spadola edito per Baldini+Castoldi, è una metafora della vita. Il fato regala tempo per la consapevolezza di sé, per scoprire che l’uomo, che c’è dietro il padre, il professionista, è capace di amare completamente e senza remore finalmente, pienamente forse per la prima volta.
Non sveliamo il finale del romanzo, inaspettato ed imprevedibile, dopo tanta perfezione di cui è pervasa la storia l’ignoto è qualcosa che non possiamo decidere e non possiamo immaginare.
“La gioia e il dolore possono essere vissuti, ma non decisi, L’esistenza viene determinata sulla scorta di leggi oscure e inappellabili…Non abbiamo voce in capitolo. Si chiama destino?”




